Cedolino pensione, a settembre è più povero tra conguagli 730 e nuove trattenute

Sul cedolino di settembre l'INPS applica i conguagli del 730/2026: rimborso Irpef per chi ha un credito, trattenuta per chi ha un debito

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

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L’Inps, con la guida alla lettura del cedolino pubblicata il 26 agosto 2026, ha spiegato cosa cambia nell’assegno di pensione di settembre, in pagamento dal 1° del mese. Per molti pensionati l’importo sarà diverso da quello di agosto per effetto dei conguagli del Modello 730/2026. Chi ha un credito con il Fisco riceve il rimborso Irpef, chi ha un debito subisce una trattenuta. Solo sul rateo di agosto l’Istituto ha riconosciuto conguagli a credito a circa 4,5 milioni di pensionati e trattenute a circa 500mila.

Conguaglio del 730 nella pensione

Il conguaglio riguarda solo chi ha indicato l’Inps come sostituto d’imposta nel Modello 730/2026. Ad agosto sono stati lavorati i modelli trasmessi dall’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno. A settembre la lavorazione prosegue e il segno del conguaglio dipende dall’esito della dichiarazione.

Chi riceve il rimborso

Se dalla dichiarazione emerge un credito non ancora pagato ad agosto, a settembre arriva il rimborso Irpef.

Le somme riguardano, ad esempio, le spese mediche e altri oneri detraibili come tasse universitarie, ristrutturazioni, spese veterinarie.

Nel cedolino il rimborso può essere diviso tra più righe, tra Irpef, addizionale regionale e addizionale comunale. L’importo effettivamente accreditato è la somma delle voci.

Chi subisce la trattenuta

Se la dichiarazione chiude a debito, l’imposta dovuta viene trattenuta direttamente sulla pensione.

Chi ha scelto la rateizzazione deve sapere che le trattenute si concludono comunque entro novembre. Se il conguaglio parte a settembre restano poche mensilità e le rate sono più alte e se i dati della dichiarazione sono arrivati dopo giugno, potrebbe non essere possibile rispettare il numero di rate scelto.

Sulle rate successive alla prima si applica un interesse dello 0,33% mensile.

Come si leggono le voci nel cedolino

Rimborsi e trattenute sono riportati con voci distinte, in modo tale che il contribuente possa capire a prima vista quali operazioni sono state fatte sulla pensione. Da quest’anno l’Inps ha reso più chiare le descrizioni delle voci legate al 730.

Chi vuole leggere più dettagli può consultare l’esito della dichiarazione nel servizio online Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino, disponibile sul sito e sull’app Inps Mobile.

Le altre trattenute possibili a settembre

Oltre a quelle relative al Modello 730, sul cedolino di settembre possono comparire altre trattenute legate a verifiche reddituali.

Mancata comunicazione dei redditi 2022

Come ad agosto, l’Inps applica una trattenuta ai titolari di prestazioni collegate al reddito (integrazioni al minimo, maggiorazioni, quattordicesima) che non hanno comunicato i redditi del 2022.

Vale il 5% della pensione pagata a luglio 2026 e nel cedolino è indicata come Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008.

C’è tempo fino al 15 settembre 2026 per inviare i dati con una domanda di ricostituzione reddituale. Oltre quella data la prestazione collegata al reddito viene revocata in via definitiva, con recupero delle somme non dovute.

Per le pensioni ai superstiti scatta invece la riduzione massima prevista dall’articolo 1, comma 41, della legge 335/1995. Restano fuori invalidità civile, assegni sociali e pensioni sociali.

Revoca della quattordicesima

Sulla base dei redditi 2021, l’Inps ha verificato le pensioni su cui la quattordicesima era stata pagata in via provvisoria. Dove sono state superate le soglie di legge, la somma è stata revocata e il recupero avviene con una trattenuta in 24 rate mensili, dal mese di agosto 2026.

La voce nel cedolino è Somma aggiuntiva – c.d. quattordicesima l. n. 127/2007 – debito 2021.

Revoca dell’importo aggiuntivo di 154,94 euro

La stessa verifica sui redditi 2021 ha riguardato l’importo aggiuntivo di 154,94 euro, previsto dall’articolo 70, comma 7, della legge 388/2000.

In caso di superamento dei limiti, l’importo è revocato e viene recuperato in 12 rate mensili, sempre come trattenuta da agosto 2026.

Nel cedolino compare come Importo aggiuntivo (legge 23 dicembre 2000, n. 388) – debito anno 2021. I pensionati interessati ricevono una raccomandata con il provvedimento di revoca.

Quando arriva la pensione di settembre

L’accredito della pensione di settembre 2026 è fissato con valuta 1° settembre 2026, primo giorno bancabile del mese. La regola vale per tutte le mensilità, con la sola eccezione di gennaio, pagato il secondo giorno bancabile.

Il pagamento in contanti è ammesso solo per importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Chi è titolare di più prestazioni riceve tutto con un unico mandato.

Per il ritiro alle Poste è necessario rispettare il calendario del proprio ufficio postale, recandosi agli sportelli nel giorno che corrisponde all’iniziale del proprio cognome. In linea di massima:

  • da A a B – martedì 1;
  • da C a D –mercoledì 2;
  • da E a K – giovedì 3;
  • da L a O – venerdì 4;
  • da P a R – sabato 5;
  • da S a Z – lunedì 7.

Per evitare sorprese sulle cifre, il consiglio è comunque quello di controllare il cedolino online, dal sito Inps o dall’app Inps Mobile, confrontando le voci con quelle di agosto.