Contestare falsamente il resto ricevuto e riuscire a farsi consegnare nuovamente del denaro non è una semplice furbata. Se il comportamento è intenzionale, può configurarsi una vera e propria truffa, con conseguenze anche sul piano penale. Lo dimostra il caso di un cliente di un bar che, dopo aver pagato un caffè con una banconota da 50 euro, ha cercato di convincere la cassiera di aver ricevuto un resto inferiore a quello spettante.
Il trucco del resto al bar
La vicenda nasce da un acquisto di modesto valore. Dopo aver pagato il caffè con 50 euro e aver ricevuto il resto, l’uomo avrebbe nascosto alcune delle banconote. Subito dopo avrebbe sostenuto davanti alla cassiera di non aver ricevuto l’intera somma che gli spettava.
La donna, convinta di aver commesso un errore, si sarebbe scusata e avrebbe consegnato nuovamente al cliente il denaro richiesto. Il piano, però, non è rimasto senza conseguenze. A ricostruire i passaggi della vicenda sono state soprattutto le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate all’interno del locale. Le registrazioni avrebbero infatti documentato il momento in cui il cliente nascondeva alcune banconote prima di contestare il resto.
La decisione della Cassazione
Il caso è arrivato davanti alla Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna dell’uomo a 20 giorni di reclusione. La condotta non è stata quindi considerata come una semplice contestazione del resto, ma come un comportamento fraudolento finalizzato a ottenere una somma di denaro alla quale il cliente non aveva diritto.
Nel caso specifico non è stata inoltre riconosciuta la particolare tenuità del fatto. Tra gli elementi considerati dai giudici ci sono anche i precedenti penali dell’imputato, tra cui condanne per truffa e bancarotta.
La vicenda mostra quindi come anche una somma relativamente contenuta possa assumere rilevanza penale quando viene ottenuta attraverso un comportamento intenzionalmente ingannevole.
La cosiddetta truffa del resto dei 50 euro
Il caso rientra in una modalità di raggiro conosciuta come truffa del resto dei 50 euro, nella quale il commerciante viene portato a credere di aver ricevuto una banconota che, in realtà, il cliente non ha mai consegnato oppure di aver sbagliato a calcolare il resto. La tecnica può fare leva sulla velocità dei movimenti e sulla confusione che spesso caratterizza i momenti di maggiore affluenza nei negozi, nei bar o negli esercizi commerciali. Chi mette in atto il raggiro può inoltre approfittare della distrazione del commerciante, inducendolo a ricontrollare rapidamente il denaro e a consegnare una somma non dovuta.
Un episodio analogo è stato segnalato anche a Lanzo, nel Torinese. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, due donne, insieme a un uomo che avrebbe avuto un ruolo di supporto, sarebbero entrate in diversi esercizi commerciali acquistando beni di valore ridotto e chiedendo di pagare con una banconota da 50 euro.
Dopo aver mostrato la banconota, le donne l’avrebbero riposta rapidamente nel portafoglio, facendo credere al commerciante di averla effettivamente consegnata. Il gruppo avrebbe così ottenuto il resto senza aver lasciato la banconota alla cassa. Nella zona sarebbero stati segnalati tre episodi in pochi giorni. Le segnalazioni dei commercianti e le immagini delle telecamere avrebbero consentito agli investigatori di risalire alle due donne, successivamente denunciate per truffa.
Come difendersi dal raggiro
Per i commercianti, una delle principali precauzioni consiste nel non perdere di vista la banconota ricevuta fino alla conclusione della transazione. In caso di pagamento con una somma elevata per un acquisto di pochi euro, è utile verificare con calma il denaro e tenere separata la banconota dal resto.
Se il cliente cambia improvvisamente versione, sostiene di aver consegnato una somma diversa o chiede di rifare rapidamente il conteggio, è opportuno interrompere la transazione e ricostruire con attenzione quanto è avvenuto.
Anche le telecamere di videosorveglianza, quando installate e utilizzate nel rispetto della normativa, possono rivelarsi importanti per ricostruire i fatti e fornire elementi utili alle autorità nel caso in cui venga denunciato un raggiro.