Tagli alla scuola in Manovra, Salvini prende le distanze: 5.660 cattedre in meno

La Manovra prevede 5.660 cattedre e 2.174 posti Ata in meno per un risparmio di oltre 300 milioni, ma la Lega annuncia emendamenti in Aula

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Durante il primo giorno di Eicma, la mostra internazionale di motociclismo che si tiene a Milano, il vicepremier e ministro Matteo Salvini sembra disconoscere una parte del Disegno di Legge della Manovra votato il 15 ottobre. Ha infatti detto ai microfoni di RTL 102.5 di non sapere nulla del taglio al personale scolastico e che la misura merita, per la Lega, un’ulteriore discussione e modifiche in Aula.

La misura, pensata dall’Esecutivo per contenere la spesa pubblica, prevede un ridimensionamento significativo dell’organico, che riguarderà sia il personale docente che ausiliario, a partire dal prossimo anno scolastico e per i prossimi tre.

Quanti sono i posti tagliati alla Scuola

I prospetti tecnici allegati al testo confermano una contrazione rilevante degli organici. Nel dettaglio, il provvedimento dispone:

  • la cancellazione di 5.660 cattedre, di cui 4.925 nell’organico dell’autonomia;
  • la riduzione di 2.174 posti per i collaboratori scolastici, amministrativi e tecnici.

Un taglio di questa entità costituisce un risparmio per le casse dello Stato stimato in oltre 300 milioni di euro a regime. Un taglio lineare che secondo i sindacati comprometterebbe la continuità didattica e metterebbe gli istituti in grave difficoltà nella gestione dei plessi. Le maggiori carenze di cattedre si registrano storicamente nelle materie scientifiche, nel sostegno agli alunni con disabilità e nelle lingue straniere alla secondaria, con migliaia di posizioni coperte ogni anno da supplenti precari.

La linea di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Istruzione è pragmatica. Secondo i tecnici, la contrazione degli organici rappresenta un adeguamento legato alla denatalità, che vede la popolazione scolastica di ogni ordine e grado ridursi progressivamente: nell’ultimo decennio gli iscritti sono diminuiti di circa il 10%, passando da oltre 8,9 milioni a circa 7,9 milioni di studenti, con una perdita costante di oltre 100.000 alunni ogni anno (Istat).

Le parole più dure le ha forse pronunciate la deputata Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico:

Salvini chieda spiegazioni in casa Lega, i tagli portano la firma dei suoi ministri Giorgetti e Valditara. Chieda subito l’immediato ritiro della norma, altrimenti si tratta della solita stantia propaganda a cui non crede più nessuno.

Salvini e la spaccatura nella maggioranza

Il capitolo Scuola ha però innescato una reazione immediata anche all’interno della maggioranza. A prendere le distanze dalla misura è stato il vicepremier Matteo Salvini, che ha espresso forte contrarietà per la misura adottata nel testo di bilancio.

Il segretario della Lega ha dichiarato di non essere stato informato della misura, annunciando l’intenzione di presentare emendamenti correttivi in Parlamento, per stralciare l’articolo o comunque per mitigarne l’impatto.

La presa di posizione ha acceso il confronto con gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia, impegnati a blindare l’impianto generale della Manovra per rispettare i saldi concordati con l’Unione Europea.

Scontro previdenziale: la Lega rilancia su Quota 64

A rendere, se possibile, ancora più teso il clima politico si aggiunge la partita sulle pensioni, un tema caldissimo per i lettori e per gli equilibri di bilancio. Contestualmente alle critiche sulla scuola, sempre a margine di Eicma, Salvini dichiara:

Dico agli amici della maggioranza, col totale rispetto per tutti gli interventi che ci sono in manovra, il taglio dell’Irpef, l’aumento della flat tax per le partite Iva, il fondo per l’uscita in anticipo rispetto a quanto previsto dalla Fornero è un fondo per arrivare a quota 64.

L’obiettivo della Lega resta il superamento della Legge Fornero tramite la stabilizzazione di Quota 64. La richiesta leghista di destinare ulteriori risorse al capitolo previdenziale troverebbe però la resistenza di Fratelli d’Italia e del Ministero dell’Economia, prudente sulla tenuta dei conti pubblici nel lungo periodo.