Dal Franchi al Viola Park: quanto investe la Fiorentina sugli stadi (e perché ne servono due)

La Fiorentina lavora su Franchi e Viola Park investimento fino a 85 milioni e nuovo stadio per l’Under 23

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La Fiorentina lavora su due fronti paralleli per il futuro dei propri impianti: da una parte il progetto legato allo stadio Artemio Franchi di Firenze, dall’altra l’ipotesi di ampliare il Viola Park con un nuovo stadio dedicato all’Under 23. Il tema è sportivo, ma soprattutto economico e gestionale. Il club viola sta valutando investimenti importanti per assicurarsi spazi adeguati alla prima squadra, alle attività professionistiche e al progetto della seconda squadra. Sullo sfondo ci sono la candidatura di Firenze a Euro 2032, la riqualificazione del Franchi, la possibile concessione di lungo periodo e la necessità di dotare il centro sportivo di Bagno a Ripoli di un impianto omologato per la Serie C. La partita più rilevante riguarda il Franchi. La Fiorentina ha presentato a Palazzo Vecchio una proposta di project financing per il secondo lotto dei lavori, mentre il Comune ha confermato la volontà di garantire comunque il completamento dell’intervento.

Il progetto sul Franchi e il nodo dei 55 milioni

Il passaggio decisivo per la riqualificazione dello stadio Artemio Franchi riguarda il secondo lotto dei lavori. La Fiorentina ha presentato una proposta di project financing, aprendo formalmente l’iter di valutazione da parte del Comune di Firenze. La Giunta comunale ha approvato una delibera di indirizzo con cui prende atto dell’avvio del procedimento e conferma il percorso legato alla candidatura della città a Euro 2032. Il fabbisogno residuo per completare il secondo lotto è stimato in 55 milioni di euro.

Se la proposta del club non dovesse essere dichiarata di pubblico interesse, sarà il Comune ad assicurare le risorse mancanti attraverso le modalità già previste dalla delibera del 15 giugno 2026. Palazzo Vecchio ha spiegato che “l’Amministrazione conferma la determinazione a procedere al completamento della riqualificazione dello stadio, assicurando la copertura del fabbisogno residuo e incaricando gli uffici alla predisposizione degli atti necessari”.

Il percorso sul Franchi si intreccia con la candidatura di Firenze tra le città italiane che dovrebbero ospitare partite di Euro 2032. La copertura pubblica dei 55 milioni serve proprio a garantire alla Figc un quadro finanziario definito, indipendentemente dall’esito dell’istruttoria sul project financing. L’inserimento del Franchi tra gli stadi di Euro 2032 avrebbe anche un potenziale effetto economico. Lo stadio potrebbe accedere a risorse previste per gli impianti considerati di interesse strategico nazionale, utili per arredi, skybox, dotazioni tecnologiche e altri interventi accessori.

La richiesta della Fiorentina: 90 anni di concessione

Secondo quanto riportato da La Nazione, la Fiorentina punta a una concessione di 90 anni per lo stadio Franchi. La richiesta sarebbe collegata all’investimento che il club si dice pronto a sostenere per il secondo lotto dei lavori, pari a 55 milioni di euro, ma anche ai mancati incassi causati dal cantiere e dalla riduzione della capienza dello stadio dal 2024. Questa situazione dovrebbe proseguire almeno fino al 2029, data prevista per la fine dei lavori.

Un altro nodo riguarda il canone di affitto. La società viola sarebbe orientata a riconoscere una cifra ritenuta congrua, stimata tra 1,5 e 1,8 milioni di euro. La durata della concessione resta però il punto più delicato. Una concessione di 90 anni potrebbe rendere più complessa la dichiarazione di pubblico interesse da parte del Comune.

L’ipotesi da 85 milioni

Oltre ai 55 milioni del secondo lotto, ci sono altri 30 milioni di euro necessari per skybox, arredi, area hospitality e lavori accessori. Inizialmente questi interventi erano previsti in una fase successiva, ma potrebbero entrare nel pacchetto complessivo del secondo lotto. In questo scenario, la Fiorentina potrebbe farsi carico anche di questa spesa.

L’investimento totale salirebbe così a 85 milioni di euro. Una cifra più alta potrebbe rafforzare la richiesta del club di ottenere una concessione molto lunga. Nella proposta preliminare, secondo la ricostruzione, questi 30 milioni non sarebbero ancora inseriti. Non è però escluso che il progetto venga modificato nella versione finale.

Perché serve un altro stadio al Viola Park

Il secondo fronte riguarda il Viola Park di Bagno a Ripoli. Il club sta valutando l’ampliamento del centro sportivo con un nuovo stadio dedicato alle partite dell’Under 23. L’impianto sorgerebbe sui terreni già di proprietà della Fiorentina che oggi ospitano il Viola Parking, il parcheggio provvisorio vicino allo scambiatore della tramvia.

La necessità nasce dalla volontà di rilanciare il progetto Under 23, seguendo il modello già adottato da Juventus, Milan, Atalanta e Inter. Per giocare in Serie C, però, la squadra avrebbe bisogno di uno stadio omologato con almeno 1.500 posti, un settore ospiti separato e parcheggi dedicati. Gli attuali mini stadi del Viola Park non hanno questi requisiti.

Per costruire il nuovo impianto a Bagno a Ripoli servirebbero permessi e una variante urbanistica specifica. Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, ha spiegato di non aver ancora ricevuto un progetto formale dalla Fiorentina. Ha però aperto alla valutazione dell’ipotesi: “Siamo disponibili a valutare le proposte che arriveranno, soprattutto se finalizzate alla valorizzazione dello sport e dei giovani”.