Evasione fiscale, operazione milionaria in Sardegna: scoperti 100 yacht non dichiarati

I controlli della Guardia di Finanza nei porti turistici sardi hanno individuato numerosi casi di "flagging out", il meccanismo secondo cui una barca di lusso viene registrata all'estero da soggetti residenti in Italia

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

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La Guardia di Finanza di Cagliari ha scoperto oltre cento yacht e imbarcazioni di lusso mai dichiarati al Fisco e registrate all’estero, nonostante i proprietari risultassero residenti in Italia. Una maxi evasione fiscale da oltre 48 milioni di euro.

L’indagine, denominata “Red Jack” ed effettuata in diversi porti turistici della Sardegna, punta i riflettori proprio sul cosiddetto stratagemma del “flagging out”, utilizzato per aggirare costi gestionali e assicurativi e per occultare il possesso di beni di lusso all’attenzione dell’Erario. Pronte sanzioni fino a 23 milioni di euro.

Cos’è il flagging out, il sistema delle barche con bandiera estera

Il meccanismo contestato dagli investigatori ruota attorno alla registrazione delle imbarcazioni in Paesi stranieri. Formalmente, cioè, la barca risultava intestata a società o soggetti con domicilio fiscale non in Italia. In altre parole: il mezzo non risultava inserito nel patrimonio dichiarato in Italia. Secondo le indagini, il controllo effettivo e l’utilizzo del bene sono tuttavia rimasti in mano a contribuenti italiani residenti nel nostro Paese.

In pratica, la registrazione al di fuori dei confini nazionali sarebbe stato usato come “schermo” per evitare obblighi fiscali e monitoraggio patrimoniale. La verifica del “flagging out” è stata possibile grazie all’analisi del cosiddetto quadro RW, cioè la sezione della dichiarazione dei redditi utilizzata per monitorare investimenti e beni detenuti all’estero.

Stando alle norme, in questa sezione devono essere segnalati infatti conti correnti stranieri, immobili all’estero, partecipazioni finanziarie e beni di lusso registrati fuori dall’Italia. Lo scopo è presto detto: consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare la coerenza tra patrimonio posseduto e redditi dichiarati.

Cosa rischiano i proprietari degli yacht

Le contestazioni della Gdf riguardano proprio le violazioni del succitato quadro RW della dichiarazione dei redditi. Le conseguenze possono essere molto pesanti. Oltre al recupero delle imposte eventualmente dovute, i proprietari delle imbarcazioni coinvolte rischiano sanzioni amministrative fino a 23 milioni in relazione al valore d’acquisto o di mercato dei beni non dichiarati.

Non solo: sono previste anche contestazioni per omessa dichiarazione patrimoniale e verifiche fiscali approfondite sui redditi. L’inchiesta sull’evasione fiscale in Sardegna, una delle più imponenti attività di polizia economico-finanziaria condotte nel settore della nautica da diporto, potrebbe cioè registrare nuovi sviluppi nelle prossime settimane. Le verifiche fiscali potrebbero infatti allargarsi anche alle società coinvolte e ai flussi finanziari collegati.

Come funzionano i controlli della Guardia di Finanza nei porti

A condurre le indagini, scattate nel 2025 in seguito a un controllo ordinario in mare, è il reparto operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari. In casi come quello odierno, gli investigatori incrociano diverse tipologie di informazioni: registri navali internazionali, dati delle società proprietarie, informazioni fiscali sui soggetti coinvolti e movimenti bancari e assicurativi.

In molti casi vengono controllati anche contratti di leasing nautico, noleggi e utilizzo effettivo dell’imbarcazione. Si tratta di un lavoro delicato e complesso, volto a individuare il beneficiario reale del bene, cioè chi lo utilizza concretamente al di là dell’intestazione formale. Negli ultimi anni questa strategia è stata rafforzata grazie agli scambi automatici di informazioni tra Paesi europei e alle nuove banche dati fiscali internazionali.