I migliori vini siciliani premiati da Gambero Rosso, la guida 2027

Su 31 Tre Bicchieri alla Sicilia, i bianchi sorpassano i rossi: dall'Etna al Grillo di Marsala e Mozia, fino a Pantelleria, Salina e Ustica

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Dalle pendici dell’Etna alle isole minori, passando per le province occidentali e sud-orientali, Gambero Rosso nella sua guida Vini d’Italia 2027 ha inserito ben 31 vini siciliani, premiati con il riconoscimento “Tre Bicchieri”. A dominare la scena quest’anno non sono soltanto i rossi: tra le etichette premiate, i bianchi e i vini dolci o fortificati sono più numerosi, 20 contro 11.

I migliori vini siciliani del 2027, secondo Gambero Rosso

La selezione siciliana del 2027 mostra come il valore del vino regionale non sia più legato a una sola tipologia o a un ristretto gruppo di denominazioni. Le migliori etichette scelte da Gambero Rosso infatti comprendono vini dell’Etna, denominazioni storiche, vitigni autoctoni e produzioni delle isole minori.

Di seguito, l’elenco completo dei vini siciliani che hanno ottenuto il massimo riconoscimento:

  • Biancoviola 2024 – Aldo Viola;
  • Cerasuolo di Vittoria 2024 – Feudi del Pisciotto;
  • Etna Bianco A’ Puddara 2024 – Tenuta di Fessina;
  • Etna Bianco Anthemis 2024 – Monteleone;
  • Etna Bianco Arrigo 2023 – Alta Mora;
  • Etna Bianco Contrada Arcuria 2024 – Restivo;
  • Etna Bianco Contrada Cottanera 2022 – Cottanera;
  • Etna Bianco Contrada Pietrarizzo 2024 – Francesco Tornatore;
  • Etna Bianco Muganazzi 2024 – Graci;
  • Etna Bianco Superiore Contrada Volpare Frontebosco 2025 – Maugeri;
  • Etna Rosso Calderara Sottana 2024 – Girolamo Russo;
  • Etna Rosso Cavanera Rovo delle Coturnie Contrada Marchesa 2022 – Firriato;
  • Etna Rosso Contrada Vigna Monte Gorna Vecchie Vigne Riserva 2020 – Cantine Nicosia;
  • Etna Rosso Vigna Barbagalli 2023 – Pietradolce;
  • Faro 2024 – Le Casematte;
  • Faro Palari 2021 – Palari;
  • Grotta dell’Oro 2025 – Hibiscus;
  • Infatata 2025 – Caravaglio;
  • Magaggiaro Mandrarossa 2025 – Cantine Settesoli/Mandrarossa;
  • Marsala Superiore Secco 2016 – Francesco Intorcia Heritage;
  • Passito di Pantelleria Ben Ryé 2023 – Donnafugata;
  • Sicilia Acini di Grillo 2025 – Possente;
  • Sicilia Grillo Firma del Tempo Riserva 2024 – Cantine Fina;
  • Sicilia Grillo Tasca d’Almerita Whitaker Mozia 2025 – Tasca d’Almerita;
  • Sicilia Grillo Trisole 2025 – Cantine Birgi/Feudo Stagnone;
  • Sicilia Kheirè Grillo Riserva 2024 – Tenuta Gorghi Tondi;
  • Sicilia Nerello Mascalese 2023 – Feudo Arancio;
  • Sicilia Nero d’Avola Duca Enrico 2022 – Duca di Salaparuta;
  • Sicilia Nero d’Avola Saia 2024 – Feudo Maccari;
  • Sicilia Noto Santa Cecilia 2023 – Planeta;
  • Zibibbo 2025 – Barraco.

Anche se i vini rossi continuano a rappresentare una componente fondamentale dell’identità enologica regionale, il peso di bianchi, vini dolci e fortificati nella selezione dimostra che la Sicilia può competere non soltanto attraverso vini potenti e strutturati, ma anche con etichette caratterizzate da freschezza e precisione.

Come i vini siciliani stanno cambiando

La Sicilia è uno dei territori vitivinicoli più articolati d’Italia. L’estensione dei vigneti, la varietà dei paesaggi e la presenza di numerosi microclimi rendono difficile descrivere la produzione regionale attraverso poche caratteristiche comuni. Le condizioni che si incontrano nelle aree costiere di Trapani, nei territori collinari dell’entroterra agrigentino, nelle zone sud-orientali e sui versanti dell’Etna possono essere profondamente diverse.

Questa eterogeneità costituisce una risorsa economica e produttiva importante perché permette alle aziende di lavorare su vitigni differenti, sviluppare identità territoriali riconoscibili e raggiungere segmenti di mercato che cercano prodotti con caratteristiche specifiche. La qualità, però, non dipende soltanto dalla varietà coltivata, ma anche dall’altitudine, dall’esposizione dei vigneti, dalla composizione dei suoli e dalle scelte adottate in cantina.

Il Grillo è uno dei protagonisti di questa evoluzione. Storicamente legato anche alla produzione del Marsala, oggi viene interpretato in modo sempre più articolato, dando origine a vini fermi capaci di esprimere freschezza, struttura e carattere territoriale. Anche il Carricante contribuisce a definire il nuovo volto della viticoltura isolana, trovando sull’Etna condizioni particolarmente favorevoli per esprimere acidità e tensione gustativa. Un vitigno in crescita è infine il Catarratto, che sta progressivamente superando la reputazione di uva destinata prevalentemente alle produzioni di grandi volumi, anche se quest’anno non figura tra le etichette premiate.

Non a caso, l’Etna occupa una posizione centrale nella selezione dei Tre Bicchieri 2027. Le sue condizioni pedoclimatiche, la presenza di vigneti in quota e la diversità dei suoli contribuiscono a creare vini con caratteristiche differenti rispetto a quelli prodotti in altre aree dell’Isola. Questo è un valore aggiunto per le aziende, che oltre alla quantità venduta, devono puntare a costruire un’identità riconoscibile e posizionare le proprie bottiglie in fasce di prezzo coerenti con la qualità espressa, così da differenziare l’offerta siciliana in un mercato internazionale competitivo.