Fattura elettronica e controlli fiscali: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Nell'incontro organizzato a Roma dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) per far luce in questa fase di prima applicazione

(Teleborsa) L’obbligo di fatturazione elettronica è sicuramente una delle novità fiscali più rilevanti, e discusse,  dell’anno appena iniziato che interessa una buona fetta di contribuenti italiani alle prese con una vera e propria trasformazione digitale, i cui contorni a volte sono stati percepiti come piuttosto problematici.

Al netto di polemiche e richieste di rinvii, alla mezzanotte del 31 dicembre per tutti i detentori di partita Iva, è entrato in vigore ufficialmente l’obbligo di fatturazione elettronica, che già c’era per i lavori svolti con la Pubblica amministrazione. Non riguarda tutti: esclusi i contribuenti forfettari, le farmacie e gli operatori sanitari, alcuni agricoltori e le ass.sportive dilettantistiche.

LOTTA AI FURBETTI – D’ora in poi, dunque, tutti i titolari di partita Iva, dovranno effettuare le proprie fatture sul web e farle transitare dall’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo ampiamente dichiarato è impedire le false fatturazioni e di conseguenza recuperare gettito sottratto alle casse del Fisco. Si stima che l’avvio della fatturazione elettronica dovrebbe portare ad un aumento del gettito pari a circa 2 miliardi di euro.

Controlli fiscali incrociati con i dati delle fatture elettroniche, anche in caso di eliminazione del file completo. Nessuna disparità di trattamento, pertanto, tra i contribuenti che attuano la conservazione a norma tramite l’Agenzia delle entrate e quelli che utilizzano i servizi a pagamento delle software house.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate nell’incontro di ieri organizzato a Roma dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) sul tema della fatturazione elettronica, con l’ obiettivo di fare chiarezza sui numerosi dubbi sorti, in questa fase di prima applicazione.

E-fattura forfettari – Interessante il chiarimento fornito dalle Entrate circa i forfettari, esclusi dall’obbligo di e-fattura, che ricevano una fattura elettronica: potranno comportarsi come se l’avessero ricevuta in formato analogico, ossia stampandola e conservandola in formato cartaceo senza che scatti l’obbligo di conservazione digitale.

COS’E’ LA FATTURA ELETTRONICA E COME FUNZIONA – A differenza della cartacea va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone e deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il Sistema di Interscambio (SdI), sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti: verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonchè l’indirizzo telematico (c.d. “codice destinatario” ovvero indirizzo PEC) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura. Viene cosi’ controllato che la partita Iva del fornitore e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli precedenti, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una “ricevuta di recapito”, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento
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