L’ex Ceo di Monte Paschi Luigi Lovaglio si riprende il suo posto, venendo riproposto alla guida della banca senese dall’Assemblea degli azionisti, svoltasi ieri a Siena, ad appena una settimana dalla risoluzione del rapporto di lavoro e dal ritiro delle deleghe deciso dal Board. Il suo rientro quale Ad è stato favorito dal voto inatteso di Delfin, che con il suo 17,5% del capitale ha votato a favore della Lista di PLT Holding della famiglia Tortora, per la prima volta prendendo una strada opposta allo storico partner Francesco Gaetano Caltagirone, che con una quota del 12,5% ha sostenuto la lista del CdA uscente.
L’assemblea vota a maggioranza la lista della famiglia Tortora
L’assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena ha votato a favore della nomina di Luigi Lovaglio quale Amministratore delegato della banca, come proposto dalla lista di PLT Holding della famiglia Tortora, che è risultata la più votata con il 49,95% delle preferenze.
Al voto ha partecipato il 64,92% del capitale sociale. La Lista del CdA uscente ha preso il 38,79% dei votanti. La Lista degli investitori istituzionali sotto l’egida di Assogestioni il 6,94%.
Del nuovo Board faranno parte Cesare Bisoni (Lista 3), Nicola Maione (Lista 1), Luigi Lovaglio (Lista 3), Fabrizio Palermo (Lista 1), Claudia Mazzarella (Lista 3), Corrado Passera (Lista 1), Livia Amidani Aliberti (Lista 3), Massimo di Carlo (Lista 3), Carlo Vivaldi (Lista 1), Patrizia Albano (Lista 3), Paolo Boccardelli (Lista 1), Carlo Corradini (Lista 3), Paola Leoni (Lista 3), Antonella Centra (Lista 1), Paola De Martini (Lista 2).

Lovaglio determinato a portare avanti il progetto banca unica
“Sento un grande senso di riconoscenza verso la famiglia Tortora per questa iniziativa e altrettanto verso tutti i nostri azionisti che ancora una volta mi hanno confermato la fiducia”, ha affermato Luigi Lovaglio dopo il voto, aggiungendo “sento un senso di responsabilità verso dipendenti, clienti, banca e azionisti, questa è stata la grande motivazione e ho avuto la fortuna di trovare un imprenditore coraggioso, che ha fatto una scelta non facile e immediata”.
Lovaglio ha poi affermato di avere “il grande desiderio di implementare un progetto innovativo che crea valore per tutti. Poterlo fare era la cosa più importante, anche per mantenere delle promesse perché l’86% degli azionisti di MPS e Mediobanca stessa ci hanno dato fiducia per un progetto chiaro che sentivo il dovere di portare a termine”.
MPS balza in Borsa già sui rumors
Quando ancora il voto dell’assemblea non era stato formalizzato dal Presidente Nicola Maione, le azioni Banca MPS hanno fatto un balzo in Borsa, a causa di una fuoriuscita incontrollata della notizia dall’assemblea. I risultati, infatti, sono stati letti dal presidente uscente dopo oltre mezz’ora di sospensione dell’assemblea per la verifica delle votazioni. Durante questo tempo, il titolo è volato su un massimo di 8,68 euro, per poi chiudere a quota 8,607 euro per azione, mantenendo un forte rialzo del 4,67%. Una testimonianza che il mercato ha accolto con una certa soddisfazione la riconferma di Lovaglio, forte dei successi degli ultimi anni, fra cui il ritorno in utile della Banca e la difficile conquista di Piazzetta Cuccia.