Pubblicato concorso per lavorare nel Segretariato generale della Presidenza della Repubblica

Requisiti, stipendio, prove d'esame e come candidarsi per i 6 posti di referendario amministrativo al Quirinale: domande entro il 22 ottobre

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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È stato pubblicato un nuovo concorso pubblico per l’assunzione di personale nel Segretariato generale della Presidenza della Repubblica. Il bando, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 settembre 2026, si rivolge a persone in possesso di una laurea, interessate alla carriera direttiva amministrativa. Nello stesso sono stati specificati i dettagli relativi ai profili ricercati, i requisiti specifici d’accesso richiesti e le modalità di invio della candidatura.

Bando Segretariato generale della Presidenza della Repubblica, i posti a concorso

La selezione pubblica è finalizzata alla copertura di 6 posti di referendario amministrativo all’interno della struttura amministrativa del Quirinale. Due dei sei posti, quindi un terzo del totale, sono riservati al personale già di ruolo del Segretariato generale che raggiunga nella graduatoria finale un punteggio almeno pari alla media ottenuta dagli altri candidati idonei.

Se i posti riservati non vengono utilizzati, vengono assegnati agli altri candidati che hanno superato il concorso, seguendo l’ordine della graduatoria. Il bando prevede inoltre la possibilità di assegnare il personale assunto ai diversi uffici, servizi e sedi del Segretariato generale.

I vincitori vengono inizialmente assunti in prova nel ruolo della carriera direttiva amministrativa. Prima dell’assunzione devono dimostrare di possedere i requisiti dichiarati nella domanda e vengono sottoposti agli accertamenti medici previsti dal bando.

Questo periodo dura un anno di servizio effettivo e se si conclude con un giudizio favorevole, il vincitore viene confermato definitivamente nel ruolo, quindi assunto con contratto a tempo indeterminato.

Chi può partecipare al concorso per lavorare al Quirinale

Per partecipare al concorso occorre essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso alla pubblica amministrazione, ovvero:

  • avere la cittadinanza italiana;
  • godere dei diritti civili e politici;
  • possedere idoneità fisica all’impiego;
  • non aver riportato eventuali condanne e procedimenti penali;
  • essere maggiorenni.

Per quanto riguarda l’età anagrafica, però, l’età massima per candidarsi al concorso è 40 anni (45 anni se si è dipendenti di ruolo di organi costituzionali o di altre amministrazioni pubbliche). Inoltre, alla selezione possono partecipare solo coloro i quali hanno conseguito una laurea magistrale, una laurea specialistica o una laurea del vecchio ordinamento. Il titolo di studio conseguito all’estero è ammesso se risulta riconosciuto equivalente.

Come fare domanda

Chi è interessato a partecipare deve presentare domanda online, attraverso l’apposita procedura informatica disponibile sul sito della Presidenza della Repubblica, entro le ore 18 del 22 ottobre 2026. L’iter si considera concluso se risulta il pagamento del contributo di segreteria (pari a 12 euro).

Una volta completata la compilazione:

  • il sistema registra la data di presentazione e assegna al candidato un numero identificativo;
  • la domanda compilata deve essere stampata e firmata. Il documento, infatti, dovrà essere consegnato in occasione della prima prova scritta.

Prove di concorso

Qualora le domande di partecipazione superino di venti volte il numero dei posti a concorso – ovvero in presenza di oltre 120 candidature – è prevista una prova preselettiva, che consiste in 100 domande a risposta multipla sulle principali materie richieste dal concorso, ovvero:

  • diritto costituzionale;
  • diritto amministrativo;
  • contabilità di Stato;
  • diritto dell’Unione europea.

Le informazioni sulla sede e sulla data della preselezione saranno pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 13 novembre 2026. Nella stessa occasione sarà fornita una banca dati.

Il tempo disponibile sarà di 80 minuti. Il sistema di valutazione prevede un punto per ogni risposta corretta, mentre vengono sottratti punti in caso di risposta sbagliata, multipla oppure non data. Il punteggio della preselezione serve esclusivamente a individuare i candidati che potranno proseguire nella selezione e non incide sul voto finale. Saranno ammessi alle successive prove i primi 60 candidati, chiamati a svolgere quattro prove scritte e una prova orale.

Le prove scritte riguardano:

  • diritto costituzionale;
  • diritto amministrativo;
  • contabilità di Stato e diritto dell’Unione europea.

Per ciascuna materia il candidato deve preparare un elaborato e ha a disposizione sei ore. Ogni prova vale al massimo 30 punti. Per arrivare all’orale occorre ottenere una media di almeno 21 punti su 30 nelle quattro prove e non scendere sotto i 18 punti in nessuna delle singole prove.

La prova orale, invece, comprende le stesse principali materie affrontate negli scritti, con l’aggiunta di diritto civile e inglese (in questo caso il candidato dovrà leggere e tradurre un testo scritto e poi affrontare una conversazione in lingua). Per superare questa ultima fase è necessario ottenere almeno 21 punti su 30.

Stipendio

Per la qualifica di referendario amministrativo la retribuzione netta iniziale si attesta generalmente tra i 2.500 e i 3.000 euro netti al mese (pari a un lordo annuo di ingresso compreso mediamente tra i 45.000 e i 55.000 euro), inclusa l’indennità specifica di organo costituzionale. Durante il primo anno di servizio in prova, l’assunto percepisce lo stesso stipendio e ha gli stessi diritti e doveri del personale già di ruolo.

Sono previsti poi nel corso degli anni scatti di anzianità biennali e progressioni economiche legate alle valutazioni di merito e all’avanzamento nelle qualifiche della carriera direttiva amministrativa.