Caos aeroporti a Pasqua: quali i voli cancellati (e perché)

Assenze di massa del personale e voli cancellati nei giorni prima e dopo Pasqua stanno rendendo a molti difficile viaggiare questa settimana, e altre rotte potrebbero saltare

Diverse compagnie aeree con voli programmati nella settimana di Pasqua stanno sospendendo o cancellando le prenotazioni, con i passeggeri che si sono trovati da un giorno all’altro a dover riorganizzare i propri spostamenti o – nella maggiore delle ipotesi – a rinunciare al viaggio.

A mettere in difficoltà le aziende le assenze di massa del personale nel Regno Unito.

Cosa sta succedendo nel Regno Unito e perché molti voli sono stati cancellati (anche in Italia)

Le Risorse Umane hanno iniziato una vera e propria corsa contro il tempo già la scorsa settimana, per assumere personale a chiamata e/o in sostituzione degli assenti, fino a quando è stato chiaro che non sarebbe stato possibile garantire tutte le rotte. Così prime comunicazioni sono state inviate ai clienti.

A chi è stata confermata la cancellazione del volo è stata data anche la possibilità di scegliere tra altre opzioni, ma diversi – nel non riuscire a incastrare impegni e coincidenze – hanno dovuto rinunciare alle vacanze di Pasqua.

L’aumento dei casi Covid in Inghilterra ha costretto buona parte del personale impiegato negli aeroporti di Londra a rimanere a casa, portando le compagnie aeree a dover sospendere i voli, proprio nella settimana in cui gli spostamenti da e per l’Inghilterra sarebbero stati più intensi.

Il rientro di molti dipendenti, anche se ormai guariti, sta richiedendo inoltre più tempo del solito, così ai voli già cancellati la scorsa settimana se ne stanno aggiungendo altri, con sospensioni che potrebbero estendersi ai rientri (previsti nei giorni subito dopo Pasqua e Pasquetta) e che potrebbero coinvolgere anche l’Italia.

Caos aeroporti e voli cancellati: quali sono le compagnie aeree coinvolte

Le prime cancellazioni sono state confermate a inizio settimana, facendo saltare le partenze programmate già da diverso tempo. Il mancato rientro e le numerose assenze del personale, inoltre, potrebbero comportare altre sospensioni o cambi di orario dei voli.

Chi è riuscito a partire da o per il Regno Unito, cambiando la data di partenza, potrebbe vedersi annullare o spostare anche il viaggio di rientro. Le compagnie interessate sono principalmente EasyJet e British Airways, che hanno entrambe apportato importanti modifiche ai loro orari.

EasyJet ha cancellato 62 voli di linea lunedì, ai quali si sono aggiunti altri 25 voli da o per Gatwick annullati recentemente, che hanno interessato principalmente le rotte tra l’aeroporto del West Sussex e Amsterdam, Copenaghen, Glasgow, Valencia, Milano e Venezia. British Airways, invece, ha cancellato circa 64 voli nazionali o europei da o per Heathrow prima di Pasqua (dopo le 115 sospensioni a inizio settimana).

Le rotte del Regno Unito interessate includono i voli tra Heathrow e Aberdeen, Edimburgo, Manchester e Newcastle. Tra le rotte internazionali interessate c’erano i servizi da e per Berlino, Dublino, Ginevra, Parigi e Stoccolma.

A questo punto le opzioni a disposizione del viaggiatore sono tre:

C’è da dire, tuttavia, che in molti casi le compagnie aeree hanno dato la possibilità ai passeggeri di partire scegliendo un volo programmato per lo stesso giorno. Quando questo non è stato possibile i viaggiatori sono stati costretti a prenotare all’ultimo minuto un altro biglietto per lo spostamento o, come già detto, a rivedere o cancellare i propri piani per Pasqua.

Intanto, uno dei portavoce EasyJet ha puntato il dito contro le autorità sanitarie inglesi. I lavoratori degli aeroporti coinvolti, infatti,  se risultati positivi al Covid sono obbligati a rimanere a casa proprio come prevede la legge. Il rientro al lavoro è tuttavia subordinato al rilascio di apposita certificazione, un po’ come in Italia (qui le nuove regole di isolamento e quarantena). Ed è proprio questo il problema: secondo la compagnia, a causare il caos sarebbero stati i ritardi nei controlli e nel rilascio del nullaosta ai dipendenti da parte dei funzionari statali, che hanno posticipato i rientri e lasciato le compagnie aeree senza personale.