Il mondo cambia. Tecnologia, innovazione, strategie di cura sempre più precise, diagnosi assistite, possibilità di teleconsulti e Digital Health stanno aprendo la strada ad una serie di prospettive di grande interesse per il futuro. Ovviamente ci sono specialità che più di altre possono trarre vantaggio da questi progressi e certo la neurologia è tra queste, come hanno confermato gli esperti presenti al Congresso della SIN (Società Italiana di Neurologia). Questa disciplina infatti sta attraversando una fase di profonda trasformazione, grazie a innovazioni diagnostiche e terapeutiche e a nuovi modelli assistenziali che stanno modificando la pratica clinica e, inevitabilmente, anche il ruolo del neurologo.
“Per comprendere come stia cambiando la nostra professione, dobbiamo innanzitutto considerare come sta evolvendo la neurologia. In questo scenario, la competenza clinica rimane il fondamento imprescindibile della nostra attività, ma deve essere sempre più integrata con un approccio multidisciplinare e arricchita da nuove competenze tecnologiche e digitali. La medicina digitale e l’intelligenza artificiale rappresentano infatti strumenti preziosi per migliorare la raccolta, la condivisione e l’interpretazione delle informazioni cliniche, rendendo la presa in carico dei pazienti sempre più personalizzata e appropriata. Pensiamo, ad esempio, ai dispositivi digitali che consentono di monitorare il movimento di una persona durante le attività quotidiane, fornendo informazioni utili per valutare l’evoluzione della malattia e orientare le decisioni cliniche”
spiega Claudio Gasperini, Vicepresidente della SIN.
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Il valore della telemedicina
In questa trasformazione assume un ruolo centrale anche la telemedicina, che oggi va ben oltre la semplice possibilità di effettuare una visita a distanza.
“Grazie anche al lavoro sviluppato con Agenas, si sta affermando un modello assistenziale più articolato, che comprende televisite, teleconsulto tra professionisti, telecontrollo, telemonitoraggio e tele cooperazione. Agenas ha messo a disposizione una piattaforma nazionale utilizzabile dalle Regioni, accompagnata da risorse destinate a dotare le strutture sanitarie delle tecnologie necessarie per sviluppare questi servizi. Si tratta di un’opportunità particolarmente importante per la neurologia, dove la complessità di molte patologie richiede il contributo di specialisti con competenze differenti”
spiega l’esperto.
Attraverso la tele cooperazione è possibile mettere in collegamento professionisti di strutture ospedaliere diverse, anche quando determinate competenze specialistiche non sono disponibili all’interno dello stesso ospedale, realizzando valutazioni multidisciplinari a distanza anche nei casi clinici più complessi. Questo permette di superare difficoltà organizzative che spesso rendono complicato riunire contemporaneamente più specialisti, facilitando il confronto e consentendo di offrire risposte più tempestive e mirate alle esigenze del singolo paziente.
Percorsi di formazione mirati
Per formare il neurologo del futuro la Società Italiana di Neurologia ha avviato il progetto Digital NeuroHub, con l’obiettivo di preparare i neurologi alle sfide della medicina del futuro attraverso un percorso formativo strutturato e qualificato. Non si tratta semplicemente di imparare a utilizzare nuove tecnologie, ma di acquisire competenze che consentano di integrare efficacemente gli strumenti digitali nella pratica clinica, mantenendo sempre centrale il giudizio del medico. Il neurologo del futuro dovrà saper utilizzare le applicazioni dell’intelligenza artificiale, interpretare e gestire correttamente i dati clinici, conoscere le implicazioni etiche delle nuove tecnologie e garantire la protezione delle informazioni dei pazienti. Per questo è fondamentale sviluppare un metodo formativo rigoroso, che faccia crescere insieme competenze cliniche, digitali e organizzative.
“In collaborazione con Biogen, due anni fa abbiamo istituito un primo corso nazionale rivolto a un numero selezionato di specialisti, dando avvio a un percorso finalizzato al conseguimento della certificazione di neurologo digitale. In due anni, circa 80 neurologi hanno già ottenuto questa certificazione, attraverso le prime due edizioni del corso nazionale organizzato dalla SIN. Un risultato importante, che ci ha spinto ad ampliare ulteriormente il progetto, con l’obiettivo di rendere queste competenze accessibili a una platea molto più ampia di professionisti”
fa sapere l’esperto.
232 neurologi partecipanti, grazie anche ad iniziative regionali stanno ora completando il percorso formativo, al termine del quale, nel mese di dicembre, potranno ottenere la certificazione. Secondo gli esperti della SIN la formazione rappresenta una condizione indispensabile affinché l’innovazione tecnologica possa tradursi in un reale miglioramento dell’assistenza. La sfida è preparare neurologi capaci di lavorare sempre più in rete, valorizzando la collaborazione multidisciplinare e rafforzando quella continuità tra ospedale e territorio che costituisce una delle priorità della riorganizzazione del sistema sanitario. La medicina digitale può offrire un contributo decisivo in questa direzione, facilitando l’integrazione tra professionisti, strutture e servizi e consentendo una presa in carico più efficace e continuativa.
“Il nostro obiettivo è fare in modo che i progressi della ricerca, le nuove opportunità terapeutiche e l’innovazione tecnologica non rimangano conquiste isolate, ma diventino parte di un modello assistenziale capace di rispondere concretamente ai bisogni delle persone, migliorando la qualità delle cure, favorendo una maggiore autonomia dei pazienti e contribuendo a una migliore qualità di vita. È questa la visione che guida l’impegno della SIN e che rende Digital NeuroHub un investimento strategico per il futuro della neurologia italiana”
conclude Gasperini.