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Intervista a Lucio Carli: “In cosmetica diamoci del tu”

Dall'omnicanalità all'e-commerce, passando per l'importanza della forza lavoro femminile: ne abbiamo parlato con Lucio Carli, alla guida di Mediterranea Cosmetics.

Nella splendida cornice di Imperia, risiede dal 1911 il gruppo Fratelli Carli, un’azienda ligure che tutti noi conosciamo per la produzione di olio d’oliva di altissima qualità. Una realtà che, ancorata ai valori del proprio passato, è riuscita ad abbracciare il futuro con grande lungimiranza.

Ecco che con l’olio come materia prima, assieme ad una costante ricerca e innovazione, il gruppo Carli ha deciso di avviare nel 1997 una produzione di creme per la cura di viso, mani, corpo, oli profumati per massaggi e tantissimi altri prodotti per la cosmesi.

Così è nata Mediterranea Cosmetics, la costola cosmetica di Olio Carli, tuttora in forte crescita. Un brand orgogliosamente “Made in Italy” e fortemente innovativo, che mette costantemente al centro di ogni attività la soddisfazione del cliente. Alla sua guida c’è Lucio Carli, con il quale abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata sui temi dell’omnicanalità, dell’e-commerce e nuove opportunità di business.

Porti un cognome importante, quello della famiglia Carli, che tutti noi oggi associamo all’olio. In che modo e quando hai trovato un filo rosso tra il settore oleario e quello cosmetico?
La nostra fortuna è sempre stata il legame diretto che abbiamo con il cliente, che ci ha consentito pian piano di evolverci dalla semplice produzione di olio, a quella di prodotti alimentari diversificati, fino ad arrivare appunto alla cosmetica. Io personalmente sono laureato in chimica e tecnologia alimentare e – avendo trovato molte analogie con la cosmetica – ho affrontato questa materia con gran passione: alcune problematiche produttive sono simili, devi mantenere una qualità organolettica e contemporaneamente fornire soluzioni precise. Mi sono quindi affinato in questo settore, cercando di imparare dai maggiori esperti italiani, uno su tutti Diego Dalla Palma che è un caro amico e mi ha insegnato la preziosa arte del make-up. Mediterranea non nasce quindi dal semplice marketing, ma dalla voglia di fare bene un prodotto ed è proprio su queste basi che si è affermata nel tempo.

Un rapporto costante con il cliente dal giorno uno.
Esattamente, con la consapevolezza che stai lavorando per qualcuno che può fornirti un feedback e anzi sei tu stesso ad invitare a farlo, per migliorare costantemente.

Quando Mediterranea Cosmetics è nata, qual è stato il feedback dei vostri clienti?
All’inizio vi erano solo otto prodotti molto legati all’olio e piacque molto. Abbiamo però capito subito che la direzione da prendere era totalmente diversa rispetto a quella dei prodotti alimentari: nella cosmetica ci vuole molta innovazione e i prodotti vengono sostituiti velocemente.

Il percorso di Mediterranea Cosmetics è senza dubbio inedito e ha da sempre viaggiato sulla strada dell’omnicanalità e del web, anche in tempi non sospetti.
Nell’ottobre del ’96 ho ricevuto il primo ordine online di olio in Italia, avevamo fatto un piccolo sito all’epoca, ben prima della nascita di Amazon e di qualunque altro e-commerce. Il primo sito di Mediterranea è nato a marzo del ’97 e da quel momento abbiamo continuato a credere fortemente in tutte le attività digitali e social, per avere un legame costante con la nostra clientela.

Nell’e-commerce ci avete creduto fin da subito, quando non era così scontato. E’ stata una scommessa o hai avuto una particolare vision all’epoca?
E’ stata una scommessa, che però ho visto prender forma giorno dopo giorno. I primi siti li abbiamo fatti in modo molto pionieristico, e aver preso la strada giusta fra i primi è stato importante. Il nostro e-commerce cresce quotidianamente e ovviamente questo momento di lockdown ha fatto scoprire a tanti italiani questa possibilità di acquisto.

A proposito di lockdown, come ha vissuto la tua azienda questo momento di emergenza sanitaria?
Le scelte di IT che abbiamo fatto nel tempo sono state quelle ci hanno consentito oggi di poter continuare nonostante il lockdown. Abbiamo potuto mettere in smart working molte persone che hanno continuato a lavorare come se fossero in azienda e ciò ha permesso di continuare a prendere ordini dai clienti, di dare risposte a tutte le loro necessità e di seguire in generale l’adempimento del progetto.

Parlare di Carli significa evocare oltre cent’anni di storia: ti saresti mai aspettato di vivere sulla tua pelle una situazione come quella che stiamo vivendo oggi?
I nostri nonni e i nostri genitori ci hanno sempre raccontato che la nostra azienda ha superato due guerre: nella Prima Guerra Mondiale tre dei quattro fratelli Carli erano al fronte, nella Seconda la nostra azienda ha addirittura subito dei bombardamenti. Per cui abbiamo già sofferto storie difficili. Un periodo come questo è sicuramente molto complesso, ma siamo riusciti comunque a guardare avanti: ci siamo rimboccati le maniche e siamo rimasti sempre operativi. Respiro quest’azienda da quando sono nato e mi è venuto naturale portarla avanti soprattutto in questo momento.

Dal 1997 – anno in cui avete deciso di lanciare la prima linea cosmetica – ad oggi sono passati più di vent’anni. In che modo è cambiato il mercato della cosmetica in tutto questo tempo?
E’ diventato molto più competitivo: i marchi sono sempre di più e fare cosmetica può sembrare una cosa semplice alla portata di tutti. Farla in modo serio, abbiamo scoperto nel tempo, non è invece così facile. Bisogna metterci grande impegno ed è quello che oggi fa sì che Mediterranea cresca di giorno in giorno, anche grazie ad un team di persone straordinarie che si è costruito in questi anni. Dal laboratorio della bellezza, che è la nostra fucina di idee, fino ad arrivare a chi prepara gli ordini e gestisce il servizio clienti e la formazione della forza vendita, è bello confrontarsi con tutti per aggiungere nuove idee e guardare sempre più lontano.

A proposito di team, quello di Carli è costituito dal 60% di personale femminile.
Addirittura in Mediterranea siamo attorno al 75% di donne. Alla guida c’è un uomo – ovvero il sottoscritto – ma il team è fortemente femminile, anche perché la nostra clientela è prevalentemente femminile. Un team di donne, che lavora per le donne.

Non esiste estetica, senza l’etica: in che modo avete raccolto questa sfida?
Abbiamo un protocollo che fornisce un’identità di prodotto ben precisa, con una serie di vincoli, per esempio una blacklist di ingredienti, tra cui i parabeni, i petrolati e tutti i derivati di origine animale che non utilizziamo. Tutti i nostri prodotti sono “Made in Italy” e in questo momento è un aspetto quanto mai importante, anche perché la cosmetica italiana è davvero di altissima qualità. Inoltre, a partire da quest’anno, abbiamo fatto nascere un “Codice della bellezza”: grazie ad un comitato di sostenibilità analizziamo tutte le attività che dovremo fare in futuro alla luce della sostenibilità del nostro pianeta.

Quali sono i vostri piani per il futuro?
Sicuramente vogliamo lavorare sempre di più sull’omnicanalità, perché la marcia in più per il futuro sarà proprio questa: mantenere le attività che facciamo sul digitale e sull’e-commerce, ma allo stesso tempo avere sempre più punti fisici di contatto con il cliente, che siano spazi retail o luoghi nei quali fare cultura attorno al nostro prodotto. Vogliamo far sentire sempre di più la nostra vicinanza alla clientela e farle capire come utilizzare al meglio Mediterranea. E infine un grande rispetto per il pianeta, come del resto abbiamo fatto finora, sottolineando questa mediterraneità italiana, che vogliamo far diventare il punto d’approdo di questo nostro viaggio. Un meraviglioso viaggio, lungo più di cent’anni.

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