La possibile mancata qualificazione alla Champions League non rappresenta automaticamente un ridimensionamento per l’Atalanta. Il club bergamasco, infatti, può compensare i minori ricavi europei attraverso le cessioni già previste o in fase avanzata. L’assenza dalla competizione porterebbe a un mancato introito stimato in circa 60 milioni di euro. Una cifra rilevante, ma che può essere bilanciata da operazioni di mercato già impostate.
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Il “tesoretto” dalle cessioni dell’Atalanta
Come riporta Quotidiano Nazionale, la società nerazzurra può contare su una serie di operazioni che generano liquidità in modo strutturale. Tra le principali:
- El Bilal Touré riscatto obbligatorio da parte del Besiktas per circa 16 milioni di euro;
- Marco Brescianini circa 10 milioni dalla Fiorentina in caso di salvezza;
- Daniel Maldini operazione da circa 14 milioni legata alla qualificazione europea della Lazio, con possibilità di cessione alternativa;
- Ben Godfrey riscatto probabile da parte del Broendby;
- Mitchell Bakker giocatore sul mercato con interesse da Francia e Germania.
A queste si aggiungono operazioni minori legate a giovani in prestito o nel settore Under 23, per un totale complessivo stimato intorno ai 60 milioni di euro. Si tratta di una cifra paragonabile agli introiti garantiti dalla partecipazione alla Champions League.
Il possibile addio di Ederson e il punto interrogativo Palestra
Tra le operazioni più rilevanti c’è anche la situazione legata a Ederson. Il centrocampista brasiliano è seguito da diversi club europei e potrebbe lasciare l’Atalanta per una cifra compresa tra 35 e 40 milioni di euro. Secondo le indiscrezioni, l’Atlético Madrid avrebbe già raggiunto un’intesa con il giocatore, mentre restano da definire i termini con il club bergamasco. Una cessione di questo tipo aumenterebbe ulteriormente la capacità di investimento della società.
Oltre ad Ederson, potrebbe essere ceduto anche Marco Palestra, terzino in prestito al Cagliari, tra i migliori calciatori della stagione e convocato in Nazionale per il playoff perso dall’Italia contro la Bosnia. Da mesi si parla di interessi da parte di big della serie A e di top club europei, per questo, si ipotizza una possibile cessione nonostante non abbia mai giocato da titolare nell’Atalanta. Per lui si parla di offerte da almeno 30 milioni di euro.
L’anno zero dopo Gasperini, niente ridimensionamento
La stagione in corso rappresenta una fase di transizione. Dopo nove anni con Gian Piero Gasperini, passato alla Roma, il club ha affrontato un cambio tecnico significativo. La prima parte del campionato è stata condizionata dalla gestione Juric, che ha portato la squadra nelle zone basse della classifica. Successivamente, l’arrivo di Raffaele Palladino ha permesso una risalita, riportando l’Atalanta in corsa per un piazzamento europeo. Nonostante le difficoltà iniziali, il rendimento nella seconda parte dell’anno ha mostrato segnali di crescita e ha permesso ai bergamaschi di risalire la classifica.
La mancata qualificazione alla Champions League può essere interpretata come un passaggio intermedio, piuttosto che come un passo indietro. Grazie alle cessioni e alla gestione economica, il club mantiene risorse comparabili a quelle garantite dalla massima competizione europea. In questo scenario, l’Atalanta continua a costruire il proprio percorso, puntando a restare stabilmente nelle competizioni europee, e ricordiamo che ha vinto anche un’Europa League, e a rafforzare la propria posizione nel calcio italiano ed europeo.