Pensioni, la proposta della Lega: uscita a 64 anni e Quota 41 nella Manovra

L'obiettivo della Lega per la prossima Manovra finanziaria è introdurre nuove opzioni di flessibilità per la pensione: le opzioni dai 64 anni a quota 41 flessibile

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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A partire dall’autunno il Governo dovrà iniziare a lavorare alla Manovra finanziaria per il 2027, l’ultima della legislatura. La Lega ha un obiettivo: intervenire sulle pensioni. Negli ultimi quattro anni l’esecutivo ha rimosso quasi tutte le opzioni di flessibilità, da Quota 103 a Opzione Donna, di fatto alzando l’età pensionabile.

Questo ha giovato molto ai conti pubblici, ma ha anche messo in difficoltà proprio la Lega, che ha tra i suoi punti programmatici una diminuzione dell’età pensionabile, in teoria modificando la legge strutturale della previdenza, la cosiddetta legge Fornero. È però improbabile che questo accada. Le opzioni che stanno emergendo da fonti interne al partito riportate su vari organi di stampa sono principalmente due.

Pensione anticipata a 64 anni e 41 di contributi

La Lega vuole evitare che, con lo scatto dell‘adeguamento alla speranza di vita, dal 2027 gli unici modi per andare in pensione siano quelli stabiliti dalla legge Fornero, quindi:

  • 67 anni e 1 mese di età con almeno 20 di contributi;
  • 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, 41 e 11 mesi per le donne, con la pensione anticipata.

La prima idea sarebbe quella di una soglia più bassa, individuata idealmente a 64 anni di età. Secondo fonti parlamentari citate da SkyTg24, sarebbe questa cifra il vero obiettivo della Lega.

I requisiti e il ricalcolo contributivo

Servirebbe però un modo per controbilanciare le uscite extra che lo Stato dovrebbe mettere a bilancio con questa nuova opzione di flessibilità. Al momento, l’ipotesi più concreta sarebbe quella del ricalcolo contributivo.

Chi ha lavorato prima del 1995 ha una parte di pensione calcolata con il metodo retributivo, che dà luogo ad assegni previdenziali molto più alti. Il ricalcolo contributivo considera questi anni come se fossero stati maturati appunto con il metodo imposto dopo il 1995.

L’assegno previdenziale si abbassa e lo Stato può risparmiare. Si tratta però di ipotesi che dovranno concretizzarsi o in Consiglio dei ministri o in Parlamento alla ripresa delle attività dopo agosto.

Quota 41 flessibile, l’ipotesi pensione a 62 anni

Se questa idea dovesse essere respinta dagli alleati della maggioranza, la Lega potrebbe tornare su un’ipotesi elaborata negli scorsi mesi, la cosiddetta “Quota 41 flessibile“. L’idea è permettere a chiunque abbia raggiunto i 41 anni di contributi di andare immediatamente in pensione, senza requisiti di età.

I requisiti e il taglio della pensione fino al 10%

Anche in questo caso, però, servirebbe un taglio dell’assegno per controbilanciare le spese extra. Piuttosto che il ricalcolo contributivo, Quota 41 flessibile punterebbe a una diminuzione dell’assegno basata su quanto “anticipata” sarebbe la pensione.

L’idea sarebbe quella di scalare il 2% dell’assegno ogni anno di anticipo, con un massimo del 10% nel caso limite di pensione a 62 anni di età. In ogni caso i dettagli andranno definiti con l’avvicinarsi dell’autunno e della redazione del testo della Manovra finanziaria per il 2027.