Mutui a tasso fisso under 36 introvabili, le banche hanno smesso di erogarli: il caso

Mutui under 36 sempre più difficili da ottenere: tassi in crescita, offerte ridotte e Fondo Consap a rischio per i giovani che vogliono comprare casa

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Ottenere un mutuo a tasso fisso per gli under 36 sta diventando sempre più difficile. Negli ultimi mesi molte banche hanno ridotto o eliminato le offerte collegate alla garanzia Consap dedicate ai giovani che vogliono acquistare la prima casa. Alla base del problema ci sono l’aumento dei tassi di interesse, la crescita dell’inflazione e le tensioni geopolitiche internazionali, che hanno spinto verso l’alto il costo dei finanziamenti immobiliari.

L’indicenza dell’IRS sui tassi dei mutui

Secondo un’indagine pubblicata da Altroconsumo, a salire è stato soprattutto l’IRS, il parametro utilizzato per definire i tassi dei mutui a tasso fisso. Secondo i dati riportati dagli operatori del settore, nell’ultimo mese l’IRS è aumentato di circa 0,4 punti percentuali su tutte le principali durate. Questo si traduce in un costo più elevato per chi richiede oggi un finanziamento. Per esempio, un mutuo da 100 mila euro a 20 anni comporta una spesa aggiuntiva di oltre 5 mila euro rispetto a un mese fa. Su una durata di 30 anni, invece, il costo sale di oltre 7 mila euro. L’aumento dei tassi sta colpendo soprattutto i mutui a tasso fisso, che negli ultimi anni erano diventati la soluzione preferita dalle famiglie grazie alla maggiore stabilità delle rate.

Le difficoltà per i mutui under 36

Le conseguenze più pesanti riguardano però i giovani e le categorie considerate prioritarie dal Fondo Consap. Il sistema di garanzia pubblica permette infatti agli under 36, alle famiglie monogenitoriali con figli minori, alle giovani coppie e a chi vive nelle case popolari di accedere più facilmente al credito. Le norme prevedono che il Taeg dei mutui garantiti non superi determinati limiti fissati trimestralmente da Banca d’Italia. Attualmente il limite massimo è del 2,15% per i mutui a tasso fisso e del 2,23% per quelli variabili. Si tratta di finanziamenti generalmente molto lunghi, spesso superiori ai 30 anni, pensati per rendere le rate più sostenibili.

Alla fine di marzo, secondo i dati Consap, erano arrivate quasi 37 mila domande per mutui garantiti al 100%, di cui circa 35 mila presentate da under 36. Le pratiche ammesse erano oltre 29 mila e più di 17 mila risultavano già erogate. Da lì in poi il numero di richieste presentate al Fondo Consap sarebbe diminuito sensibilmente.

Per questo motivo è stata avanzata la proposta di utilizzare le risorse stanziate dal Governo per coprire la differenza tra i tassi di mercato e i limiti fissati dalla convenzione. L’obiettivo sarebbe quello di consentire ai giovani di continuare ad accedere ai mutui garantiti mantenendo rate considerate sostenibili.

Perché le banche stanno riducendo le offerte

Con l’aumento dei tassi, però, molte banche ritengono che concedere mutui entro i limiti previsti dal Fondo Consap sia diventato poco conveniente. Secondo gli operatori del settore, i tassi fissati dalla convenzione sarebbero troppo bassi rispetto alle attuali condizioni di mercato. Di conseguenza, molte banche che avevano aderito volontariamente alla convenzione starebbero riducendo o eliminando le offerte dedicate ai giovani. Il problema riguarda soprattutto i mutui a tasso fisso, infatti secondo le simulazioni, per un mutuo under 36 da 160 mila euro con durata di 30 anni non ci sarebbero più offerte a tasso fisso compatibili con i limiti previsti dalla garanzia Consap. La conseguenza è che molti giovani rischiano di non riuscire più ad accedere ai mutui garantiti per acquistare la prima casa.

Le banche puntano sui mutui variabili

Le banche continuano invece a proporre con maggiore facilità mutui garantiti a tasso variabile. Le simulazioni mostrano che, nel caso di un mutuo da 160 mila euro a 30 anni, una crescita dell’Euribor potrebbe avere effetti significativi sulle rate mensili. Con un Euribor allo 0,25%, la rata di alcuni mutui potrebbe aumentare fino a oltre il 9%. Con un Euribor allo 0,5%, l’aumento potrebbe superare il 13%. Il problema riguarda soprattutto le famiglie con redditi bassi o limitati, più esposte alle variazioni dei tassi.