È di nuovo tensione fra Unicredit e Commerzbank, dopo che l’Istituto di Piazza Gae Aulenti ha formulato previsioni molto ottimistiche relativamente ad una integrazione con la banca tedesca, che risponde nuovamente no alle avance della banca guidata da Andrea Orcel, mentre in serata arriva anche il commento seccato del governo tedesco, che si dice contrario alle offerte ostili nel settore bancario.
UniCredit stima utili a 21 miliardi nel 2030
UniCredit ha presentato ieri la sua idea di creazione di valore che risulterebbe dalla fusione della Banca con la tedesca Commerzbank, per la quale ha lanciato un’OPS finalizzata a salire oltre la quota del 30% ad un corrispettivo che valorizza le azioni della banca tedesca 30,8 euro.
L’Istituto italiano, in particolare, ha aperto alla possibilità di rivedere le condizioni dell’OPS in base al livello di adesioni, delineando due scenari: uno scenario in cui non deterrà la quota di controllo con un ritorno non superiore al costo del capitale; uno scenario in cui deterrà la quota di controllo con ritorni superiori al costo del capitale e potrà dare luogo ad una vera e propria integrazione.
In ogni caso l’operazione avrà un conseguenze anche sul posizionamento in Germania, che diventerebbe la geografia prevalente per il Gruppo ed in grado di esercitare un’influenza sulla direzione generale dello stesso. Neo caso in cui vi sarà una fusione, Commerzbank resterebbe standalone sino al 2028.
La nuova realtà avrebbe davanti una storia di successo, in contrasto con i “risultati operativi deludenti” riportati da Commerzbank sino ad oggi, tant’è che il titolo è oggi “sopravvalutato rispetto ai fondamentali”. Unicredit stima utili per 21 miliardi al 2030, a seguito della fusione con Commerzbank, mentre i ricavi netti potrebbero raggiungere 45 miliardi di euro ed i costi sarebbero a 14,5 miliardi di euro.
Il secco no di Bettina Orlopp
Le stima formulate da Unicredit hanno ottenuto un nuovo rigetto da parte della banca tedesca, guidata da Bettina Orlopp, che ribadisce al sua posizione rispetto all’integrazione, ribadendo che sottovaluta il valore dell’Istituto.
Nella serata di ieri, Commerzbank ha risposto formalmente alle previsioni formulate da UniCredit , respingendo l’approccio del gruppo italiano e accusandolo di ricorrere a “tattiche ostili e descrizioni fuorvianti”.
“Siamo stupiti che UniCredit abbia impiegato più di 18 mesi per presentare un piano unilaterale che manca di una comprensione di base dei fattori chiave del nostro modello di business, nonostante i regolari incontri con gli investitori durante questo periodo”, ha affermato l’amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp.

Sulla questione si muove anche Berlino
Il governo tedesco non ha mancato di fare sentire la sua voce al riguardo, ribadendo di essere contrario alle “offerte ostili” nel settore bancario. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, pur riconoscendo che “in Europa abbiamo bisogno di grandi banche”, ha chiarito che “ciò non significa che in Germania ogni forma e tipo di acquisizione sia ben accolta”.
“Respingiamo con fermezza le tattiche ostili e aggressive”, ha concluso Merz, chiarendo il giudizio di Berlino in occasione di un evento dedicato al settore bancario.