Che differenza c’è tra norma e disposizione

La sostanziale differenza che c'è tra norma giuridica e disposizione è stata individuata dai giuristi antichi e moderni sulla base del principio di interpretazione non letterale della legge.

La differenza che c’è tra norma e disposizione rimanda a quella tra normativa astratta e concreta o, in altri termini, tra il risultato dell’interpretazione di tipo letterale e di quella di tipo contestuale della legge. Tale dicotomia, già oggetto di analisi da parte dei giuristi medievali nell’epoca del Diritto Comune, è stata approfondita in modo particolare alla fine del secolo scorso. In questo periodo l’affermazione della differenza che c’è tra norma e disposizione è divenuta emblema di quella tra due approcci interpretativi del diritto sostanzialmente opposti: quello testuale ed acontestuale e quello sistemico e contestualizzato.

L’opzione per l’uno o per l’altro metodo non è priva di rilevanti conseguenze in ordine ai risultati relativi all’applicazione della legge da parte dei giudici al caso concreto: tali risultati possono rivelarsi differenti o, addirittura, contrastanti.
Come si ricava dalle definizioni della dottrina moderna, per “disposizione” giuridica deve intendersi il dettato letterale della norma o di una sua parte fornita di senso compiuto. La disposizione, quindi, non necessariamente coincide con un articolo, o con un comma, dell’atto normativo in cui è inserita. Essa può essere, idealmente, estrapolata dalla norma di cui fa parte ed assumere il significato che deriva dall’applicazione delle mere regole linguistico-grammaticali.

Tuttavia è evidente che la complessità dell’ordinamento giuridico, e l’infinità ed imprevedibilità dei casi concreti, non consentono di risolvere qualsivoglia questione giuridica interpretando alla lettera la legge.
Per colmare lacune e contraddizioni derivanti dall’applicazione letterale è stato previsto che gli operatori del diritto possano far ricorso a metodi interpretativi logico-sistemici. Si rende così possibile, e necessario, far riferimento sia al contesto immediato dell’articolo, capo o titolo del testo in cui la frase o il periodo si trovano, sia all’intero ordinamento giuridico ed ai principi fondamentali su cui esso si basa.

Conseguenza di ciò è che la differenza che c’è tra norma e disposizione assume una dimensione tale che non solo non sussiste, tra le due, una pefetta identificazione, ma ad una norma possono essere correlate più disposizioni. E viceversa.
La materia è stata oggetto di approfondimento ad opera di illustri costituzionalisti, coerentemente con i connotati pubblicistici della questione. Emerge dai loro studi che nell’ordinamento italiano si riscontra anche l’ipotesi estrema dell’esistenza di norme prive di disposizioni, quali i principi generali e la consuetudine .

Che differenza c’è tra norma e disposizione