Stadio Ferraris, capienza ridotta dopo la riqualificazione: spunta la proposta delle standing zone

Il progetto porta la capienza da 33.205 a 31.603 posti: i club del Genoa chiedono le aree in piedi, vietate in Italia da una norma del 1996

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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La riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris di Genova accende il dibattito sulla capienza futura dell’impianto. Il progetto di restyling prevede infatti una riduzione da 33.205 a 31.603 posti, una diminuzione giudicata “insostenibile” dai tifosi del Genoa. Per compensare il taglio, l’Associazione Club Genoani (AGC) ha lanciato la proposta di introdurre le cosiddette “standing zone”, aree in cui il pubblico può assistere alle partite in piedi in condizioni di sicurezza, già diffuse in molti stadi europei ma vietate in Italia da una normativa del 1996.

La protesta dei tifosi

La questione è esplosa in occasione della seduta del Consiglio comunale di Genova dedicata all’approvazione della costituzione del diritto di superficie sullo stadio, su Villa Musso Piantelli e sulle aree pertinenziali. Il diritto avrà una durata di 90 anni, nell’ambito del partenariato pubblico-privato per la riqualificazione del Ferraris.

Secondo i club genoani, la riduzione prevista dal progetto dell’architetto Hembert Peñaranda porterebbe l’impianto a 31.603 posti contro i 33.205 attuali, senza contare i quattro anni di lavori durante i quali la capienza sarà ulteriormente limitata. I tifosi sottolineano inoltre che il Genoa, nelle ultime tre stagioni, ha sempre superato i 26.000 abbonati, con un record di 28.101 nella stagione 2025/26. Per l’associazione, alla luce di questi numeri, la riduzione della capienza rischia quindi di penalizzare la tifoseria.

Che cos’è la standing zone

La “standing zone”, letteralmente “zona in piedi”, è un’area dello stadio progettata appositamente per consentire agli spettatori di seguire la partita in piedi, ma con dispositivi di sicurezza che evitino assembramenti pericolosi. Il modello più diffuso è quello del cosiddetto “rail seat”, un seggiolino dotato di una struttura che consente di utilizzarlo sia da seduti sia in piedi.

Questo sistema è già presente in paesi come Germania, Austria, Inghilterra, Scozia e Olanda. L’esempio più celebre è il Westfalenstadion di Dortmund, dove la Südtribüne (il cosiddetto “Muro Giallo”) ospita decine di migliaia di tifosi in piedi grazie ai seggiolini rialzati durante le partite di Bundesliga.

In Italia, la principale difficoltà non è tecnologica ma giuridica: un decreto del Ministero dell’Interno del 1996 (art. 6, D.M. 18/3/1996) esclude gli impianti calcistici dalla possibilità di avere posti in piedi, rendendo di fatto illegale l’introduzione di standing zone negli stadi di calcio.

Quanto costerà il nuovo Ferraris

Il restyling del Ferraris vale circa 110 milioni di euro, finanziato attraverso un partenariato pubblico‑privato con una concessione di diritto di superficie fino a 90 anni. Oltre all’investimento diretto, Genova Stadium ha chiesto al Comune 19 milioni di euro aggiuntivi e la gratuità del canone per i primi 50 anni. Risorse che, secondo la sindaca Silvia Salis, non dovranno necessariamente uscire dal bilancio comunale ma andranno comunque reperite.

Il modello di business del nuovo Ferraris punta a trasformare lo stadio in una struttura attiva sette giorni su sette. Tra i circa 8.600 metri quadrati di spazi commerciali, l’area polifunzionale di oltre 2.000 metri quadrati nella Tribuna Ovest e la riqualificazione di Villa Piantelli, ci sono una serie di progetti pensati per generare flussi ricorrente non legati al calcio, incrementando i ricavi da affitto, servizi ed eventi.

A ciò si aggiungono i nuovi parcheggi, l’area hospitality premium e la vocazione a grandi concerti, che dovrebbero ampliare le entrate da ticketing, sponsorizzazioni e diritti di naming.