Morte del coniuge in comunione dei beni: cosa fare

La morte del coniuge è un evento drammatico per la vita di una persona. La legge italiana prevede la spartizione dei beni del defunto, seguendo delle regole precise

Quando muore il coniuge la gestione del patrimonio del defunto è l’ultima cosa a cui pensa il sopravvissuto: le emozioni correlate a questo evento luttuoso portano spesso il coniuge in vita a trascorrere un periodo di depressione ed introversione. Fortunatamente le leggi italiane sono molto precise a riguardo della suddivisione dei beni tra gli eredi. In questo modo il coniuge superstite è sempre tutelato dalla legge, anche nel caso in cui sia presente un testamento che lo esclude dall’asse ereditario, o che i figli desiderino acquisire la casa di famiglia o altri beni di proprietà comune tra il defunto e il coniuge.

Il caso più comune si ha quando i coniugi erano in comunione dei beni: tutti gli averi del defunto sono già, per la metà, di proprietà dell’altro coniuge. Il restante 50% viene suddiviso in diverso modo, a seconda del fatto che i figli, o anche il singolo defunto, abbiano dei figli. Infatti la presenza di figli in vita li rende eredi diretti della persona dipartita, e quindi loro spetta una quota dell’eredità: per la precisione la metà dei beni.
Se invece non ci sono figli il coniuge riceverà tutti i beni della persona deceduta, che diventeranno di sua proprietà. La tassa di successione è stata aumentata nel 2016, e oggi ammonta al 7% del valore dei beni ereditati, che sono da pagare solo sulla quota che eventualmente dovesse eccedere i 400.000 euro. In caso contrario il coniuge non deve alcun tipo di tassa allo stato.

Al coniuge spettano anche dei particolari bonus, che dovrebbero permettergli di trascorrere la vecchiaia in serenità. Infatti gli sarà accreditato il 60% del trattamento pensionistico del defunto, che aumenta del 10% per ogni figlio in vita della coppia. Nel caso in cui il marito, o la moglie, abitasse nella casa di famiglia, anche in presenza di figli tale abitazione gli può essere ceduta con possesso indiviso fino alla sua morte. In questo modo non è necessario vendere l’abitazione principale per effettuare una corretta divisione dei beni tra tutti i parenti diretti superstiti. Nel caso in cui il defunto abbia lasciato un testamento, tale atto giuridico può disporre solo di una quota dei beni di possesso del defunto. Al coniuge spetta comunque la metà dei beni, nel caso siano presenti due o più figli i due terzi dell’eredità saranno assegnati secondo la legge, solo il restante terzo seguirà i voleri indicati nel testamento.

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