Polenta fuori norma per aflatossine, scatta il richiamo nei supermercati

Richiamato il lotto PF02126 della polenta Fioretto Mulino Marello per la presenza di aflatossine: cosa fare se si ha la confezione in casa

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

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Il Ministero della Salute ha pubblicato il 17 giugno 2026 il richiamo precauzionale di un lotto di polenta a grana fine Fioretto a marchio Mulino Marello, disposto il giorno prima dal produttore. Il motivo indicato nell’avviso è la non conformità degli esami sulle aflatossine, micotossine che il diritto europeo classifica come contaminanti da tenere sotto soglie molto strette. Chi ha la confezione in dispensa non deve consumarla: va riportata al punto vendita.

Il lotto richiamato

Il prodotto interessato è la polenta venduta in confezione da 750 grammi netti, con lotto di produzione PF02126 e termine minimo di conservazione 30 aprile 2027. È realizzata dall’Azienda Agricola Marello, con stabilimento in via Pontestura, 80, a Camino, in provincia di Alessandria.

Il richiamo riguarda esclusivamente quel lotto: confezioni con codici diversi non sono coinvolte.

La durata del richiamo, come indicato nell’avviso, è di 30 giorni. Le confezioni sono state ritirate dagli scaffali della grande distribuzione, ma il provvedimento ha effetto anche su chi ha già acquistato il prodotto e lo conserva a casa.

Polenta a grana fine Fioretto a marchio Mulino Marello
Ministero della Salute
La polenta a grana fine Fioretto a marchio Mulino Marello oggetto del richiamo

Cosa sono le aflatossine

Le aflatossine sono micotossine, cioè sostanze tossiche prodotte da alcune muffe.

Le principali specie coinvolte sono Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus, funghi che si sviluppano soprattutto in condizioni di caldo e umidità e che colpiscono in particolare mais, arachidi, frutta secca, cereali e spezie.

La contaminazione può avvenire in campo, durante la maturazione o in fase di stoccaggio se la materia prima non viene conservata in condizioni adeguate.

Quali sono i rischi legati alle aflatossine

Le aflatossine identificate sono diverse. La più studiata è la B1, classificata dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) come cancerogena per l’uomo, in gruppo 1.

Per questo l’Unione europea ne disciplina la presenza negli alimenti con tenori massimi molto bassi, fissati dal regolamento UE 2023/915 della Commissione, che dal maggio 2023 ha sostituito la normativa precedente.

Per il mais e i prodotti derivati destinati al consumo umano diretto, come la polenta, i limiti sono espressi in microgrammi per chilo e valgono sia per la sola aflatossina B1 sia per la somma delle quattro principali (B1, B2, G1, G2).

I controlli ufficiali sui cereali e sui prodotti da forno verificano periodicamente il rispetto di queste soglie. Quando un esame restituisce un valore fuori norma, l’operatore alimentare è tenuto a far scattare il richiamo, anche in assenza di segnalazioni dai consumatori.

È quello che è accaduto in questo caso. Si tratta infatti di una misura precauzionale, attivata sulla base di un risultato analitico.

Cosa fare se si ha in casa la polenta

Chi ha in casa una confezione di Polenta Fioretto Mulino Marello deve verificare due elementi sulla busta:

  • lotto PF02126, indicato sul retro della confezione insieme alle altre informazioni di tracciabilità,
  • termine minimo di conservazione 30/04/2027.

Se entrambi i dati coincidono con quelli dell’avviso, il prodotto non deve essere consumato.

Deve essere riportato al punto vendita dove è stato acquistato: il negozio è tenuto a sostituirlo o a rimborsarlo, anche senza scontrino. Se i codici sulla confezione sono diversi, il richiamo non si applica.

Per chi vuole consultare l’avviso, l’elenco aggiornato dei provvedimenti è pubblicato nella sezione Avvisi e richiami di prodotti alimentari del sito del Ministero della Salute, dove confluiscono sia gli avvisi ministeriali sia i richiami disposti direttamente dagli operatori del settore alimentare.