L’arte è il nuovo mattone: intervista a Deodato Salafia

Il mondo dell'arte e delle gallerie è apparentemente complesso e inavvicinabile: abbiamo chiesto a Deodato, uno dei più noti galleristi italiani, se è davvero così

Etica, umiltà, accessibilità e progettualità. Sono queste le quattro parole chiave che – assieme ad uno spiccato orientamento per il business – hanno reso Deodato Salafia uno dei più importanti e noti galleristi italiani. Tutto è iniziato quasi per gioco, con degli investimenti modesti ma fortunati in opere d’arte e si è trasformato oggi in un vero e proprio impero. Una doppia sede a Milano, una a Como, una a Porto Cervo, un’altra ancora in Svizzera e ad Hong Kong, la Galleria Deodato è diventata un vero e proprio punto di riferimento nel mercato dell’Arte Contemporanea.

Mimmo Rotella, Damien Hirst, Keith Haring, Mr Brainwash, Marco Lodola, Banksy, Andy Warhol, Takashi Murakami, Jeff Koons sono solo alcuni degli artisti trattati da Deodato, che ha di recente anche pubblicato un libro dedicato proprio a chi vuole investire in arte, anche delle cifre tutto sommato modeste.

Ecco perché abbiamo voluto scambiare due chiacchiere proprio con Deodato Salafia, per fare un po’ di chiarezza in un mondo complesso come quello dell’arte e delle sue gallerie.

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