Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok a due programmi di investimento destinati alla realizzazione di data center in Italia, per un valore complessivo di circa 6,8 miliardi di euro. I progetti porteranno alla creazione di oltre 3.900 posti di lavoro, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia nel mercato europeo dell’intelligenza artificiale.
L’approvazione rientra nelle procedure previste dall’articolo 13 del decreto Asset, che consente di accelerare la realizzazione di investimenti considerati fondamentali per il Paese.
Dove saranno avviati i nuovi data center in Italia
Come comunicato dal Mimit il 4 agosto 2026, il governo ha dato il via libera per:
- un campus hyperscale in Lombardia.
- un hub tecnologico nel Sulcis, in Sardegna, destinato a coniugare data center, intelligenza artificiale ed energie rinnovabili.
Il progetto promosso da K2 Strategic Infrastructure Italy S.r.l. (controllata dalla società internazionale K2 Strategic Pte. Ltd) è quello economicamente rilevante – circa 5,3 miliardi di euro – e interesserà i Comuni di Zibido San Giacomo e Lacchiarella, nella Città Metropolitana di Milano, dove sorgerà un enorme campus dedicato ai data center hyperscale.
Il secondo investimento, denominato Digital Vault Sulcis, è promosso invece dalla società Energy Vault Sulcis S.r.l. (controllata indirettamente da Energy Vault Holdings Inc.) e sorgerà presso l’ex miniera di carbone di Monte Sinni, a Nuraxi Figus, nel Comune di Gonnesa, nel Sud Sardegna.
Nuove opportunità di lavoro in Lombardia, i profili ricercati
In Lombardia la fase di sviluppo del campus hyperscale durerà circa quattro anni e richiederà mediamente 2.000 lavoratori ogni anno, coinvolgendo imprese edili, impiantistiche, ingegneristiche e numerose aziende specializzate.
Terminata la realizzazione dell’opera, il campus entrerà nella fase operativa, garantendo:
- circa 200 posti di lavoro diretti altamente qualificati;
- circa 1.300 occupati nell’indotto permanente, destinati alle attività di manutenzione, sicurezza, gestione degli impianti e servizi tecnologici.
Considerando sia il periodo di costruzione sia quello di esercizio, il progetto potrà quindi generare fino a 3.500 opportunità occupazionali.
In Sardegna previste circa 400 assunzioni
Il progetto del data center edge Ai in Sardegna – che secondo il Mimit raggiungerà una capacità fino a 30 Mw – una volta completato, consentirà di creare circa 400 posti di lavoro annui, considerando sia gli addetti diretti sia l’indotto.
Oltre agli effetti occupazionali, l’iniziativa punta a rilanciare il Sulcis attraverso la riqualificazione di un’area mineraria ormai dismessa, investendo nella nascita di un nuovo ecosistema industriale ad alto contenuto tecnologico.
Se questi numeri si aggiungono al progetto lombardo, complessivamente si supera la soglia delle 3.900 opportunità occupazionali, concentrate prevalentemente in attività ad elevata specializzazione tecnologica, ma con importanti ricadute anche nei comparti delle costruzioni, della logistica, della manutenzione, della sicurezza e dei servizi.
Aumentano gli investimenti per i data center: i programmi attivi in Italia
Con l’approvazione dei progetti K2 ed Energy Vault, diventano sette i programmi di investimento riconosciuti di interesse strategico nazionale nel settore dei data center in Italia.
Oltre a questi due nuovi interventi, erano infatti già stati approvati:
- Amazon, con circa 1,2 miliardi di euro tra Rho, Pero e Zibido San Giacomo;
- Vantage, con un investimento di 8 miliardi di euro tra Melegnano, Settimo Milanese, Cornaredo e Tavazzano;
- EdgeConnex, con circa 3 miliardi di euro nei Comuni di Opera, Pieve Emanuele, Fizzonasco e Bertonico;
- Equinix, con un investimento di circa 4 miliardi di euro tra Settimo Milanese e Cusago;
- Techbau, con circa 4 miliardi di euro destinati al Comune di Trino Vercellese, in Piemonte.
Tenendo conto di tutti quelli attivati, il valore complessivo supera ormai i 25 miliardi di euro.