I migliori vini abruzzesi del 2027, quali sono i premiati con i “Tre Bicchieri” Gambero Rosso

Gambero Rosso premia 18 etichette abruzzesi con i Tre Bicchieri 2027: ecco i migliori vini e come cambia il modello di produzione.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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La nuova selezione della guida Vini d’Italia 2027 di Gambero Rosso ha assegnato il riconoscimento “Tre Bicchieri” ben 18 etichette abruzzesi che raccontano l’evoluzione della viticoltura regionale. Si tratta di vitigni locali con stili differenti, ma accomunati dall’attenzione all’equilibrio e alla qualità. Tra i premiati ci sono rossi strutturati, ma anche rosati sempre più identitari e bianchi che dimostrano come l’Abruzzo abbia ancora ampi margini di crescita anche al di là dei suoi vini più conosciuti.

I migliori vini abruzzesi del 2027 secondo Gambero Rosso

Gambero Rosso, in Abruzzo, ha assegnato i Tre Bicchieri a vini che di fatto raccontano una regione in trasformazione, nella quale convivono vitigni storici, denominazioni consolidate e una crescente attenzione alla provenienza delle uve.

Ecco l’elenco completo dei migliori vini abruzzesi inseriti nella guida 2027:

  • Abruzzo Pecorino Superiore Colline Pescaresi Kerrias 2024 – Tenuta del Priore/Col del Mondo;
  • Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino 2025 – Tenuta I Fauri;
  • Cerasuolo d’Abruzzo Giusi 2025 – Tenuta Terraviva;
  • Cerasuolo d’Abruzzo Rosa-ae 2025 – Torre dei Beati;
  • Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Colline Pescaresi Fosso Cancelli 2024 – Ciavolich;
  • Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Terre di Chieti Fossimatto 2025 – Fontefico;
  • Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo 2023 – Emidio Pepe;
  • Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Notàri 2023 – Fattoria Nicodemi;
  • Frontone Pecorino 2022 – Cataldi Madonna;
  • Montepulciano d’Abruzzo Docheio 2024 – La Valentina;
  • Montepulciano d’Abruzzo Le Stagioni del Vino 2024 – Spinelli;
  • Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic Riserva 2022 – Masciarelli;
  • Montepulciano d’Abruzzo Nobu 1830 Riserva 2022 – VignaMadre/Famiglia Di Carlo;
  • Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini Inferi Riserva 2021 – Marramiero;
  • Trebbiano d’Abruzzo Colline Pescaresi Podere Castorani Riserva 2024 – Castorani;
  • Trebbiano d’Abruzzo Vigneto di Popoli 2023 – Valle Reale;
  • Tullum Pecorino Bio 2025 – Feudo Antico;
  • Villamagna 2024 – Torre Zambra.

Non solo denominazioni note, ma anche etichette legate a specifiche aree produttive, che contribuiscono a costruire un’identità enologica più articolata in un settore (come quello enologico) sempre più competitivo a livello nazionale e internazionale.

Come funziona il modello Abruzzo

Uno degli sviluppi più importanti per il futuro del vino regionale riguarda il cosiddetto modello Abruzzo, un nuovo sistema delle denominazioni entrato effettivamente in vigore dalla vendemmia 2024, che punta a:

  • valorizzare le differenze tra le principali aree vitivinicole;
  • offrire strumenti più precisi per identificare la provenienza delle bottiglie.

Il modello individua quattro sottozone, ovvero:

  • Terre di Chieti;
  • Colline Pescaresi;
  • Colline Teramane;
  • Terre Aquilane.

E proprio queste sono state inserite progressivamente nelle etichette, fornendo al consumatore un’informazione ulteriore rispetto alla varietà utilizzata. Poiché il luogo di produzione può incidere sul profilo del vino attraverso fattori come altitudine, esposizione, composizione dei suoli, condizioni climatiche e pratiche agronomiche, indicare una sottozona significa valorizzare queste differenze.

Dal punto di vista commerciale, una maggiore precisione geografica può favorire la riconoscibilità delle etichette nei mercati nazionali e internazionali, oltre a sostenere il lavoro delle aziende che investono sulla qualità e sull’identità dei propri vini. Questo soprattutto perché l’evoluzione del vino abruzzese si sviluppa in un contesto produttivo segnato anche dal cambiamento climatico.

Dopo il forte calo della produzione del 2023, causato in particolare dalle conseguenze della peronospora, nel 2024 i volumi sono tornati a circa 2,29 milioni di ettolitri, ma nel 2025 la produzione si è mantenuta poco sotto i 2,3 milioni di ettolitri. Il comparto ha recuperato dopo una stagione difficile, tuttavia la viticoltura continua a essere esposta a rischi fitosanitari e condizioni meteorologiche sfavorevoli.

Quindi, la competitività futura dipende anche dalla capacità di differenziare l’offerta e creare valore. Un vino riconoscibile per origine, stile e qualità può distinguersi più facilmente in un mercato affollato e sostenere un posizionamento commerciale meno legato alla competizione sul prezzo.