Schengen, la Spagna impone controlli all’Italia per ritorsione: la replica di Roma

Madrid risponde alla stretta di Roma dopo i fatti di Ceuta. Verifiche a campione in porti e aeroporti fino al 7 settembre

Foto di Giorgia Bonamoneta

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Pubblicato:

I rapporti tra Italia e Spagna non sono mai stati così tesi. Il botta e risposta tra Giorgia Meloni e Pedro Sánchez si è acceso sul tema dei controlli all’ingresso, dopo la decisione di Roma di “sospendere Schengen”. Una decisione che arriva nello stesso anno nel quale Italia e Spagna festeggiano i cinque decenni di rapporto bilaterale. Infatti, mentre all’Ambasciata di Spagna in Italia è possibile visitare “Spagna Italia: cinquant’anni da incorniciare”, fuori dalla mostra si consuma una crisi fatta di annunci di ritorsioni e prese di posizione contro “ricatti”.

Nel concreto, questo braccio di ferro iniziato con la crisi di Ceuta, che conseguenze ha sugli spostamenti di italiani e spagnoli?

Schengen, via ai controlli Spagna-Italia

La Spagna ha deciso di ripristinare i controlli alle frontiere interne di porti e aeroporti per gli spostamenti provenienti dall’Italia. La decisione arriva in risposta al rifiuto dell’Italia di mettere fine alla stretta sugli ingressi dalla Spagna dopo i fatti di Ceuta.

Sánchez aveva annunciato “ritorsioni proporzionali” in caso di assenza di un passo indietro da parte del governo Meloni, ma l’Italia ha risposto di “non accettare ultimatum per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere”.

Così, come ha confermato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, lo spazio tra i due Paesi resta “chiuso” fino al 15 agosto.

Le stesse autorità spagnole si attendono infatti una nuova ondata migratoria per quella data. Non c’è un vero e proprio annuncio ufficiale, ma le indagini sui movimenti social – che avevano già portato migliaia di persone verso Ceuta con false promesse – evidenziano una “nuova convocazione” per tentare di entrare illegalmente in Europa.

Cosa cambia per chi parte

A partire da mezzanotte di sabato 8 agosto sono stati reintrodotti temporaneamente i controlli alle frontiere interne per chi arriva dall’Italia. I controlli saranno effettuati nei porti e negli aeroporti e riguarderanno in generale i viaggiatori provenienti dall’Italia, non soltanto i cittadini italiani.

Si tratta di verifiche a campione, le autorità quindi potranno controllare:

  • l’identità dei passeggeri;
  • il passaporto;
  • il documento di viaggio;
  • la nazionalità.

Attenzione: in caso di cittadini di Paesi extra UE, saranno controllati anche visti e permessi di soggiorno.

La misura resterà in vigore fino alla mezzanotte del 7 settembre 2026, anche se da Madrid arriva l’apertura a modificare la durata nel caso cambiassero le circostanze, ovvero nel caso in cui l’Italia decida di fare un passo indietro rispetto alla propria decisione.

La motivazione ufficiale del governo spagnolo è la “persistente pressione migratoria irregolare” che interessa l’Italia, ma la versione non ufficiale è quella della crisi tra Spagna e Italia in seguito alla decisione di Roma di sospendere Schengen dopo i fatti di Ceuta.

Cosa serve per andare in Spagna dall’Italia?

Nel concreto per andare in Spagna non serve nulla di diverso rispetto al passato. Attenzione soltanto alla non validità della carta d’identità cartacea scattata dal 3 agosto.

Non si tratta di una vera e propria sospensione di Schengen, ma della reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne. Le conseguenze per i viaggiatori non sono dirette: essendo controlli a campione potrebbero non inficiare il viaggio di nessuno, ma al massimo rendere leggermente più lenti i controlli.

È importante però  portare i documenti con sé, tutti quelli necessari per dimostrare la propria identità, nazionalità e provenienza. Un altro consiglio potrebbe essere quello di arrivare negli aeroporti o nei porti leggermente in anticipo rispetto ai piani iniziali, per la possibilità di un rallentamento ai controlli.