Reddito di cittadinanza, stretta della Finanza: al via controlli a tappeto

Si infittiscono i controlli della Guardia di Finanza per stanare eventuali furbetti del Reddito di cittadinanza

La Guardia di Finanza ha stilato una lista di beneficiari del Reddito di cittadinanza considerati ad altissimo rischio di indebita percezione: nel mirino delle Fiamme gialle ci sarebbero 2.706 soggetti, selezionati tramite controlli e verifiche incrociate con le banche dati, che ne beneficiano senza potenzialmente averne diritto.

Reddito di cittadinanza, i profili a rischio

L’Inps ha inviato alla Guardia di finanza un elenco di circa 49mila nominativi. L’elenco è stato successivamente analizzato e scremato per individuare le indebite percezioni e per affinare l’estrazione di un elenco per i successivi controlli mirati. Da qui ne è uscito un elenco di 2.700 persone fisiche, ma i controlli interesseranno anche 172 società: nel mirino aziende che di recente hanno effettuato licenziamenti o ricevuto dimissioni sospette. Il dubbio è che, dietro a queste interruzioni dei rapporti di lavoro, si celino casi di percezione indebita del sussidio.

La Gdf ha ricostruito una sorta di profilo di rischio incrociando le informazioni delle banche dati e ha stabilito una scala di pericolosità da 1 a 100: 184 beneficiari hanno ottenuto il punteggio più alto (100) e saranno i primi a ricevere la “visita” della Finanza. Per altri 408, invece, il livello di rischio ha prodotto un punteggio poco più basso (80) con almeno uno dei valori incrociati con i requisiti richiesti per ottenere la prestazione sociale agevolata. E poi ci sono altri 2.030 cittadini e 78 datori di lavoro che vengono considerati comunque profili da tenere d’occhio.

Reddito di cittadinanza, nel mirino della Finanza anche le aziende

Sotto la lente della Guardia di Finanza sono finite anche 172 società, “da cui emergono licenziamenti e dimissioni sospette finalizzate al solo scopo di ottenere il Rdc”. La Gdf ha acquisito i dati concernenti le aziende che hanno effettuato azioni di licenziamento o ricevuto dimissioni nel periodo giugno 2017-marzo 2019 per individuare possibili comportamenti strumentali, a seguito di accordi intercorsi tra azienda e lavoratore, finalizzati a consentire al neo disoccupato l’accesso alla misura di sostegno e proseguendo l’attività lavorativa in nero. Per quanto riguarda l’aspetto delle dimissioni, le Fiamme gialle hanno provveduto a selezionare quelle prodotte per giusta causa avvenute negli otto mesi precedenti al marzo 2019.

Reddito di cittadinanza, le regioni a rischio controllo

La maggior parte dei controlli si concentrerà nelle regioni del Lazio (325 posizioni da verificare di cui 203 solo a Roma e provincia), Lombardia (314 casi) e Campania (287 persone a rischio). Possono dormire sonni più tranquilli i beneficiari del sussidio che vivono in Valle D’Aosta (solo 4 segnalazioni), Molise (18 casi) e Trentino Alto Adige (27).

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