Nel nuovo Piano Casa c’è un provvedimento che istituisce il bonus volumetria. Si tratta dell’articolo 9 e, in sostanza, serve a far aumentare il numero delle case ad affitto accessibile grazie ai privati, offrendo in cambio dei permessi per costruire edifici più grandi. Per farlo, però, ci sarà il coinvolgimento diretto delle imprese costruttrici.
Vediamo tutto quello che c’è da sapere sul nuovo bonus.
Indice
Cos’è il bonus volumetria
Il Piano Casa è un insieme di misure pensato per risolvere la crisi abitativa. Dentro c’è anche l’articolo 9, un provvedimento che istituisce il bonus volumetria. Questo nel concreto è uno strumento che permette di incentivare i programmi di edilizia convenzionata a canone calmierato.
Nel Piano Casa troviamo attenzione verso una “fascia grigia”, ovvero quelle famiglie o singole persone che, pur lavorando o essendo sostenute da familiari perché studenti fuori sede, non riescono né ad accedere alle graduatorie per le case popolari, né ad avere un reddito capace di sostenere i costi dei canoni d’affitto del libero mercato.
Si tratta di un segmento difficile da raggiungere, perché non rientra nella povertà assoluta, ma è composto da lavoratori e studenti che non riescono comunque a sostenere la spesa mensile più alta, ovvero quella dell’affitto.
Per intervenire c’è necessità di creare alloggi a prezzi protetti o calmierati e offrire quindi un’alternativa sostenibile anche nel mercato degli affitti tradizionali.
Come funziona?
Nella pratica si tratta di introdurre una serie di semplificazioni burocratiche per accelerare l’avvio dei cantieri.
Tutti quei progetti che rispetteranno i requisiti previsti eviteranno le tempistiche ordinarie ed accederanno nel minor tempo possibile al permesso di costruzione.
Vengono inoltre previste anche:
- conferenze di servizi rapide;
- deroghe agli strumenti urbanistici locali;
- agevolazioni nei cambi di destinazione d’uso;
- la rimodulazione dei requisiti geometrici minimi per altezze e superfici interne degli edifici.
Quali sono gli interventi
Il bonus volumetria spinge a partecipare alla lotta contro la crisi abitativa. Infatti si “regala” la possibilità di ingrandire un edificio esistente fino al 35% in più rispetto alle dimensioni originali, ma tutti gli appartamenti che verranno realizzati con questo ampliamento dovranno essere affittati a prezzi calmierati, quindi a prezzi ridotti e protetti.
Non si parla di nuove costruzioni, ma di ristrutturazioni, efficientamento energetico e recupero di palazzi vecchi, abbandonati e degradati per ridurre al minimo l’impatto dei lavori edilizi.
Quali sono i requisiti
Per poter accedere alle agevolazioni bisogna rispettare dei requisiti e dei vincoli finanziari. Come si legge nel testo, si va verso un modello misto dove il 30% può bilanciare il margine ridotto del 70% affittato con margini ridotti.
Funziona così:
- almeno il 70% delle risorse e delle superfici complessive dell’intervento saranno vincolate a soluzioni abitative con prezzi d’affitto calmierati;
- il restante 30% dell’immobile può essere collocato sul mercato libero.
I dubbi
Al momento il testo è ancora in lavorazione. Si trova infatti alla Camera dei Deputati e dovrà essere discusso prima di essere trasformato in una legge definitiva.
Si tratta però di una legge e di una materia in generale molto complessa e, come riporta Fanpage, la prova di questo è nel fatto che in pochissimo tempo sono arrivate richieste alla Commissione Ambiente da parte di 133 soggetti tra associazioni, costruttori ed esperti che hanno chiesto di essere ascoltati.
Solo dopo questo passaggio si potrà chiarire davvero chi ha diritto al bonus e come funzioneranno le regole per accedervi.