Pensioni di ottobre, il calendario dei pagamenti: aumenti, arretrati, rimborsi 730 e altre novità

Nel cedolino della pensione di ottobre bisogna verificare rimborsi 730, trattenute ed eventuali somme aggiuntive

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Le pensioni di ottobre 2026 saranno pagate giovedì 1° ottobre, ma il cedolino potrebbe essere diverso rispetto a quello di settembre.

Il motivo: per alcune prestazioni erogate dall’Inps arrivano gli effetti delle nuove misure sul cuneo fiscale, con possibili aumenti e arretrati da gennaio 2026. E nello stesso mese possono comparire anche i rimborsi del 730/2026. Per altri contribuenti, poi, sono previste trattenute e conguagli.

La pensione di ottobre 2026

La novità relativa alla pensione di ottobre riguarda soprattutto alcune prestazioni che sostituiscono fiscalmente il reddito da lavoro, come Ape Sociale e isopensione, e non le pensioni ordinarie.

L’1 ottobre verrà dunque pagata la pensione con accredito su conto corrente bancario, libretto postale, conto BancoPosta e carta Postepay Evolution abilitata a ricevere la pensione.

Ritirare i soldi in contanti

Per chi ritira i soldi in contanti alle Poste possono essere previste le classiche turnazioni alfabetiche che riguardano l’iniziale del cognome. Chi ha un cognome che non inizia per le prime lettere dell’alfabeto, dunque, farebbe bene ad attendere alcuni giorni prima di recarsi fisicamente allo sportello. I soldi, comunque, saranno già disponibili sulle carte e per il prelievo agli Atm.

Cedolino della pensione di ottobre

Il cedolino della pensione di ottobre è già consultabile nell’area personale Inps e permette di verificare in anticipo eventuali variazioni dell’importo netto.

Cuneo fiscale, chi può avere l’aumento a ottobre

Torniamo agli aumenti, che non riguardano tutti i pensionati: il chiarimento dell’Inps è contenuto nel messaggio n. 2829 del 14 settembre 2026 e riguarda l’applicazione delle misure fiscali introdotte dalla legge di Bilancio 2025 anche ad alcune prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente.

Tra quelle interessate figurano Ape Sociale, isopensione, assegni straordinari dei fondi di solidarietà dei settori bancario e assicurativo e alcune indennità collegate ai contratti di espansione, quando sottoposte a tassazione ordinaria.

Le indicazioni riguardano più in generale le prestazioni che sostituiscono fiscalmente il reddito da lavoro dipendente. Tra queste rientrano anche NASpI e Dis-Coll, secondo le ricostruzioni basate sulle indicazioni dell’Istituto.

Il riconoscimento è automatico quando l’Inps agisce come sostituto d’imposta. Non occorre quindi presentare una nuova domanda.

Bonus fino a 960 euro per i redditi più bassi

Per chi ha un reddito complessivo non superiore a 20mila euro, è prevista una somma aggiuntiva che non concorre alla formazione del reddito imponibile. L’importo viene determinato applicando diverse percentuali al reddito da lavoro dipendente o alla prestazione che fiscalmente lo sostituisce:

  • 7,1% fino a 8.500 euro;
  • 5,3% oltre 8.500 e fino a 15 mila euro;
  • 4,8% oltre 15 mila euro.

Su base annuale, il beneficio può arrivare rispettivamente a 603,50 euro, 795 euro e 960 euro.

Per chi rientra in questa categoria, la rata di ottobre può quindi contenere anche gli arretrati maturati da gennaio.

Quando il reddito complessivo supera i 20mila euro (e fino a 32mila euro) entra in gioco un’ulteriore detrazione Irpef: la detrazione è pari a 1.000 euro annui. Tra 32mila e 40mila euro l’importo diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40mila. Attenzione: il limite viene verificato considerando il reddito complessivo e non soltanto l’importo dell’Ape Sociale o dell’isopensione.