Quanto costa vivere e lavorare da remoto in una metropoli come Milano? La cifra la fornisce la neobanca bunq che ha stilato il Working Abroad Index 2026, un indice che confronta il costo mensile della vita in 75 destinazioni distribuite in 41 Paesi, offrendo una panoramica delle spese che devono affrontare i lavoratori da remoto.
Dall’analisi emerge come la Città della Madonnina si confermi una destinazione interessante per professionisti internazionali, expat e nomadi digitali che cercano opportunità lavorative in un contesto urbano dinamico. Il costo della vita, tuttavia, resta un elemento importante da valutare prima di trasferirsi, soprattutto quando si devono sostenere le spese per l’affitto, le bollette, gli alimentari e la connessione internet necessaria per lavorare.
Quanto costa vivere e lavorare da remoto a Milano
Numeri alla mano, per vivere a Milano e lavorare da remoto servono in media 1.970 euro al mese, senza considerare il costo di uno spazio di coworking. Se si aggiunge anche questa voce, il budget mensile stimato sale a 2.212 euro. Una cifra che pone il capoluogo lombardo al di sotto di alcune delle principali destinazioni europee per i professionisti internazionali. A Londra, infatti, il costo mensile stimato raggiunge 3.287,97 euro, mentre a Dublino si attesta a 2.804,63 euro e ad Amsterdam arriva a 2.774,78 euro. Milano risulta quindi circa il 40% meno cara della capitale britannica, il 30% rispetto a Dublino e il 29% rispetto ad Amsterdam. Anche Parigi presenta una spesa mensile leggermente superiore, pari a 2.012 euro, considerando il costo della vita senza coworking.
Il confronto mette in evidenza come Milano possa rappresentare un’alternativa per chi desidera vivere in una grande città europea senza affrontare le stesse spese necessarie in altri importanti centri economici. La possibilità di lavorare da remoto rende questo aspetto particolarmente rilevante per chi può scegliere liberamente dove risiedere, mantenendo il proprio rapporto di lavoro con un’azienda situata altrove. Naturalmente, il costo della vita non è l’unico parametro da considerare. La convenienza di un trasferimento dipende anche dal reddito disponibile, dalla fiscalità applicabile, dalle condizioni contrattuali e dalle eventuali spese sanitarie. Il confronto del report, tuttavia, permette di valutare le principali uscite mensili legate alla vita quotidiana e all’attività professionale.
Affitto, spesa alimentare e bollette: come si calcolano i costi
Ma cosa rientra in quei 1.970 euro al mese? Lo studio prende in esame diverse categorie di spesa:
- alloggio;
- alimentari;
- utenze;
- trasporti pubblici;
- telefonia mobile;
- internet domestico;
- spazi di lavoro.
Per stimare le spese relative ad affitto, alimentari e utenze, l’indagine utilizza i dati del database di Numbeo, che raccoglie informazioni sui prezzi e sul costo della vita nelle città di tutto il mondo.
La componente relativa all’alloggio si basa sull’affitto medio mensile di un appartamento con una camera da letto. Il calcolo distingue tra immobili situati in centro e abitazioni fuori dal centro urbano, così da offrire un parametro di confronto omogeneo tra le diverse destinazioni.
Per le utenze domestiche, invece, viene preso come riferimento un appartamento di 85 metri quadrati. Il calcolo comprende le spese per gas, acqua ed elettricità, alle quali si aggiungono i costi della telefonia mobile e della connessione internet domestica. Anche in questo caso, il report adotta criteri specifici. Per la telefonia mobile vengono considerate offerte che includono chiamate e 10 GB di dati. Per internet domestico, invece, l’analisi prende in esame soltanto piani con una velocità di almeno 60 megabit al secondo e traffico dati illimitato.
Questi parametri sono particolarmente importanti per chi lavora da remoto, perché una connessione affidabile e sufficientemente veloce rappresenta spesso una necessità professionale, non soltanto un servizio accessorio. Le cifre ottenute devono comunque essere interpretate come medie indicative. Il costo effettivo sostenuto da chi vive a Milano può variare in base alla zona, alle caratteristiche dell’immobile, alle condizioni del contratto di affitto e ai consumi personali.
Coworking, quanto incide sul budget di chi lavora da remoto
Per chi svolge la propria attività professionale online, un’altra voce da considerare è il costo dello spazio di lavoro. Alcuni lavoratori utilizzano esclusivamente la propria abitazione, mentre altri preferiscono rivolgersi a spazi di coworking o uffici privati per disporre di una postazione attrezzata e di un ambiente dedicato alle attività professionali. Per calcolare il costo del coworking, bunq ha confrontato le offerte di spazi condivisi e uffici privati disponibili sulla piattaforma CoWorker, ricavando un valore medio per ogni città.
A Milano, il Working Abroad Index 2026 stima una spesa aggiuntiva di 242 euro al mese per questa tipologia di servizio. Il budget complessivo passa così da 1.970 a 2.212 euro mensili. Il costo indicato per il capoluogo lombardo rappresenta però una media delle proposte considerate nello studio e non un prezzo valido per ogni struttura. Le tariffe possono cambiare in funzione della posizione, dei servizi inclusi, della tipologia di postazione e della durata dell’abbonamento. Tuttavia, per chi lavora prevalentemente da casa, questa spesa può non essere necessaria. Per chi, invece, ha bisogno di un ufficio esterno o preferisce separare l’ambiente domestico da quello professionale, il coworking diventa una voce da includere nella pianificazione delle uscite mensili.
A queste spese vanno aggiunti i trasporti pubblici e le utenze, che a Milano risultano più convenienti rispetto a diverse altre destinazioni. La spesa alimentare, al contrario, è relativamente più elevata. Per il trasporto pubblico, bunq ha utilizzato i prezzi pubblicati sui siti ufficiali delle aziende che gestiscono i servizi nelle città considerate. Nel confronto non sono stati inclusi sconti e tariffe speciali, mentre le zone tariffarie selezionate sono quelle situate nelle immediate vicinanze del centro urbano. Il costo effettivo della mobilità a Milano dipende comunque dalle abitudini individuali, dalla distanza tra casa e luogo di lavoro e dalla necessità di spostarsi anche al di fuori della città. Per chi utilizza frequentemente autobus, tram e metropolitana, questa voce rappresenta una componente importante del budget mensile.