Quando devono essere pagate le cartelle esattoriali

Scopri quando è dovuto il pagamento delle cartelle esattoriali e quando cadono in rottamazione

Tanti cittadini tremano alla sola idea di vedersi recapitare le cartelle esattoriali. Questo perché – la cartella esattoriale – è un atto di intimazione al pagamento e avviso di mora con cui l’Agenzia delle Entrate richiede il pagamento di quanto dovuto alla Pubblica Amministrazione.

Per tutti coloro che hanno avuto bisogno di più tempo per procedere al pagamento: tirate un sospiro di sollievo. Per il 2021 è prevista una ulteriore proroga delle cartelle esattoriali. Ma cosa significa esattamente? Su QuiFinanza cerchiamo di fare chiarezza sui punti più intricati del decreto.

Cosa sono le cartelle esattoriali?

Le cartelle esattoriali sono degli avvisi che – recapitati al cittadino da parte dell’Agenzia delle entrate, hanno il compito di intimarlo al pronto pagamento di quanto dovuto alla Pubblica Amministrazione. La loro funzione principale, infatti, è quella di comunicare al contribuente la sua posizione “debitoria”. Posizione che egli è tenuto a risolvere, specie se in possesso di un credito ritenuto “certo, liquido ed esigibile”.

La cartella esattoriale non proviene direttamente dalla Pubblica Amministrazione ma, per tramite dell’Agenzia delle Entrate, è a tutti gli effetti in atto amministrativo. In virtù di ciò, in caso di mancato saldo del debito, si potrà procedere con le attività di pignoramento.

L’oggetto della cartella esattoriale può essere vario: tributi, imposte sui redditi, Inps, Iva, imposta di registro, tasse automobilistiche, concessioni governative, imposte ipotecarie e catastali. Anche le sanzioni amministrative non pagate – le multe stradali, per esempio – possono essere oggetto di una cartella esattoriale.

Ad occuparsi della riscossione delle somme dovute tramite le cartelle esattoriali sono l’Inps e l’Agenzia delle Entrate per tramite prima di Equitalia s.p.a, e poi per tramite di Agenza Entrate Riscossione.

Proroga delle cartelle esattoriali

L’ultima manovra in ordine di tempo che riguarda il fisco e il recupero delle somme dovute è la proroga delle cartelle esattoriali, messa in campo dal Governo Draghi.

Con l’articolo 25, comma 2 del D.P.R. n. 602 del 29 settembre 1973, si fissava a 60 giorni dalla notifica il termine per adempiere all’obbligo di pagamento delle somme dovute al Fisco, notificate tra il 1° settembre al 31 dicembre 2021. Ma, con l’articolo 2 della legge di conversione del Decreto Fiscale 2022, approvata ufficialmente alla Camera il 15 dicembre 2021, la data di scadenza viene fissata a 150 giorni dalla notifica.

Nel corso dell’iter di conversione in legge del Decreto collegato alla Legge di Bilancio 2022, sono state apportate nuove modifiche, concedendo un ulteriore mese di tempo. Ora, la proroga delle cartelle esattoriali è fissata a 180 giorni dalla notifica.

Da che esistono, le cartelle esattoriali sono sempre state un enorme scoglio fiscale. Per questo motivo, a più riprese sono state introdotte manovre al fine di agevolare – nonché incentivare – il pagamento delle stesse.

Rottamazione delle cartelle esattoriali

A questo scopo è stata introdotta – dal Decreto-legge n. 193/2016 –la rottamazione delle cartelle esattoriali: una misura fiscale che consente ai contribuenti di ottenere uno sconto per le somme di denaro dovute ad Equitalia. Questo, soltanto in relazione al periodo tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2016. Non tutti i debiti con la Pubblica Amministrazione potranno però godere di questa dilazione. A rientrare nei termini sono stati soltanto i ruoli relativi a:

  • tributi
  • imposte (compresa l’Iva se non è riscossa all’importazione),
  • contributi previdenziali
  • contributi assistenziali
  • multe stradali
  • tributi locali solo se il Comune in questione accetta di aderire alla misura

La domanda per aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali – così come da Decreto-legge 27 marzo 2017 n. 36 – aveva una scadenza fissata per il 21 aprile 2017.

In base a quanto sancito, le somme dovute al Fisco sono suddivise in 5 rate, da saldare tra il 2017 (70% della somma dovuta) e il 2018 (restante 30% della somma dovuta). In particolare, le 5 rate sono così suddivise:

  • la prima rata (luglio 2017) dovrà coprire il 24% della somma;
  • la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto;
  • la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto;
  • la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire infine il restante 15% della somma.

Rottamazione-ter: come funziona

Un ulteriore passo verso i contribuenti – dopo la Rottamazione e la Rottamazione-bis (DL 148/2017) è stato fatto mediante la Definizione agevolata 2018, chiamata anche “Rottamazione-ter”. La Rottamazione-ter altro non è che una vera e propria pace fiscale, dedicata a tutti coloro che hanno all’attivo uno o più debiti con il Fisco, accumulati durante il periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.

Esattamente come avviene con la Rottamazione, la Rottamazione-ter prevede la rateizzazione delle somme dovute, oltre alla possibilità di estinguere il debito senza incappare in more e interessi.

Non tutti i debiti con la Pubblica Amministrazione potranno però godere di questo “sconto”. A rientrare nei termini sono stati soltanto i ruoli relativi a:

  • recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea;
  • crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Il termine ultimo per presentare la dichiarazione di adesione alla Rottamazione-ter, era stata inizialmente prevista la scadenza del 30 aprile 2019. Con il cosiddetto “decreto Crescita” si è poi discusso nuovamente circa i termini per aderire alla “rottamazione-ter”, posticipando la nuova scadenza al 31 luglio 2019.

In base a quanto sancito, le somme dovute al Fisco sono suddivise in rate, da saldare tra il 2019 e il 2020. In particolare, le rate sono così suddivise:

  • la prima rata il 2 dicembre 2019
  • la seconda rata il 28 febbraio 2020, poi slittata al 30 aprile per effetto del Decreto Emergenza sul Coronavirus
  • la terza rata il 31 maggio 2020
  • la quarta rata il 31 luglio 2020
  • la quinta rata il 30 novembre 2020

Saldo e stralcio: cos’è

Con la legge n. 145/2018, il Governo ha introdotto il “Saldo e stralcio” delle cartelle esattoriali. Ciò significa che ai contribuenti morosi viene concessa una riduzione delle somme dovute, solo se questi si trovano in grave e comprovata difficoltà economica. Ossia, si trovino nelle seguenti situazioni:

  • con il valore ISEE riferito al proprio nucleo familiare non supera 20 mila euro;
  • quando alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, risulta già presentata la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della legge del 27/1/2012, n. 3.

Condono delle cartelle esattoriali

Con l’insediamento del Governo Draghi, è stato emanato il Decreto Sostegni, pensato per dare un aiuto – un “sostegno” per l’appunto – a tutti coloro che si trovino in difficoltà a causa del Coronavirus. In virtù di ciò, è stato approvato il condono delle cartelle esattoriali, operativo da fine agosto 2020.

Anche in questo caso, non tutte le cartelle esattoriali possono essere condonate. Le cartelle affidate al condono sono esclusivamente quelle affidate all’Agenzia Entrate Riscossione tra il 2000 e il 2010; e tra queste, soltanto quelle il cui valore complessivo non superi i 5.000,00 €. Non tutti i contribuenti possono però aderire a questo tipo di condono. Possono beneficiarne solo coloro (persone fisiche o imprese) che – nel 2019 – non abbiano posseduto redditi oltre i 30.000,00 € complessivi lordi annui.

Per aderire al condono delle cartelle esattoriali previsto dal Governo Draghi, non è necessario fare nulla. Se avente diritto, l’Agenzia Entrate Riscossione provvede direttamente alla cancellazione dei debiti.

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