Esiste un falso mito molto diffuso tra le famiglie italiane: l’idea che i cittadini minorenni, non avendo ancora compiuto la maggiore età, siano completamente invisibili al Fisco. Nella realtà tributaria, però, l’età anagrafica non è mai un esonero automatico. Se un bambino o un adolescente percepisce determinati proventi, sorge l’obbligo di fare i conti con l’Agenzia delle Entrate.
Capire come gestire i redditi dei figli minori e quando sia necessaria una dichiarazione dei redditi ad hoc è fondamentale per i genitori. Commettere un errore in questo campo può tradursi in sanzioni pecuniarie o nella perdita di importanti agevolazioni fiscali.
Indice
Redditi dei figli minori: l’usufrutto legale dei genitori
Per comprendere come funziona la tassazione dei minori, bisogna partire dal Codice Civile. L’articolo 324 stabilisce che i genitori esercenti la responsabilità genitoriale hanno l’usufrutto legale sui beni del figlio, fino alla maggiore età o all’emancipazione.
I frutti di questi beni (come i canoni di locazione di un immobile intestato al minore o gli interessi di alcuni investimenti) non appartengono legalmente solo al figlio, ma sono destinati per legge al mantenimento della famiglia e all’istruzione e cura dei figli stessi.
Di conseguenza, dal punto di vista fiscale, si applicano regole precise:
- tassazione in capo ai genitori. I redditi soggetti a usufrutto legale non richiedono una dichiarazione autonoma da parte del minore. Vanno invece inseriti direttamente nella dichiarazione dei redditi dei genitori;
- la ripartizione della quota. Tali somme vanno dichiarate al 50% da ciascun genitore. Se vi è un solo genitore superstite o che esercita la responsabilità genitoriale, i redditi vengono imputati interamente a quest’ultimo.
Un esempio classico è l’appartamento ricevuto in eredità da un minore e concesso in locazione: l’affitto percepito andrà inserito nei modelli 730 o Redditi Pf dei genitori, ripartito a metà tra madre e padre.
Quando il minore deve fare una propria dichiarazione dei redditi?
Esistono numerose e importanti eccezioni all’usufrutto legale. L’articolo 329 del Codice Civile elenca i beni e i proventi su cui i genitori non possono vantare alcun diritto di usufrutto. In tutti questi casi, il minore diventa un contribuente autonomo a tutti gli effetti e i suoi guadagni non possono essere sommati a quelli dei genitori.
I casi più frequenti di redditi dei figli minori esclusi dall’usufrutto legale sono:
- i redditi da lavoro. I proventi che il minore percepisce dallo svolgimento di un’attività lavorativa (es. contratti di apprendistato, lavori stagionali estivi, collaborazioni occasionali, prestazioni sportive professionistiche o semiprofessionistiche);
- i beni donati o lasciati in eredità con condizione espressa. Se un nonno o un donatore esterno specifica nell’atto di donazione o nel testamento che i genitori non devono avere l’usufrutto legale su quel determinato bene, i relativi frutti appartengono solo al minore;
- i beni ereditati accettati con beneficio d’inventario. Se l’eredità viene accettata nell’interesse del minore con questa modalità protettiva, i frutti dei beni ereditati sono sottratti all’usufrutto;
- pensioni di reversibilità e indennità. Le somme corrisposte al minore a titolo di pensione ai superstiti o indennità speciali legate a condizioni di invalidità.
Se un minore incassa proventi riconducibili a queste categorie, e tali cifre superano le soglie minime di esonero previste dalla legge, il genitore dovrà presentare una dichiarazione dei redditi intestata esclusivamente al figlio.
Come presentare la dichiarazione dei redditi per conto del figlio
La compilazione della dichiarazione per un minore segue regole formali rigide per garantire che l’atto sia giuridicamente valido. La procedura varia leggermente a seconda che si utilizzi il canale cartaceo/intermediario o la piattaforma online dell’Agenzia delle Entrate.
La compilazione del frontespizio
Sia che si presenti il Modello 730, sia il Modello Redditi PF, la struttura ministeriale prevede una sezione specifica per i rappresentanti legali:
- nel riquadro dedicato al Contribuente, vanno inseriti i dati anagrafici e il codice fiscale del minore;
- nel riquadro riservato al Rappresentante o Tutore, il genitore che compila l’atto deve inserire i propri dati anagrafici e il proprio codice fiscale, indicando il codice carica 2 (riservato al genitore che esercita la responsabilità genitoriale);
- il documento deve essere firmato dal genitore rappresentante, non dal minore.
Gestione tramite la dichiarazione precompilata
L’Agenzia delle Entrate ha semplificato notevolmente l’iter telematico. Un genitore può oggi gestire la precompilata del figlio direttamente dal proprio Pc:
- il genitore accede all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite Spid, Cie o Cns;
- richiede l’abilitazione ad agire per conto del figlio minorenne inserendone il codice fiscale;
- il sistema effettua un controllo in tempo reale con l’Anagrafe Nazionale (Anpr) per verificare il legame di parentela;
- una volta autorizzato, il genitore può cambiare profilo all’interno del portale, selezionando il codice fiscale del figlio per visualizzare, modificare e inviare il suo 730 o Modello Redditi.
Soglie di reddito e impatto sul carico fiscale familiare
Un dettaglio cruciale che spesso sfugge alle famiglie riguarda lo status di familiare a carico. Fino a che punto i redditi dei figli minori consentono al nucleo familiare di mantenere le detrazioni fiscali?
La normativa italiana prevede due limiti di reddito complessivo annuo oltre i quali il figlio non è più considerato fiscalmente a carico:
- 4.000,00 euro per i figli di età non superiore a 24 anni;
- 2.840,51 euro per i figli di età superiore a 24 anni.
I figli minorenni beneficiano quindi della soglia più alta di 4.000 euro. Se nell’anno d’imposta il minore percepisce, ad esempio, 4.500 euro lordi lavorando come attore in uno spot pubblicitario o con un contratto stagionale:
- dovrà presentare la propria dichiarazione dei redditi autonoma per dichiarare quei 4.500 euro;
- i genitori perderanno il diritto alle detrazioni per figli a carico in busta paga per l’intero anno in cui è stato superato il limite;
- le spese sostenute per il figlio (spese mediche, attività sportive, tasse scolastiche) non potranno più essere detratte dai genitori, ma dovranno essere inserite direttamente nella dichiarazione del figlio per abbattere la sua eventuale Irpef.
Gli errori più comuni da evitare
Per non incappare in accertamenti e avvisi di pagamento da parte del Fisco, i genitori dovrebbero prestare particolare attenzione ad alcuni passaggi chiave:
- omettere la firma del rappresentante. Presentare un modello cartaceo o tramite intermediario inserendo solo i dati del figlio senza compilare la sezione del rappresentante legale rende la dichiarazione nulla;
- sbagliare la ripartizione dei redditi da usufrutto. Molti genitori inseriscono i redditi da usufrutto legale (es. l’affitto della casa del minore) nella dichiarazione di un solo coniuge per comodità. La legge impone invece la divisione al 50% tra i genitori, salvo accordi diversi registrati o decisioni del giudice;
- dimenticare il monitoraggio fiscale (Quadro RW). Se il figlio minore è intestatario di conti correnti all’estero, attività finanziarie o immobili fuori dall’Italia (magari ricevuti in eredità da parenti stranieri), i genitori devono compilare il Quadro RW a nome del figlio per adempiere agli obblighi di monitoraggio fiscale, anche se non vi sono redditi imponibili immediati.
In conclusione, la gestione fiscale dei minori richiede attenzione e una precisa mappatura della provenienza delle somme incassate. Distinguere tempestivamente tra usufrutto e reddito personale del ragazzo è l’unico modo per pianificare correttamente il carico fiscale familiare ed evitare spiacevoli sorprese.