Trump contro i Paesi della Nato: “Gli Usa spendono 999 miliardi e l’Italia 48,8. È ridicolo”

Trump è tornato ad attaccare i Paesi Nato sulla spesa militare, confondendo il budget dei singoli Stati per i propri eserciti con quello che gli Stati spendono per l'alleanza

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare i Paesi della Nato, confrontando la spesa militare degli Stati Uniti con quella degli altri Stati che fanno parte dell’Alleanza Atlantica. Un paragone strumentale che Trump ha usato più volte, dichiarando che gli Usa “spendono di più” di altri “per la Nato”.

La Nato ha un budget molto piccolo, meno di 5 miliardi all’anno, e gli Usa vi partecipano quanto la Germania. Quella citata da Trump è la spesa militare per gli eserciti dei singoli Stati. I Paesi Nato dovrebbero spendere una percentuale minima del proprio Pil per la difesa, ma ogni investimento oltre quella cifra è una scelta politica dei singoli Stati. Se gli Usa volessero, potrebbero spendere molto meno per il loro esercito e nessuna regola della Nato li potrebbe fermare.

Cosa ha detto Trump sulla Nato

Le esatte parole scritte da Trump sul suo profilo Truth Social sono:

Gli Stati Uniti spendono per la Nato più soldi di qualsiasi altro Paese, e di gran lunga, per proteggerli, senza ricavare alcun beneficio dal farlo: Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi di dollari, Francia 66,5 miliardi di dollari, Italia 48,8 miliardi di dollari, Polonia 44,3 miliardi di dollari. Gli altri, Germania compresa, sono molto più in basso. (2014-2025) Ridicolo!

Non è la prima volta che Trump attacca gli alleati della Nato perché non spendono abbastanza in armi, ma questo attacco è particolarmente fuorviante. Non ha molto senso, ad esempio, citare dati assoluti per Paesi che hanno economie di dimensioni molto diverse. Il Pil degli Usa è quasi 30 volte quello della Polonia, ha senso che gli Stati Uniti spendano molto di più in difesa. Infatti, proprio la Polonia, in relazione al proprio Pil, spende di più degli Usa nel proprio esercito.

I numeri di Trump tornano, ma non per la “spesa per la Nato”

In sé, i numeri citati da Trump sono approssimativi, ma grosso modo nell’ordine di grandezza giusto della spesa militare dei Paesi citati. Uno dei modi in cui il post è fuorviante è però proprio il fatto che si tratta di spesa militare, quindi di fondi che i singoli Paesi investono nei rispettivi eserciti, non di spesa “per la Nato”.

La Nato non ha un esercito, armi, basi o mezzi propri. È un’alleanza di eserciti nazionali, ognuno dei quali è finanziato in modo diverso. La spesa “per la Nato”, che serve a pagare la parte amministrativa (funzionari, dipendenti), è di poco più di 4,5 miliardi di dollari all’anno. Gli Usa vi partecipano, tra l’altro, per una parte molto simile a quella della Germania. Si tratta comunque di poche centinaia di milioni.

La spesa militare degli Stati Uniti, i 999 miliardi citati da Trump, non è fatta “per la Nato”, ma per l’esercito degli Stati Uniti. È stata una decisione di numerose amministrazioni quella di costruire un esercito di quelle dimensioni, con quella spesa. Se Trump e il Congresso volessero, potrebbero ridurla, smantellandone una parte, e nessuna regola della Nato lo impedirebbe.

Anche gli accordi sulla spesa minima, quelli appena rinnovati che prevedono che i Paesi Nato debbano spendere in difesa il 3% del proprio Pil, non vengono rispettati da tutti i Paesi dell’alleanza.

Trump ha guadagnato 2 miliardi di dollari da quando è tornato alla Casa Bianca

In questi giorni sono stati pubblicati i resoconti fiscali ufficiali delle attività di Trump, che per legge vanno resi pubblici. Da quanto è tornato alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato un guadagno di 2,2 miliardi di dollari.

Buona parte di questi, 1,4 miliardi derivano da attività in criptovalute. La restante parte deriva dalle attività delle aziende di famiglia, soprattutto immobiliari, che quindi rendono oggi meno a Trump delle attività finanziarie.