Elezioni, chi ha vinto e chi ha perso: Giorgia Meloni prima premier donna italiana

Le elezioni politiche di domenica 25 settembre decretano quattro chiari risultati. E Meloni sarà la prima premier donna della storia d'Italia

Le elezioni politiche di domenica 25 settembre decretano quattro chiari risultati: la prima è la vittoria schiacciante del centrodestra, portata dall’exploit di Fratelli d’Italia; la seconda è l’incoronazione di Giorgia Meloni, che quasi sicuramente passerà alla storia come prima donna premier italiana; la terza è l’incredibile astensione che si è registrata; e infine, la quarta, la sonora sconfitta del Pd, che incassa una delle peggiori sconfitte di sempre.

Elezioni 25 settembre, i risultati

Ma guardiamo i numeri. In base ai dati del Viminale, al Senato la coalizione di centrodestra ha vinto con il 44,02%, con Fratelli d’Italia al 26,01%. La coalizione di centrosinistra si ferma al 25,99%, con il Pd che arriva appena a 18,96%. Il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte si piazza al 15,55% e il Terzo Polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi è al 7,73%.

Risultato simile anche alla Camera: centrodestra è al 43,79%, con Fdi al 25,99%, centrosinistra è al 26,13%. Il Movimento 5 Stelle è al 15,43% e il Terzo Polo al 7,79%.

Affluenza ai minimi

Per quanto riguarda l’astensionismo, il dato sull’affluenza indica un calo di ben il 10% rispetto alle Politiche del 2018: l’affluenza è stata infatti del 63,9%. Significa, in pratica, che più di un terzo degli italiani ha scelto di non votare: un 36% della popolazione che avrebbe, eccome, inciso sull’esito del voto se fosse andato alle urne.

Nell’analisi post voto c’è anche l’elemento territoriale da evidenziare. L’affluenza più alta si è registrata in Emilia Romagna, seguita da Lombardia, Veneto, Toscana, ben sopra la media nazionale.

In Emilia Romagna, Lombardia e Veneto l’affluenza è stata sopra il 70%, mentre in Toscana ha sfiorato il 69%. Le regioni in cui meno persone sono andate a votare sono Calabria, Campania e Sardegna.

Le parole di Giorgia Meloni, futura premier, prima donna nella storia d’Italia

“Dagli italiani in queste elezioni politiche è arrivata una indicazione chiara” ha commentato a caldo la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Oggi abbiamo scritto la storia”. L’indicazione arrivata dagli italiani “è per un governo di centrodestra a guida Fdi. Probabilmente è il tempo in cui gli italiani potranno nuovamente avere un governo che esce da una loro chiara indicazione alle urne. E’ qualcosa con cui, credo e spero, tutti vorranno fare i conti”, ha detto Meloni.

Qui quanto guadagna Giorgia Meloni come politica e quanto potrebbe guadagnare come premier.

La probabile futura premier si dice però “rammaricata” per i dati sull’astensionismo. “Ci sono ancora tanti italiani che scelgono di non votare”. La sfida ora è “tornare a far credere nelle istituzioni, far sì che i cittadini possano fidarsi delle istituzioni. E’ un lavoro che dobbiamo fare ancora meglio, perché ci sono ancora troppi italiani che scelgono di non fidarsi delle istituzioni. E’ importante ricostruire il rapporto tra Stato e cittadini”.

Poi il ringraziamento a Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, Lega e Forza Italia, Maurizio Lupi e tutta la coalizione di centrodestra, “perché nessuno si è risparmiato in questa campagna elettorale. E’ stata una campagna elettorale bella per noi, nella quale le polemiche le abbiamo lasciate ai nostri avversari”.

Qui i 100 candidati impresentabili che si sono presentati alle elezioni.

Il flop della Lega di Salvini

Un altro dato interessante delle Politiche 2022 è il flop della Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio si piazza ben sotto il 10% e non solo non arriva ad essere quel partito nazionale tanto sognato dal suo capo, ma rischia persino di non essere più il partito del Nord.

Nel nord-est la batosta è durissima. Difficile dire cosa abbia pesato di più. Secondo i difensori di Salvini, al nord sarebbe stata punita la linea governista dei presidenti di Veneto, Zaia, e Friuli, Fedriga. Secondo gli anti-Salvini invece si tratterebbe di un voto delle comunità produttive del nord, del tessuto economico alla guida del Paese, “che ha voluto dare un messaggio chiaro a Salvini e alla sua politica che ha dimenticato la questione settentrionale” (qui cosa farà adesso Salvini).

Qui i numeri e un bilancio di un anno e mezzo di governo Draghi.

La sonora sconfitta del Pd

E il Pd? Da queste elezioni il Partito democratico esce massacrato. Sconta senz’altro l’immobilismo, l’assenza di idee chiare e coerenti, la coalizione sempre a tentativi con forze lontanissime tra loro, l’eterna autoreferenzialità che ha stancato i vecchi elettori di sinistra.

La prima a parlare è stata Debora Serracchiani: “Non possiamo non attribuire la vittoria alla destra. Una serata triste. Siamo però la prima forza di opposizione in Parlamento”, mentre Lega e Terzo Polo sono “sotto le aspettative”, dice. Ma il terzo Polo di Calenda e Renzi, in realtà, non ha fatto male e anzi ha proprio sottratto voti al centrosinistra orfano di leadership e idee. Nessun commento, invece, sul Movimento 5 Stelle.

Il segretario Enrico Letta commenterà i risultati del voto intorno alle 11, ha fatto sapere l’ufficio stampa Pd. E si inizia già a parlare di possibili dimissioni.

“È probabilmente il risultato più basso o uno dei più bassi del centrosinistra nella storia” ha commentato Andrea Marcucci via Twitter. “Con questi dati, prendo atto anche della mia sconfitta nel collegio toscano dove ero candidato”. Fuori anche Emanuele Fiano, che perde contro Isabella Rauti, e anche Carlo Cottarelli, che non la spunta con Daniela Santanchè.

M5S terza forza politica

Il Movimento 5 Stelle, dato per dimenticato, ha invece registrato un modesto risultato. “Tutti ci davate in singola cifra, questo risultato ribalta le previsioni iniziali e dimostra che i cittadini vogliono il M5S in Parlamento. Siamo la terza forza politica del Paese” ha commentato il leader Giuseppe Conte.

“I cittadini hanno scelto Fdi, è giusto che il centrodestra governi. Noi saremo all’opposizione con coraggio e determinazione”. E subito arriva la stoccata ai Dem: “Le scelte compiute da questo gruppo dirigente del Pd hanno compromesso un’azione politica che poteva essere competitiva con questo centrodestra che si è presentato unito. Il centrodestra ha vinto, il gruppo dirigente del Pd se ne assuma le responsabilità. Di fatto i cittadini stanno dimostrando, soprattutto al sud, che il voto per contrastare il centrodestra è il voto per il M5S”.

I bocciati eccellenti

E gli altri? Tra gli illustri esclusi, fuori dal Parlamento rimangono Luigi Di Maio e Vittorio Sgarbi, superato da Pierferdinando Casini. Tra i beffati, a Roma, anche Carlo Calenda – che però ha il “paracadute” – e Emma Bonino.

Qui gli illustri bocciati alle elezioni 2022 e qui invece i “vip” che hanno vinto.