Una nuova riforma della Pubblica amministrazione permetterà ai dipendenti pubblici di diventare dirigenti senza bisogno di passare da un concorso. Il 50% dei posti di rilievo all’interno della Pa saranno coperti da interni, in modo da poterli selezionare non soltanto sulla base di esami e titoli, ma anche sui risultati che hanno ottenuto negli anni di lavoro per lo Stato.
La trasparenza, in queste assunzioni, sarà garantita da controlli e valutazioni indipendenti. La riforma è stata presentata attraverso il disegno di legge sul merito, che è stato approvato in via definitiva il 30 giugno dal Senato ed è diventato legge.
Indice
Come si diventa dirigenti pubblici senza concorso
Per diventare dirigente pubblico prima di questa riforma esistevano due canali principali:
- i concorsi tradizionali;
- il corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione.
La nuova legge istituisce un terzo canale, che coprirà il 30% dei posti di seconda fascia e il 50% dei posti di prima fascia. Queste posizioni saranno riservate a dipendenti interni che avranno quindi la possibilità di fare carriera all’interno della Pa. I requisiti di anzianità saranno:
- 5 anni di servizio per candidarsi a diventare funzionario;
- 2 anni di servizio per candidarsi a una posizione di alta qualificazione.
La selezione avverrà attraverso concorsi interni ma si baserà anche su una valutazione dei risultati ottenuti negli anni di lavoro nella Pa, oltre che ovviamente sui titoli di studio. Il ministro della Pubblica amministrazione Zangrillo ha spiegato:
Non introduciamo soltanto nuove regole, ma promuoviamo un approccio culturale che riconosce il merito, premia i risultati e offre opportunità di crescita a chi lavora nelle nostre amministrazioni.
Il nuovo incarico temporaneo e il periodo di sperimentazione
Superata la prima selezione, però, non si otterrà automaticamente l’incarico. Il candidato sarà infatti sottoposto a un periodo di sperimentazione, nel quale saranno verificate le sue effettive capacità di ricoprire un ruolo da dirigente.
Nemmeno superata questa fase, però, l’incarico è definitivo. Prima, infatti, si dovrà passare da una fase temporanea, che durerà:
- 2 anni per i ruoli di seconda fascia;
- 5 anni per i ruoli di prima fascia.
Se alla fine di questo incarico temporaneo i risultati manageriali saranno soddisfacenti, il ruolo diventerà definitivo.
Come sarà garantita la trasparenza delle assunzioni
La principale critica a questa riforma è che rischia di compromettere la trasparenza delle assunzioni che non passano dai concorsi. Per questa ragione, saranno istituite commissioni indipendenti composte da sette persone, estratte a sorte tramite il portale InPa, che valuteranno i candidati. Questo dovrebbe impedire conflitti di interesse nelle assunzioni.
Infine, anche i premi di produttività cambieranno. Non potranno più essere distribuiti senza criteri, ma dovranno rispettare linee guida precise. Solo il 30% dei dipendenti potrà ricevere i punteggi massimi e il riconoscimento di eccellenza sarà riservato solo al 20% mili gore tra loro.