Varianti Covid, quali sono i sintomi di Cerberus e Gryphon

Cerberus e Gryphon sono le nuove varianti Covid che assomigliano sempre più all'influenza stagionale: ecco i sintomi per riconoscerle subito

L’inverno a cavallo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 sarà il quarto di fila dall’inizio della pandemia da Covid-19, un altro anno in cui il virus sarà un cliente scomodo col quale fare i conti e dal quale proteggersi. Se nel primo inverno non c’erano quasi dubbi all’arrivo dei primi malesseri, col tampone che certificava il coronavirus, negli ultimi anni col ritorno dell’influenza stagionale in tanti sono dubbiosi ai primi sintomi, col solo tampone che a volte permette di poter tirare un sospiro di sollievo.

I sintomi del Covid, infatti, nel corso degli anni sono mutati, diventato in alcuni casi più blandi e in altri più fastidiosi. È la causa del cosiddetto effetto varianti, ovvero tutte quelle “sottocategorie” di virus che nel corso degli ultimi anni sono mutati portando con sé determinati sintomi e aggressività. Dalla prima “versione” a quella Omicron, infatti, cambia tutto e oggi non tutti sanno riconoscere quelli che sono i sintomi delle nuove varianti che hanno preso piede nel mondo, Cerberus e Gryphon.

Cerberus e Gryphon, la nuova versione del virus

Nel 2022 abbiamo preso coscienza del fatto che quella col Covid-19 sarà di certo una convivenza ancora lunga, ma consapevoli del fatto che rispetto alla prima ondata del 2020 le cose sono cambiate in maniera drastica. Questo è stato possibile soprattutto grazie all’alto livello di vaccinazione in Italia, con poche persone rimaste scoperte dal farmaco anti-Covid riuscendo quindi a mantenere contenuti, seppur presenti, i contagi.

In questi mesi, però, non sono mancanti i virus che si sono adattati trovando una via per raggirare lo scudo immunitario garantito dai vaccini, con sempre più mutazioni che hanno preso piede in giro per il mondo. Le ultime due sono, appunto, Cerberus e Gryphon. Le due varianti non hanno certamente il primato dei contagi registrato con Omicron 5, ma per BQ.1, nota come Cerberus, è stata rilevata un’incidenza del 30,7%, circa un terzo dei campioni sequenziati (qui vi abbiamo parlato delle nuove regole sull’isolamento Covid).

Negli Stati Uniti Cerberus è già responsabile della metà dei contagi. Nel frattempo è in corso l’avanzata di XBB, nota a noi come Gryphon, con un 3,30%. Su queste due varianti mette in guardia l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) che consiglia di monitorare i sintomi in quanto si presentano “a maggiore trasmissibilità e/o con mutazioni correlate a una potenziale evasione della risposta immunitaria“. Gryphon – precisa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – è invece indicata come “la più immunoevasiva mai vista”.

Come riconoscere Cerberus e Gryphon, i sintomi

A proposito dei sintomi delle nuove varianti Cerberus e Gryphon, si è pronunciato il direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco. Cercando di dare un quadro chiaro di quelli che possono essere i sintomi che possono portare a far suonare il campanello d’allarme per un tampone, soffermandosi su Cerberus che “stiamo cominciando a conoscere meglio”, Pregliasco ha spiegato che questa variante si manifesta soprattutto “nelle alte vie respiratorie” (qui invece vi abbiamo parlato del “Covid-23”).

Essendo un virus concentrato nelle vie respiratorie superiori, i sintomi sono simili a quelli dell’influenza. Nella lista dei sintomi, infatti, si leggono:

  • raffreddore;
  • tosse secca;
  • mal di gola.

Pregliasco ha anche invitato alla cautela con la temperatura corporea e consiglia di monitorare “anche una febbre non elevata, sotto i 38 gradi”, e in questo caso si rivela necessario sottoporsi al tampone. Su queste nuove varianti, infine, Pregliasco ha ricordato che non si tratta di un semplice raffreddore, anche se alcuni pazienti ne presentano i sintomi: “A differenza del passato, ora non causano quasi più perdita del gusto e dell’olfatto, vertigini e mal d’orecchio. In sostanza, attaccano più le prime vie respiratorie. Per questo possono essere confuse con altre forme virali e indurre a soprassedere. Cosa sbagliata perché l’infezione Covid va diagnosticata”.