Povertà in Italia, oltre 5,4 milioni di persone in difficoltà: i dati Istat del 2025

Povertà in Italia nel 2025: secondo l'Istat coinvolge 5,4 milioni di persone. I dati su famiglie, minori e lavoratori

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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In Italia oltre 5,4 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta. È quanto emerge dalle stime Istat relative al 2025, che fotografano una situazione sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Le famiglie in povertà assoluta sono più di 2,1 milioni, pari all’8% del totale, mentre l’incidenza tra gli individui raggiunge il 9,3%. Resta stabile anche la povertà relativa, che coinvolge oltre 2,8 milioni di famiglie, per un totale di quasi 8,7 milioni di persone. L’incidenza è pari al 10,8% tra le famiglie e al 14,8% tra gli individui.

Povertà in Italia, dove è più presente

Il Mezzogiorno continua a registrare l’incidenza più elevata di povertà assoluta tra le famiglie, pari al 9,6%, con circa 813mila nuclei coinvolti. Seguono il Nord-ovest, con il 7,7% e 568mila famiglie, e il Nord-est, dove l’incidenza è del 7,4%, pari a 386mila famiglie. Il Centro presenta il valore più contenuto, con il 6,3% e circa 338mila nuclei in difficoltà.

Considerando la distribuzione nazionale delle famiglie in povertà assoluta, il 38,6% risiede nel Mezzogiorno, il 45,3% al Nord e il 16,1% al Centro. L’intensità della povertà, che misura quanto la spesa delle famiglie povere sia inferiore alla soglia necessaria per soddisfare i bisogni essenziali, si attesta al 18,5% a livello nazionale. Nel Mezzogiorno sale al 19%, dal 18,5% del 2024.

Oltre un milione di minori in povertà assoluta

La condizione economica delle famiglie con figli rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del rapporto. Nel 2025 sono 1 milione e 136mila i minori in povertà assoluta, pari al 12,5% dei bambini e ragazzi residenti in Italia. La percentuale raggiunge il 15,2% nel Mezzogiorno, mentre al Centro si attesta al 10,7%.

Tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni, l’incidenza è pari al 12,1%, per quasi 1,2 milioni di persone. La diffusione della povertà diminuisce nelle fasce d’età successive: riguarda l’8,9% delle persone tra 35 e 64 anni e il 6,1% degli ultrasessantacinquenni. Rispetto al 2024 emergono segnali di miglioramento tra i bambini e ragazzi di 7-13 anni, con un’incidenza scesa dal 14,9% al 12,1%.

Famiglie numerose e genitori soli più esposti

La povertà assoluta aumenta con il numero dei componenti del nucleo familiare. Tra le famiglie con cinque o più persone, l’incidenza arriva al 19,2%, mentre scende al 10,5% per quelle di quattro componenti e all’8,4% per quelle di tre.

Tra le coppie con almeno tre figli, quasi una su sei è in povertà assoluta: la percentuale raggiunge il 16,9%. Anche le famiglie monogenitore registrano valori superiori alla media nazionale, con un’incidenza dell’11,5%.

Considerando soltanto i nuclei con figli minorenni, il rischio economico aumenta al crescere del numero dei bambini. La povertà riguarda il 7,8% delle coppie con un figlio minore, il 10% di quelle con due e il 17,7% delle coppie con almeno tre figli minorenni.

Lavorare non basta sempre a evitare la povertà

La situazione occupazionale della persona di riferimento del nucleo familiare incide sulla diffusione della povertà. Tra le famiglie in cui questa persona è un lavoratore dipendente, l’incidenza è pari all’8,5%.

La percentuale sale al 14,3% quando la persona di riferimento è un operaio o svolge un’attività assimilata. Il valore raggiunge il 20,7% tra le famiglie in cui la persona di riferimento è in cerca di occupazione.

Il titolo di studio rappresenta un altro elemento di differenziazione. La povertà assoluta interessa il 4,4% delle famiglie in cui la persona di riferimento possiede almeno un diploma di scuola superiore. La quota sale all’11,9% quando il titolo massimo è la licenza media e al 12,3% quando non supera la licenza elementare.

Le differenze tra famiglie italiane e straniere

I dati Istat evidenziano differenze anche in base alla cittadinanza dei componenti del nucleo familiare. Tra le famiglie composte esclusivamente da cittadini italiani, l’incidenza della povertà assoluta è pari al 5,9%.

La percentuale sale al 26,7% nelle famiglie con almeno un componente straniero e raggiunge il 29,4% tra quelle formate soltanto da cittadini stranieri. La differenza si registra anche nelle famiglie con minori.

In questo caso la povertà assoluta riguarda il 7,8% dei nuclei composti esclusivamente da italiani e il 31,4% di quelli costituiti soltanto da stranieri. Rispetto al 2024, tuttavia, si osserva una riduzione dell’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con minori in cui sono presenti cittadini stranieri.

Povertà nei piccoli Comuni e nelle grandi città

Nel 2025 si registrano alcuni miglioramenti nei Comuni fino a 50mila abitanti che non appartengono alle periferie delle aree metropolitane. In questi territori l’incidenza della povertà assoluta scende dal 8,9% del 2024 al 7,4%.

Nei Comuni periferici delle aree metropolitane e negli altri Comuni sopra i 50mila abitanti, invece, la percentuale si attesta all’8,9%. Nei centri delle aree metropolitane il valore nazionale è pari all’8,1%, ma con differenze territoriali. Al Nord l’incidenza diminuisce dall’8,2% al 5%, mentre al Centro sale dal 4,1% all’8,3%. Per le famiglie con minori, infine, i valori più elevati si registrano proprio nei Comuni centro delle aree metropolitane, dove l’incidenza raggiunge il 13,4%.