Ultimi sondaggi politici, Meloni stabile al 29,3% mentre Schlein arretra e Conte avanza

Situazione interlocutoria nella politica italiana: i sondaggi elettorali mostrano una sostanziale stabilità nei flussi del consenso

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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I sondaggi politici di oggi mostrano come Fratelli d’Italia sia ancora fortissimo nonostante scandali, inchieste e mini-rimpasti: il partito della premier Giorgia Meloni rimane al 29,3% delle preferenze. Cala invece il Partito Democratico di Elly Schlein che perdendo il -0,3% va al 21,6%. Guadagna (+0,2%) il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte che va al 12,4%.

Chi sale e chi scende nei sondaggi politici

In questa pagina sono mostrate le ultime rilevazioni dei sondaggi elettorali che evidenziano chi guadagna e chi perde consenso politico nel confronto tra i partiti guidati dai vari leader. Ovvero Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Questi i risultati del sondaggio Swg per il TgLa7 del 20 aprile 2026, con variazioni rispetto al 13 aprile:

  • Fratelli d’Italia – 29,3% (=);
  • Partito Democratico – 21,6% (-0,3%);
  • Movimento 5 Stelle – 12,4% (+0,2%);
  • Forza Italia – 7,8% (+0,1%);
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 6,7% (+0,1%);
  • Lega – 6,5% (+0,2%);
  • Futuro Nazionale – 3,4% (-0,1%);
  • Azione – 3,3% (-0,1%);
  • Italia Viva – 2,4% (=);
  • +Europa – 1,5% (-0,1%);
  • Noi Moderati – 1,1% (-0,1%);
  • altri partiti – 4% (+0,2%).

Non si esprime il 29% degli intervistati (+1%).

Nota metodologica: 1.200 intervistati e 4.181 non rispondenti, sondaggio realizzato con tecnica di rilevazione online Cawi, telefonica Cati e Cami.

Nessuno scossone particolare questa settimana: i partiti che si muovono lo fanno di pochi decimali. Il movimento più forte si rileva nel PD (-0,3%). E la Lega conferma la sua sofferenza, avendo subito da inizio della legislatura il sorpasso di Forza Italia, prima, e di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo.

Questa è la situazione delle coalizioni:

  • centro-destra senza Vannacci – 44,7%;
  • centro-destra con Vannacci – 48,1%;
  • centro-sinistra – 29,8%;
  • campo largo senza Renzi (PD, AVS, +E, M5S) – 42,2%;
  • campo largo con Renzi – 44,6%.

Resta conteso da destra e da sinistra il centrista Carlo Calenda, con il suo partito Azione. In vista delle elezioni politiche del 2027 le alchimie sono ancora in divenire. A destra si soppesa il fattore Vannacci: sulla carta, far entrare FN in coalizione porterebbe a un vantaggio aritmetico (48,1%). Ma la presenza di Vannacci, che pretende un programma di “destra vera” agiterebbe i moderati di FI e NM). A sinistra si lavora è ancora lontani dall’avere un programma condiviso e un leader di coalizione.

Confronto con le passate elezioni

Di seguito il confronto con le elezioni europee 2024 e con le elezioni politiche 2022.

Elezioni europee

La situazione alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno 2024:

  • centro-destra – 46,4%;
  • centro-sinistra – 32,1%;
  • Movimento 5 Stelle – 9,8%;
  • Terzo Polo – 7,1%;
  • altri – 4,7%.

Elezioni politiche

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022:

  • centro-destra – 43,8%;
  • centro-sinistra – 26,1%;
  • Movimento 5 Stelle – 15,4%;
  • Terzo Polo – 7,8%;
  • altri – 6,9%.

Partiti che potrebbero rimanere fuori dal Parlamento

La matematica non perdona: se si votasse oggi resterebbero fuori dal Parlamento

  • Italia Viva di Matteo Renzi (2,4%);
  • +Europa di Riccardo Magi (1,5%);
  • Noi Moderati di Maurizio Lupi (1,1%).

Fuori dal Parlamento anche tutti i minuscoli partiti inclusi nella voce “altri”: Partito Liberaldemocratico, Democrazia Sovrana Popolare, Partito della Rifondazione Comunista, Movimento Drin Drin e Potere al Popolo, tra gli altri.

Salvi per un pelo

  • Futuro Nazionale di Roberto Vannacci (3,4%);
  • Azione di Carlo Calenda (3,3%).

Il motivo è correlato all’attuale legge elettorale, il Rosatellum, che prevede una soglia di sbarramento al 3%. La soglia viene confermata anche dalla legge elettorale attualmente in discussione, lo Stabilicum. L’unico modo che hanno i piccoli partiti per superare tale muro è unirsi in coalizioni.