Pensioni, “in arrivo Fornero bis”: Brambilla contro riforma Governo

Governo al lavoro su Riforma pensioni, le critiche di Alberto Brambilla

Non si fa altro che parlare di pensioni e riforme in questo ultimo periodo: l’Italia deve far bene i compiti prima di presentarsi a Bruxelles, così da ottenere un buon accordo sul Recovery Fund. Conte deve dare prova di avere un buon piano per la gestione dei conti pubblici dopo la pandemia, a partire dalla promozione di interventi che siano in grado di dare uno slancio all’economia e favoriscano la ripresa finanziaria.

Riforma pensioni, gli obiettivi del Governo Conte

Migliorare il sistema previdenziale e pensionistico è uno dei primi obiettivi che il Governo Conte si è prefisso dopo lo scoppio della pandemia. L’emergenza Coronavirus ci ha dimostrato che sono molte le falle del sistema che vanno corrette, per questo motivo ogni intervento su cui l’Esecutivo sta lavorando ha come scopo finale quello di ottimizzare gli investimenti statali con interventi che siano in grado di garantire risultati soddisfacenti.

A tal proposito è stato già detto che, nonostante le proposte avanzate della Lega, è quasi certo che non si procederà con una proroga di Quota 100. Promuovere l’uscita anticipata dal lavoro, con disoccupazione e precarietà accentuati dal Covid, vorrebbe dire mettere l’Inps in una posizione in cui si ritroverebbe a pagare più pensioni a fronte di meno entrate tributarie. Il che, ad oggi, potrebbe rivelarsi insostenibile (per approfondire clicca qui).

In Italia più pensionati che lavoratori? Parla Alberto Brambilla

Contrario alle ultime decisioni annunciate dal Governo si è detto Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.

Secondo Brambilla i dati forniti da Cgia di Mestre, cui studio ha affermato che in Italia ci sono più pensionati che lavoratori, sono oggi da considerati “fuorvianti“. Non è consigliato, dunque, spingere il Governo a promuovere una riforma del sistema pensionistico italiano sulla base di questi dati.

“I pensionati sono molti meno dei lavoratori, semmai sono le prestazioni previdenziali che sono di più, ma perché in Italia si percepisce spesso più di una pensione”, ha infatti spiegato il presidente del Centro Studi. È importante fare chiarezza su questa questione perché, come poi ha aggiunto Brambilla, fornire un quadro del genere in Europa ci penalizza.

“Affermare che i pensionati hanno superato i lavoratori attivi è una fake news. I lavoratori dipendenti erano nel 2019 23 milioni e mezzo contro 16 milioni e 200 mila pensionati”, ha spiegato lo stesso. Mentre dopo il crollo del lavoro a causa dello scoppio della pandemia “i dati dimostrano che siamo a 22 milioni e 400 mila lavoratori contro 16 milioni e 400 mila pensionati”.

Pensioni, Brambilla mette in guardia: “in arrivo Fornero bis più dura”

Il sistema pensionistico in Italia, secondo Brambilla, non dovrebbe preoccuparci. L’Inps, ha spiegato, non rischia il collasso (come molti invece hanno sostenuto negli ultimi tempi), poiché la spesa destinata alle pensioni è perfettamente sostenibile.

“Credo che si stia buttando molto fumo negli occhi per far dimenticare che stiamo spendendo montagne di quattrini in assistenzialismo puro. La spesa per le pensioni è pari a 150 miliardi ed è sostenibile – ha concluso il Presidente – ma mi pare che sia in arrivo una Fornero bis ancora più dura“.

L’alternativa? Secondo il Presidente è una: smettere di preoccuparsi delle pensioni e di usare le riforme a puro scopo “propagandistico”, concentrandosi invece su occupazione e inclusione e non su interventi puramente assistenziali, poiché solo così riusciremo ad avere maggiore credibilità in Europa.

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