Lo sport entra sempre di più nelle scuole italiane e si afferma come leva economica e sociale strategica. È uno dei messaggi centrali del Rapporto Sport 2025, che fotografa un settore in crescita e sempre più intrecciato con il sistema educativo, anche grazie a politiche pubbliche mirate, incentivi e bonus destinati alle famiglie.
Lo sport come settore economico e sociale
Secondo il Rapporto Sport 2025, il sistema sportivo italiano genera un valore aggiunto di circa 32 miliardi di euro, pari a circa l’1,5% del PIL nazionale. Coinvolge inoltre oltre 1 milione di occupati, considerando lavoro diretto, indiretto e indotto.
Dal punto di vista sociale, sono 38 milioni gli italiani che dichiarano di praticare attività fisica, mentre il tasso di sedentarietà è sceso al 33,2%, uno dei livelli più bassi mai registrati. In un solo anno circa un milione di persone ha abbandonato l’inattività, segnale di un cambiamento strutturale negli stili di vita e del ruolo fondamentale svolto dalla scuola: due ragazzi su tre tra i 6 e i 14 anni praticano sport organizzato, un dato che assume valenza politica oltre che educativa.
Scuola, inclusione e politiche educative
È in questo contesto che si inseriscono i programmi di promozione sportiva nelle scuole primarie e secondarie, che mostrano una diffusione sempre più ampia sul territorio nazionale. L’obiettivo non è soltanto aumentare le ore di movimento, ma rendere lo sport parte integrante del percorso educativo, favorendo lo sviluppo delle competenze motorie di base, l’inclusione, il rispetto delle regole e il benessere psicofisico degli studenti.
Nel solo anno scolastico 2024/2025, questi progetti hanno raggiunto milioni di ragazze e ragazzi grazie al coinvolgimento di federazioni, associazioni sportive e tutor qualificati. In particolare il programma Scuola Attiva, promosso da Sport e Salute e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in accordo con il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio, ha rappresentato l’asse portante delle politiche di promozione dell’attività motoria nelle scuole. Questi i numeri:
- oltre 12.000 scuole coinvolte
- più di 112.000 classi
- oltre 2,2 milioni di studenti partecipanti
- 7.600 tutor e tecnici sportivi attivi
- 4.200 Comuni coinvolti.
Il progetto ha coinvolto in modo strutturato tutti i gradi dell’istruzione, dall’infanzia alla primaria, fino alle secondarie di primo grado. Nel 2024 il sistema è stato ulteriormente rafforzato dall’introduzione delle Giornate del Benessere e degli Open Day Sportivi, con oltre 3.400 iniziative dedicate anche a studenti con disabilità e bisogni educativi speciali e più di 3.500 feste finali organizzate nelle scuole, confermando la scuola come il principale moltiplicatore di accesso allo sport per bambini e ragazzi.
Senza dimenticare i Nuovi Giochi della Gioventù, l’evento annuale che vede la collaborazione tra istituzioni scolastiche e organismi sportivi, con l’obiettivo di restituire ai giovani italiani un’opportunità sportiva unica, capace di rinforzare il legame tra i ragazzi e lo sport andando oltre il semplice aspetto agonistico.
Bonus sport, i sostegni alle famiglie
Accanto agli interventi nelle scuole, la pratica sportiva può contare anche su incentivi economici rivolti alle famiglie. Anche quest’anno la Legge di Bilancio ha confermato il Bonus Sport, pensato per sostenere i nuclei con redditi medio-bassi nelle spese per le attività sportive dei figli.
La misura principale è il Fondo Dote Famiglia, che prevede un contributo fino a 300 euro per ciascun figlio (per un massimo di due) destinato alle famiglie con Isee fino a 15.000 euro, per ragazzi tra i 6 e i 14 anni. Il bonus è valido per attività extrascolastiche svolte presso ASD, SSD o enti del Terzo Settore accreditati, con corsi di almeno due sessioni settimanali e la domanda può essere presentata online sul sito del Dipartimento per lo Sport, con requisiti di frequenza dei corsi.
Resta inoltre attiva la detrazione fiscale del 19% sulle spese sportive sostenute per i figli tra i 5 e i 18 anni, applicabile su un importo massimo di 210 euro per ciascun ragazzo, generalmente non cumulabile con altri bonus per la stessa spesa.
A queste misure nazionali si affiancano i voucher regionali, come la Dote Sport attivata dalla Regione Lombardia, che prevede il contributo di 100 euro per supportare le spese sostenute per l’attività sportiva dei figli minori, dai 6 ai 17 anni. Oppure i voucher sportivi del Comune di Roma, che offrono un bonus di 500 euro a figlio per attività sportive rivolto a ragazzi tra 5 e 16 anni e persone con disabilità.
Impianti sportivi e palestre scolastiche
Nel Rapporto Sport 2025 emerge con forza come le infrastrutture sportive siano un elemento chiave per lo sviluppo dello sport nel Paese, ma anche una criticità da affrontare con urgenza. L’Italia dispone di oltre 78.000 impianti sportivi e 114.000 spazi dedicati alla pratica sportiva, ma una quota rilevante di queste strutture risale agli anni ’70 e ’80, segnando la necessità di interventi di ammodernamento e riqualificazione per garantire sicurezza, efficienza e accessibilità.
Il 27,4% degli impianti sportivi è dedicato al calcio, seguito dal fitness (23,3%) e dalla pallavolo (15,0%). Una distribuzione che riflette le tradizioni sportive del Paese, ma che pone interrogativi sulla diversificazione dell’offerta, soprattutto in ambito scolastico. La presenza di impianti non sempre si traduce in accesso effettivo per le scuole, soprattutto nelle aree meno attrezzate o con strutture obsolete.
Nel sistema scolastico la situazione degli impianti sportivi rimane particolarmente critica: oltre il 50% degli edifici scolastici in Italia non dispone di una palestra o di spazi idonei all’attività motoria. Le differenze territoriali sono significative, con punte negative in alcune province del Mezzogiorno dove meno di un istituto su quattro dispone di spazi per l’educazione fisica. Inoltre, una quota non trascurabile di strutture esistenti necessita di interventi urgenti di riqualificazione, e non sempre le palestre sono aperte e fruibili anche oltre l’orario scolastico, limitando così le opportunità di pratica sportiva per studentesse e studenti.
La strategia del Ministero dello Sport
Più attività fisica significa minori costi sanitari nel lungo periodo, maggiore inclusione sociale e un sistema sportivo più solido. Bonus alle famiglie, progetti scolastici e investimenti infrastrutturali non sono misure isolate, ma fanno parte di una strategia integrata che vede lo sport come fattore di sviluppo e di crescita sostenibile.
Il Rapporto Sport evidenzia un segnale positivo che emerge dal ritorno sociale dell’investimento (SROI): ogni euro speso per riqualificare una palestra scolastica genera oltre 4 euro di benefici in termini di salute pubblica e inclusione sociale.
In questa direzione va l’azione del Ministero dello Sport che, sotto la guida di Andrea Abodi, ha sottolineato come la sfida per il 2026 sia trasformare gli spazi “non convenzionali”: cortili, aule dismesse e parchi adiacenti alle scuole vengono gradualmente trasformati in aree per il movimento grazie a un fondo di circa 45 milioni di euro dedicato specificamente alle attrezzature e alla digitalizzazione dei Licei Sportivi. L’obiettivo è ambizioso: portare la sedentarietà sotto la soglia del 30% in linea con le direttive dell’OMS entro la fine del decennio, partendo proprio dai banchi di scuola.