Tutti i tipi di apprendistato e le loro caratteristiche

Scopri qui in cosa consistono le 3 tipologie di contratto di apprendistato e le loro retribuzioni.

Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro che prevede un primo periodo formativo seguito, in accordo tra entrambe le parti, dalla sua evoluzione in contratto a tempo indeterminato. Di seguito verranno analizzate le tre tipologie contrattuali con le principali caratteristiche come il vincolo dell’età e la retribuzione che regolano il mercato del lavoro di oggi.

Il Jobs act e le modifiche interne per età, durata e stipendio

Il contratto ha delle regole interne specifiche che vanno a stabilire l’età dell’apprendistato minima e massima, il suo stipendio nonché la durata dell’accordo. Grazie alle statistiche effettuate sui dati archiviati dall’INPS, si è assistito, nell’ultimo quadriennio, ad un aumento di assunzioni di lavoratori in apprendistato. Le disposizioni aggiornate sono incluse nel Jobs Act, agli articoli da 41 a 47. Questo, assieme al decreto legislativo n. 81/2015 hanno introdotto una serie di provvedimenti che hanno modificato a pieno regime l’accordo di lavoro.

Tali cambiamenti hanno fatto nascere una suddivisione in tre tipologie di contratto: l’apprendistato per la qualifica professionale, l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere ed infine l’apprendistato di alta formazione e ricerca. Per incentivare nuove assunzioni, la Legge di Bilancio 2020 ha stabilito un bonus specifico per i contratti di apprendistato registrati dalle piccole e medie imprese.

Contratto di apprendistato: i giovani entrano nel mondo del lavoro

Il contratto di apprendistato accoglie i giovani fino ai 29 anni d’età. Il limite anagrafico non sussiste nel caso di disoccupati percettori di Naspi, Asdi, Dis-Coll o mobilità: il Jobs Act ha allargato la possibilità di assunzione per riaccogliere i lavoratori che utilizzavano i sussidi. L’apprendistato presenta vari fattori di vantaggio che si ripercuotono sul datore di lavoro (si tratta principalmente di agevolazioni retributive e contributive) così come sul giovane occupato. Si parla di un contratto con una retribuzione variabile a seconda della classificazione che prevede parallelamente all’attività operativa vera e propria un percorso di formazione specifico.

In linea generale, il contratto di apprendistato è rivolto ai giovani; in ogni caso si tratta di un accordo che deve prevedere una fase volta all’acquisizione delle competenze professionali o alla riqualificazione di una professionalità elaborate attraverso uno specifico piano redatto. Per quanto concerne la retribuzione, si può essere inquadrati fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, o in alternativa riscuotere un compenso graduale in base alla percentuale o all’anzianità di servizio.

I tre tipi di apprendistato

Come accennato, attraverso il Jobs Act si registra oggi la compresenza di tre tipi d’apprendistato: l’apprendistato per la qualifica professionale, il quale ha come scopo consentire a tutti coloro impegnati negli studi e più in generale  nella formazione di far pratica nel mondo del lavoro; l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, che si prefigge l’apprendimento di un lavoro o di un mestiere, ed infine l’apprendistato di alta formazione e ricerca, che punta al conseguimento del diploma di istruzione secondaria, laurea, master o dottorato di ricerca e praticantato per l’accesso agli ordini professionali.

Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale

La prima tipologia contrattuale per la qualifica e per il diploma professionale si rivolge al giovane pubblico di età compresa tra i 15 e i 25 anni che al giorno d’oggi sono spesso e volentieri impegnati in un percorso formativo scolastico (liceale e di seguito universitario) o che ad ogni modo hanno intrapreso altri percorsi professionalizzanti e hanno il desiderio di maturare esperienza nel mondo del lavoro per cui si stanno preparando. Il contratto in tal caso prevede una durata massima generale che non supera i tre anni. La retribuzione è pari a 2 mila euro all’anno nel caso di minorenni e di tre mila euro per i maggiorenni.

Apprendistato professionalizzante

Il contratto di apprendistato professionalizzante prende in esame una fetta di lavoratori di poco maggiori di età: dai 18 ai 29 anni e se in possesso di qualifica professionale, anche i giovani a partire dall’età di 17 anni. La qualifica prevista da questa tipologia di apprendistato è differente sulla base di quanto previsto dai CCNL di categoria. Stesso principio vale per il compenso e la durata, che in genere non può essere inferiore ai 6 mesi e non può oltrepassare i tre anni. Il contratto dovrà presentare per iscritto la qualifica che risulterà possedere il lavoratore in questione al termine dell’apprendistato.

Come accennato, le riforme del Jobs Act hanno allargato la platea di utenza, accogliendo anche i disoccupati percettori di Naspi, Dis-Coll ed includendo altri ammortizzatori sociali senza esclusione d’età. Il contratto d’apprendistato prevede uno stipendio regolare, e la retribuzione in linea generale parte dal 60% della retribuzione prevista per il proprio livello d’assunzione, che gradualmente nel corso degli anni passerà al 100%.

Apprendistato per l’alta formazione e ricerca

Contratto di apprendistato per l’alta formazione e ricerca: la terza tipologia contrattuale accoglie le richieste di persone in cerca di lavoro dai 18 fino ai 29 anni. L’obbiettivo madre è acquisire il diploma di istruzione secondaria così come la laurea, un master, il dottorato di ricerca e il praticantato per l’accesso agli ordini professionali. Può facilitare l’entrata dei neo lavoratori impegnati nelle aree di ricerca delle aziende. La durata è variabile in base al titolo di studio che si intende conseguire. Riguardo il compenso, questo è stabilito dal CCNL e al livello di inquadramento.

La formazione obbligatoria: termini e durata attraverso il piano individuale

La formazione è parte essenziale del contratto senza la quale questo non sussisterebbe, per questo esistono delle sanzioni a cui può andare in contro il datore di lavoro che non assolva entrambe le fasi (apprendistato più lavoro). Il percorso professionalizzante avviene sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Nel primo caso, si fa riferimento ad un piano formativo personale, allegato al contratto di assunzione, che definisce gli scopi da raggiungere tramite il contributo di un tutor o altro referente. Riguardo la formazione esterna, invece, ci si avvale di strutture formative specializzate.

La durata della formazione, così come avviene per l’apprendistato, è vincolata alle tre tipologie: il percorso preparatorio per la qualifica e per il diploma professionale contempla almeno 400 ore nel corso dell’anno, per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere si ha una durata di 120 ore nel triennio, mentre per l’alta formazione e ricerca è variabile in base agli accordi regionali con le parti sociali e le Università, nonché a seconda del titolo di studio da conseguire.

La retribuzione e il trattamento fiscale in base al contratto

In termini di compenso, questo varia a seconda di tre elementi: il tipo di apprendistato, la qualifica da conseguire e il livello di inquadramento (il quale non può essere inferiore a 2 livelli rispetto a quelli di un lavoratore che ha il medesimo incarico).

L’obiettivo è quello di rendere sempre più omogenea la retribuzione dei contratti d’apprendistato rispetto a quella di un lavoratore qualificato. Per quanto riguarda la questione fiscale, si ha un’agevolazione grazie all’aliquota ridotta. I diritti che spettano al lavoratore in formazione prevedono la copertura assistenziale in caso di malattia e di maternità, l’assicurazione contro le malattie (anche professionali), l’invalidità, la vecchiaia e gli infortuni sul lavoro, l’assegno per il nucleo familiare e gli ammortizzatori sociali non ordinari Naspi(al pari degli altri colleghi), in caso di crisi dell’azienda.

In caso di malattia o altra ragione involontaria di sospensione dell’apprendistato che vada oltre i 30 giorni, questo ha il diritto di prolungare il suo periodo di formazione professionalizzante.

La durata del contratto di apprendistato

Oggi, la durata contrattuale del periodo di formazione cambia sempre seguendo lo schema tripartito: l’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale dura rispettivamente 3 e 4 anni; l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere prevede 3 anni (anche se per alcune professioni dell’artigianato può arrivare fino ad un periodo di 5 anni) mentre l’apprendistato di alta formazione e ricerca ha periodo variabile regolato dalle istituzioni scolastiche che rilasciano il titolo di studio e dalle Regioni. Solitamente, il periodo non è inferiore alla durata del corso di studio e può essere anche superiore. Il periodo dell’apprendistato cambia anche sulla base delle proprie esperienze e in funzione delle qualifiche conseguite.

Contratto di apprendistato: agevolazioni

L’aumento di datori di lavoro che richiedono tale modalità contrattuale sono incentivati anche dalla possibilità di far ricorso a delle agevolazioni fiscali. È infatti possibile con l’apprendistato dedurre contributi e spese dalla base imponibile Irap, l’esclusione dei lavoratori assunti con contratto di apprendistato dal calcolo dei limiti numerici stabiliti dalle leggi e dai contratti collettivi e la possibilità di impiegare ad un costo minore rispetto a quanto stabilito per altre tipologie contrattuali.

Il contratto in questione, inoltre, ha un’aliquota contributiva agevolata che si ripercuote sia sull’azienda che sul dipendente. Se il contratto è stato firmato dopo la conferma di un tirocinio aderente al programma di Garanzia Giovani, l’impresa può beneficiare di un ulteriore bonus contributivo.

La novità della Legge di Bilancio del 2020 ha accolto delle agevolazioni per i contratti di apprendistato di primo livello registrati da aziende che hanno fino a 9 dipendenti. L’esenzione contributiva per tutte quelle aziende che assumono è pari al 100% per i primi tre anni di contratto. In seguito, l’aliquota per il calcolo dei contributi sarà pari al 10%.

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