Prezzo di benzina e diesel in aumento del 29%, tra 25 aprile e 1° maggio spesi 1,4 miliardi

Codacons e Cgia hanno rilevato i forti aumenti dei prezzi dei carburanti nelle ultime settimane e hanno verificato l'impatto sui cittadini in viaggio tra 25 aprile e 1° maggio e sugli autotrasportatori

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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I dati elaborati da Codacons mostrano che gli automobilisti che si metteranno in viaggio per vacanze e gite fuori porta tra il 25 aprile e la fine del weekend lungo del 1° maggio rischiano di spendere in totale fino a 1,4 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno a causa degli aumenti dei prezzi dei carburanti.

Anche la Cgia di Mestre ha avvertito che i rincari di benzina e diesel stanno avendo un serio impatto sull’economia del Paese. I tagli delle accise si sono sobbarcati extra costi per circa 1,5 miliardi di euro, mentre i trasportatori al Sud faticano maggiormente rispetto a quelli del Nord.

Aumento dei prezzi del carburante nei ponti primaverili

L’associazione per la tutela dei consumatori Codacons ha lanciato un allarme per l’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio e per l’impatto che questo potrebbe avere durante i ponti primaverili, tra il 25 aprile e il 1°maggio, quando molti italiani si recheranno a fare gite fuori porta o presso le località turistiche e le città d’arte per vere e proprie piccole vacanze.

Il periodo considerato è quello che va dal 25 aprile al 3 maggio, visto che il 1° maggio cadrà di venerdì, dando luogo a un weekend lungo. Gli aumenti sono sensibili:

  • il gasolio costa il 29,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025;
  • la benzina costa solo il 2% in più rispetto ai ponti primaverili del 2025, anche grazie al riallineamento delle accise.

Il calcolo del Codacons tra 25 aprile e 1° maggio

Il calcolo eseguito dal Codacons suppone che, in totale, gli italiani spenderanno 1,4 miliardi di euro in più rispetto al 2025 per spostarsi durante le vacanze tra 25 aprile e 1° maggio. L’associazione ipotizza che ogni automobilista faccia 1,5 pieni per auto durante questo periodo. Tenendo conto del parco auto circolante in questo momento in Italia, equamente diviso tra diesel e benzina con il 40% ciascuno, si moltiplica per 1,5 per il numero di auto previste in viaggio e per gli aumenti per pieno:

  • 1,8 euro in più per un pieno di benzina;
  • 23,3 euro in più per un pieno di gasolio.

Da questa stima arriva la cifra definitiva di 1,43 miliardi di euro.

L’allarme della Cgia di Mestre

Sul ponte del Primo Maggio incombe anche la fine della misura del taglio delle accise, che ha limitato l’impatto della crisi energetica sull’economia. Su questo aspetto al Cgia di Mestre ha pubblicato un studio, che stima che gli extra costi assorbiti dalla riduzione delle tasse sul carburante sia da stimarsi in circa 1,5 miliardi di euro.

Lo studio sottolinea anche come questa crisi stia avendo effetti sugli autotrasportatori, con una significativa disparità territoriale. Grazie a una maggiore domanda, le aziende di logistica del Nord Italia riescono a ottenere tariffe più alte rispetto a quelle del meridione:

  • Tra 1,40 e 1,70 euro al chilometro al Nord;
  • Tra 1,10 e 1,40 euro al chilometro al Sud.

La maggiore densità industriale delle aree settentrionali del Paese inoltre permette agli autotrasportatori che operano in queste regioni di trovare carichi di ritorno, evitando i viaggi a vuoto. Non è quindi un caso che gli scioperi e le proteste di questi giorni nella categoria siano nate per prime nel Meridione.