Superbonus, cosa cambia con lo sblocco della cessione dei crediti

Superbonus, è stato raggiunto l'accordo sulla cessione dei crediti e possono ripartire i lavori del superbonus che erano rimasti intrappolati nella maglia della burocrazia.

Si rimette in moto la macchina della cessione dei crediti e possono ripartire i lavori del superbonus che erano rimasti intrappolati nella maglia della burocrazia.

Con l’ultima versione del decreto Aiuti approvata dal Senato (oggi tocca alla Camera) è stato finalmente raggiunto l’accordo di maggioranza sul superbonus: sciolto il nodo della cessione dei crediti, può finalmente ripartire la macchina delle cessioni per i 5,2 miliardi circa fermi nei cassetti fiscali di imprese e professionisti. Si mettono così in moto le banche, che ora si preparano a riaprire agli acquisti di nuovi crediti fiscali.

Superbonus e cessione dei crediti, raggiunto l’accordo: cosa cambia

La soluzione proposta dal governo prevede che la responsabilità per la cessione dei crediti legati al superbonus e agli altri bonus edilizi scatti solo se ci sarà un “concorso nella violazione”, ma solo se quest’ultima viene compiuta “con dolo o colpa grave”.

La norma dovrebbe aiutare quelle imprese che avevano accumulato crediti nel proprio cassetto fiscale senza riuscire a cederli alle banche: in sostanza d’ora in poi verrà punito solo chi truffa in modo consapevole, mentre in tutte le altre situazioni la responsabilità verrà alleggerita.

La disposizione si applica solo ai crediti per i quali sono stati acquisiti i visti di conformità, le asseverazioni e le attestazioni previste dalla legge.

L’emendamento interviene sbloccando tutti i crediti anche quelli maturati prima del decreto legge dello scorso 21 novembre, che introduceva l’obbligo di visti di conformità asseverazioni e attestazioni. In questo caso sarà però necessario fornire un’asseverazione “ora per allora”, per limitare in favore del cessionario la responsabilità in solido.

Superbonus, nessuna proroga per le villette

Non è passata invece in Senato la proposta di eliminare la condizione del SAL 30% al 30 settembre 2022 per il superbonus villette. Il 30 settembre rimane comunque un termine importante per chi sta effettuando i lavori del superbonus per una casa indipendente: entro quella data bisognerà dimostrare di avere completato almeno il 30% dei lavori. In questo caso saranno agevolabili le spese compiute fino alla fine di quest’anno. Il 30% dei lavori va calcolato sulla totalità dell’intervento e quindi nel computo entrano sia i lavori trainanti sia quelli trainati e anche le opere che non hanno diritto al superbonus.

Superbonus, tutte le scadenze

Ricordiamo il calendario delle scadenze relative al superbonus:

  • 30 settembre 2022: entro questa data si devono effettuare almeno il 30 per cento dei lavori delle villette indipendenti;
  • 31 dicembre 2022: rimane la scadenza ultima per effettuare i lavori;
  • 31 dicembre 2023: le abitazioni degli Iacp ed enti assimilati, purché entro il 30 giugno 2023 risulti effettuato almeno il 60% dei lavori;
  • 31 dicembre 2023: per i condomini e gli edifici plurifamiliari con unica proprietà e un numero di unità immobiliari da due a quattro.

Nel 2024 l’aliquota scende al 70% e nel 2025 al 65%, tranne per i lavori sulle abitazioni che si trovano nei comuni colpiti da eventi sismici dal 2009 che potranno usufruire del 110% fino a tutto il 2025.