Fondo per il made in Italy, 100 milioni dal governo: a chi andranno

Il ministro Urso ha individuato 4 asset strategici a cui indirizzare le risorse: l’obiettivo è quello di valorizzare a pieno il nostro marchio nazionale

Lo scorso 22 novembre, tra le immense pareti e i seggiolini rossi dell’auditorium della Conciliazione di Roma, Giorgia Meloni è intervenuta alla convention annuale di Confartigianato in un’atmosfera di grande solennità, un misto di attesa e speranza da parte della folta platea di imprenditori, manager e liberi professionisti. La curiosità per vedere all’opera la prima presidente del Consiglio donna nella storia della Repubblica italiana che si unisce alla fiducia che buona parte di quel mondo ripone in lei.

A confermare una sorta di predilezione del comparto produttivo per la leader di Fratelli d’Italia è il report diffuso da YouTrend, che mostra come una larga parte dell’elettorato che l’ha premiata nelle urne lo scorso 25 settembre provenga proprio dal mondo delle piccole e medie imprese. Un endorsement giustificato anche e soprattutto dalle molte incertezze economiche che riguardano tanti settori industriali del nostro Paese, che ormai da diversi mesi è costretto a fare i conti con un’emergenza energetica molto violenta, che ha causato un rincaro senza precedenti del costo delle bollette per la luce.

Fondo per il made in Italy, la promessa di Giorgia Meloni all’assemblea di Confartigianato

“Tra i nostri asset strategici fondamentali c’è il made in Italy – ha scandito Giorgia Meloni davanti all’assemblea – e c’è sempre stato nella nostra visione, prima tra i banchi dell’opposizione e oggi al governo del Paese. Il marchio Italia è il terzo per riconoscibilità nel mondo ma noi negli ultimi anni abbiamo lasciato che la politica svendesse i nostri brand e questo non si deve e non si può fare più”.

Il suo intervento, interrotto diverse volte dagli applausi degli astanti, si è concluso con un forte richiamo ai doveri che tutti i cittadini, dai governanti ai contribuenti, devono portare avanti: “Il made in Italy va promosso con tutte le nostre forze e per farlo l’unica strada è quello di difenderlo ogni giorno con tutti i mezzi a nostra disposizione“.

Fondo per il made in Italy, quali settori riceveranno gli aiuti del governo

Per portare a termine questo cambio di passo e valorizzare a pieno le potenzialità del nostro Paese, la premier dovrà lavorare a stretto contatto con alcuni dei ministri più importanti della sua compagine governativa. Uno su tutti Adolfo Urso, uomo di fiducia di Meloni e suo storico compagno di partito. Un profilo a cui lei ha voluto affidare il dicastero che più di tutti avrà un ruolo strategico in questo cambio di paradigma: stiamo parlando del ministero dello Sviluppo economico, che con il nuovo esecutivo ha assunto proprio il nome di ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Da parte sua, l’ex presidente del Copasir ha chiesto lo stanziamento di 100 milioni di euro entro i primi mesi del 2023 per supportare alcuni dei comparti strategici del nostro sistema nazionale. Non a caso, molti di essi sono anche quelli che soffrono le maggiori difficoltà economiche. I quotidiani, con un gioco di parole e acronimi, li hanno già rinominati come i “settori delle 4A” e sono i seguenti:

  • abbigliamento e moda, che comprende anche la gioielleria e l’industria degli occhiali;
  • arredo per la casa, che ingloba le filiere legno-mobilio-carta, lampade-vetro, piastrelle-ceramica;
  • automazione e meccanica, con anche le vetture di lusso, la cantieristica, i motocicli e le biciclette;
  • alimenti e bevande, con particolare attenzione alla vasta gamma di prodotti tipici della dieta mediterranea.