Stop alla pubblicità con Megan Gale, Fastweb+Vodafone contro Iliad: il caso

Fastweb+Vodafone diffida Iliad per lo spot con Megan Gale. Contestati il vestito rosso e i riferimenti nostalgici a Vodafone in tv

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Basta un vestito rosso e qualche battuta sul cambiamento per scatenare un litigio nel settore delle telecomunicazioni italiane. Protagonista di questa vicenda è Iliad, che ha scelto Megan Gale come protagonista del suo nuovo spot, e Fastweb+Vodafone, che chiede la cessazione immediata della campagna perché denigratoria “nei confronti del marchio Vodafone”.

Lo rivela lo stesso Ceo di Iliad, Benedetto Levi, in un post su LinkedIn.

Lo spot contestato

Megan Gale è stata, dal 1999 al 2008, uno dei volti più riconoscibili della pubblicità Omnitel prima e Vodafone poi. La nuova campagna di Iliad, che andrà in onda in televisione dal 10 maggio ma è già visibile sui social, ruota attorno al cambiamento. Nel video pubblicitario, Megan Gale cammina per le vie di Milano, viene riconosciuta dai passanti come il volto di “un’altra pubblicità”, e alla fine entra in uno store Iliad dichiarando implicitamente di aver “cambiato” operatore.

Megan Gale
ANSA
Megan Gale passa a Iliad, Fastweb+Vodafone diffida lo spot

Un richiamo nostalgico che però non è andato giù a Fastweb, oggi integrata con Vodafone Italia. L’azienda ha inviato a Iliad una lettera formale contestando l’intera impostazione creativa dello spot. Secondo Fastweb, la campagna realizzerebbe:

un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oggi Fastweb S.p.A. […] con effetti denigratori nei confronti del marchio Vodafone.

Altro elemento particolarmente contestato è il vestiario: Megan Gale nello spot indossa un abito rosso, e la diffida lo sottolinea esplicitamente, indicando il rosso come:

il colore che identifica Vodafone sin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003.

La richiesta finale è la cessazione immediata della campagna su qualsiasi mezzo e la conferma scritta entro 24 ore, pena azioni legali “nelle sedi competenti”.

Iliad non si ferma

Nonostante la diffida, Iliad non sembra intenzionata a fare marcia indietro. L’operatore francese intende procedere con la campagna programmata e con la messa in onda a tappeto dello spot, convinta che la scelta creativa sia legalmente difendibile. La posizione di Iliad emerge anche dalla scelta di Levi di pubblicare la diffida sui social, trasformandola in uno strumento di comunicazione. Secondo l’azienda, nessun concorrente può vantare un’esclusiva permanente sul valore evocativo di un volto pubblico.

Contestazione spot Megan Gale

Non è escluso, tuttavia, che la vicenda si sposti sul piano giudiziario: Fastweb ha lasciato aperta la strada a ulteriori azioni legali, e il confronto potrebbe quindi non esaurirsi con lo scambio di lettere.

Il precedente con Valentino Rossi

Non è il primo caso di “furto di testimonial” tra operatori rivali. Andando indietro negli anni, un caso simile avvenne con Valentino Rossi: nel 2006, proprio Fastweb arruolò il campione di MotoGP pochi mesi dopo la sua presenza nella campagna natalizia di Tim. Anche allora il passaggio fece rumore, perché Rossi passava da un marchio noto a un concorrente diretto.