La carica delle 14mila green startup italiane: la mappa delle nuove aziende sostenibili

Le nuove imprese, a forte componente tecnologica, sono sempre più numerose e molte sono create da giovani.

Sono in totale oltre 14mila le startup italiane innovative, nate con una costruzione digitale e gratuita nel 2021, secondo la diciottesima edizione del Rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con InfoCamere e Unioncamere.

Il dato conferma il buon risultato già ottenuto nel 2020, in cui il numero di iscrizioni nella sezione speciale del registro delle imprese era aumentato rispetto al 2019 del 10% per le startup innovative e del 31,4% per le PMI innovative. Rilevante è stato il contributo di queste realtà anche per l’occupazione, con un incremento del 40,5%.

Green startup, la mappa delle nuove aziende sostenibili

Per supportare le imprese green, che sfidano il cambiamento climatico e puntano su un’economia sostenibile, a gennaio 2022 è partita la piattaforma web Green Startups. Per fare questo è stata avviata un’azione di mappatura e schedatura nazionale di startup, investitori, acceleratori e parchi tecnologici attivi in questo campo, al fine di dar vita a una vera e propria rete.

La mappatura si concentra su un’analisi e un raffronto delle realtà, mettendo in evidenza le peculiarità, per condividere principi e informazioni che possano alimentare collaborazioni e pratiche sostenibili comuni.

Startup, le nove idee green su cui investire per salvare il pianeta

Hexagro promuove l’espansione degli orti domestici

Una startup green in forte crescita è Hexagro è un’azienda agroalimentare che favorisce l’espansione dell’urban farming, cioè la coltivazione di piante in terrazzi e balconi, quindi facile per tutti. Per fare ciò propone soluzioni che attraverso tecnologie di agricoltura verticale, connettano l’uomo alla natura.

Un esempio è Living Farming Tree, un orto per interni automatizzato che non ha bisogno di terra e che consente di coltivare piccole piante e erbe tramite un’interfaccia digitale interattiva. In questo modo Hexagro progetta un mondo in cui la produzione di cibo può avvenire in qualsiasi città, anche in spazi una volta considerati non consoni, seguendo il più ambizioso obiettivo di garantire a chiunque l’accesso a cibi sani, prodotti in modo sostenibile.

Un’altra iniziativa di Hexadro è Poty, un orto verticale realizzato con materiali riciclati e riciclabili e pensato per spazi all’aperto anche piccoli, come balconi o terrazzi, ideale quindi per essere installato in città. Come fosse composto da mattoncini lego, Poty si presenta come una struttura modulabile in verticale, composta da molti vasi a forma di quadrifoglio, che possono accogliere fino a 40 piante. Con Poty, infatti, è si possono coltivare frutta, verdure e piante aromatiche.

Da Milano alla Colombia con le vertical farm

Hexagro è stata fondata da Alessandro Granpa a Milano nel 2016, ma ha uno sguardo globale. L’azienda porta avanti, infatti, molti progetti incentrati sulla sostenibilità: ad esempio, attraverso il suo marchio gemello, Siembra Vertical, trasferisce conoscenze tecniche, dati e tecnologie per aiutare gli agricoltori e le comunità locali in contesti in cui le conseguenze del cambiamento climatico, dell’impoverimento del suolo e dell’urbanizzazione selvaggia colpiscono in maggior misura gli agricoltori.

Con ogni acquisto, inoltre, l’azienda finanzia e promuove progetti di vertical farming in Colombia, supportando i contadini locali nell’adozione di tecniche agricole sostenibili, grazie a delle partnership strette con organizzazioni locali.

Mulinum recupera e preserva i grani locali

Una startup innovativa che si sta facendo notare in ambito di circolarità e agricoltura, vincitrice anche del premio “Oscar dell’Innovazione”, il premio conferito dall’ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori) è Mulinum. Il suo obiettivo è recuperare i grani locali, quelli dimenticati, per difendere il territorio e la tradizione locale. La missione della startup è dare vita a una grande filiera nazionale agricola biologica, distante dalle importazioni industriali. Realizzare un Mulinum in ogni regione d’Italia; in zone agricole, distanti massimo 20 minuti dai centri urbani.

La storia di questa startup agricola ad alta componente tecnologica parte da lontano. Il suo fondatore Stefano Cacccavari nel 2014 ha ceduto al richiamo della sua terra, la Calabria, dove è rimasto per preservare la tradizione. Ha dato vita, sui terreni dei suoi genitori, a ‘Orto di famiglia’, una multiproprietà agricola con spazi affittati a oltre 150 agricoltori biologici. Decise così di studiare le origini delle sementi antiche del territorio. Portava a macinare il grano di famiglia in un mulino a pietra, a un’ora e mezzo di macchina, per poi dividere con gli amici il pane sfornato per uso domestico.

Come nasce una startup agricola sostenibile

La richiesta cresceva, ma proprio in quel momento il mugnaio ha annunciato che avrebbe venduto il mulino, così Caccavari ebbe l’idea di acquistarlo e nacque Mulinum. Nato interamente grazie a un crowdfunding che ha lanciato nel febbraio 2016, con un post su Facebook. In soli 90 giorni, ha raccolto 500mila euro. Ha costituito Mulinum con 100 soci provenienti da vari angoli del mondo, ora divenuti circa 300, senza alcun finanziamento pubblico.

Il 31 gennaio 2017 ha inaugurato Mulinum San Floro, un casolare biosostenibile che utilizza solo macine in pietra naturale, dove i grani antichi, come Senatore Cappelli, Maiorca, Segale, Verna e Farro, vengono trasformati in farina integrale. C’è anche un forno a legna d’ulivo, a vista, per pane, lievitati e pizze.

Un modello replicabile in tutta Italia

Mulinum si è rivelato un modello d’impresa replicabile sul territorio nazionale. Dal borgo calabrese, infatti, sta sorgendo una realtà Mulinum anche in Toscana, a Buonconvento, in provincia di Siena, e un’altra a Mesagne, in provincia di Brindisi. Si tratta di una filiera di oltre 3mila ettari pronti a essere seminati a grani antichi locali.

La formula è sempre la stessa: crowdfunding e incontri con appassionati che permettono di raccogliere i capitali necessari, senza alcun finanziamento pubblico. In definitiva un milione e 436mila euro è la cifra raggiunta, ma destinata a crescere ancora, che consentirà a Mulinum di sviluppare il format di San Floro nelle altre regioni italiane, in alleanza con aziende agricole locali che operano in biologico. In totale sono 220 i soci sottoscrittori che sostengono, con diversi livelli di coinvolgimento, Mulinum.