Arriva la busta paga con 1.200 euro in più l’anno: a chi andrà

Governo Meloni al lavoro per il taglio del cuneo fiscale con l’obiettivo di aumentare i salari: in programma un intervento graduale

Ridurre la forbice tra stipendio lordo e netto nella busta paga dei lavoratori. È questo l’obiettivo del governo Meloni con il taglio del cuneo fiscale che dovrebbe essere inserito nella prossima Legge di Bilancio. L’impegno è quello di partire dal 2% previsto dall’esecutivo presieduto da Mario Draghi e arrivare poi gradualmente a 5 punti in meno. Per farlo potrebbe essere rimodulata la spesa pubblica.

Cuneo fiscale, il piano del governo

A confermare che il taglio del cuneo fiscale avverrà in modo progressivo e costante è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. “Non si può fare tutto e subito, possiamo fare ciò che è possibile”, ha evidenziato, precisando che la riduzione di 5 punti è un “obiettivo di legislatura” e che i fondi verranno quindi trovati in corso d’opera.

Il provvedimento, secondo quanto spiegato dal ministro sul palco del Forum annuale della Piccola industria organizzato da Confindustria a Mogliano Veneto, interesserà “per due terzi il lavoratore e per un terzo l’azienda”. E il beneficio per i salari dovrebbe essere significativo, visto il conseguente aumento del netto. Insomma, la rotta sarebbe tracciata.

L’obiettivo, ha specificato Urso, è “incentivare il lavoro nel nostro Paese, aumentando il divario tra chi vive con un sussidio dello Stato e chi vive contribuendo a creare un reddito per la sua famiglia e il suo Paese”. Prima di tutto però è fondamentale accelerare sul Pnrr e le semplificazioni, in modo tale da “dare sprint alle aziende, creare lavoro e difendere le filiere strategiche”.

Qui abbiamo spiegato cosa è il cuneo fiscale e quanto incide sullo stipendio.

La proposta di Confindustria per finanziare la misura

Secondo il numero uno di Confindustria Carlo Bonomi il taglio del cuneo fiscale deve restare una delle priorità dell’esecutivo perché urge “rimettere soldi in tasca agli italiani”.

Il riferimento è soprattutto ai lavoratori che rientrano nelle fasce di reddito più basse e che sono schiacciati dal peso dell’inflazione. L’intervento finale pensato dal governo Meloni stando alle stime avrebbe un costo rilevante: si parla di 16 miliardi di euro.

Ma le risorse secondo Confindustria si possono trovare rivedendo gli oltre mille miliardi di spesa pubblica annua. “Riconfigurare il 4-5% significa avere a disposizione 40-50 miliardi”, ha sostenuto Bonomi.

Qui il piano del nuovo governo per le pensioni e il lavoro.

Busta paga fino a 1.200 euro in più l’anno

Nell’ipotesi di Confindustria il taglio del cuneo fiscale pianificato dall’esecutivo porterebbe 1.200 euro in più l’anno nelle tasche dei lavoratori con un reddito inferiore ai 35mila euro.

Il provvedimento è quindi pensato soprattutto per le fasce meno abbienti della popolazione. Per i dipendenti e i pensionati sotto i 35mila euro annui nel 2021 era già stata destinata la somma una tantum da 200 euro. E per coloro che avevano percepito dai 20mila euro in giù è stato poi aggiunto anche il bonus 150 euro (ne abbiamo parlato nel dettaglio qui)

Secondo quanto certificato dall’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), tra giugno 2021 e settembre 2022 sono stati stanziati per questi interventi contro il carovita circa 63 miliardi di euro.