Arriva l’etichetta sui cibi con gli insetti: come funziona

Il Governo vuole introdurre un'etichetta sui cibi a base di insetti e farine di insetti, come richiesto dalle associazioni di settore e dei consumatori

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Mirko Ledda

Web editor

Scrive sul web da 15 anni, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

L’uso di insetti e farine di insetti negli alimenti continua a essere fonte di preoccupazione tra i consumatori italiani. Solo da poco tempo l’Unione Europea ha dato il via libera all’uso di larve del verme della farina minore, grillo domestico, larva gialla della farina e cavallette in diversi alimenti come pane, panini, cracker, grissini, barrette ai cereali, prodotti a base di pasta, pizza, cioccolato, preparati a base di carne e minestre. Gli italiani appaiono ancora dubbiosi riguardo queste tipologie di cibo, e c’è chi solleva anche dubbi sulla sicurezza, auspicando una nuova etichetta.

Perché gli insetti a tavola non piacciono agli italiani

In una recente indagine condotta da Coldiretti e Ixè, il 54% degli intervistati si è dichiarato contrario all’uso di insetti negli alimenti, mentre il 24% ha riferito di essere indifferente al loro utilizzo a tavola. Solo il 16% è risultato favorevole, mentre il 6% ha preferito non rispondere o non ha ancora un’idea precisa sull’argomento.

Insomma la maggior parte degli italiani vorrebbe evitare la farina di grilli, e la Coldiretti stessa ha sottolineato a più riprese la propria contrarietà all’introduzione dei prodotti derivati dagli insetti nella nostra dieta. Questo perché una corretta alimentazione, per l’associazione, non dovrebbe prescindere dalle realtà produttive e culturali locali.

Ma oltre ai legittimi dubbi, che spesso si provano di fronte alle novità, e alla paura di stravolgere il settore agroalimentare, si aggiungono ulteriori preoccupazioni, evidenziate anche dall’Autorità alimentare europea. La Efsa, in un recente parere, ha definito il profilo di sicurezza per i cibi prodotti utilizzando insetti, sottolineando che possono causare reazioni nelle persone allergiche ai crostacei e agli acari della polvere, e con una loro maggiore diffusione potrebbero essere rilevati ulteriori rischi per molti più soggetti.

Etichetta sul cibo a base di insetti: la proposta

Per tutte queste ragioni, in Italia sono in tanti a chiedere che venga apposta sui cibi contenenti insetti o parti di insetti, un’apposita etichetta che li contraddistingua dagli altri prodotti. Oltre che essere una forma di tutela del consumatore, rappresenterebbe un passaggio importante per permettere a ogni cittadino di scegliere un regime alimentare allineato ai propri gusti e alle proprie scelte.

Già nel 2030 solo l’Unione Europea potrebbe produrre circa 260 mila tonnellate di insetti per uso alimentare, e un utilizzo massiccio dei nuovi ingredienti anche in piatti della tradizione, se non adeguatamente pubblicizzato, potrebbe esporre ai rischi i compratori più disattenti.

L’Ue ha permesso l’utilizzo di questi novel food già dal 2018. Tuttavia con la crescente ansia climatica e gli effetti delle crisi globali sull’economia e gli apparati produttivi nazionali, solo nell’ultimo periodo si è acceso il dibattito su una rivoluzione del settore agricolo per l’allevamento di insetti.

I toni catastrofici sulle novità in tavola si rivelano spesso poco produttivi, e parlare di minaccia alla cucina tradizionale e addirittura all’identità dei popoli, appare esagerato a fronte di un cambio di rotta che potrebbe contribuire a ridurre l’impronta dell’uomo sul pianeta. E creare affari miliardari, come anticipato qua.

Tuttavia è necessario parlare e discutere del libero arbitrio dei consumatori e della necessità di indicare chiaramente sulle confezioni potenziali allergeni e fattori di rischio, come già avviene, ad esempio, con il lattosio e il glutine.

La nuova etichetta per il cibo a base di insetti è per ora solo una proposta, ed è difficile dire oggi in che modo e con quali tempi potrebbe essere introdotta sugli scaffali. Di sicuro c’è solo il fatto che dovrà aiutare il consumatore a scegliere consapevolmente cosa mangiare e che il Governo sembra intenzionato a introdurla con una serie di decreti che potrebbero arrivare a breve.

Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, intervenuto in conferenza stampa con i ministri del Made in Italy Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, ha spiegato che i provvedimenti introdurranno un’etichetta con la provenienza del prodotto, i rischi connessi al suo consumo e il quantitativo di farine di insetti. Sarebbero previsti anche degli scaffali appositi dove esporre questi alimenti.

Il Governo avrebbe intenzione anche di vigilare con controlli rigorosi da parte dei Carabinieri dei Nas, come avviene nelle mense e vi abbiamo raccontato qua, riguardo il rispetto degli obblighi di trasparenza e di tutela della salute. Attenzione però: gli italiani mangiano già molti insetti nel cibo, come spiegato qua.