Start-up innovative e PMI innovative: requisiti, agevolazioni e differenze

Quali sono le differenze e quali sono i benefici per queste tipologie di impresa?

Fisco 7Cosa si intende per start-up innovativa e PMI innovativa? Quali sono le differenze e quali sono i benefici per queste tipologie di impresa? Facciamo chiarezza.

Start-up innovativa
La start-up innovativa è stata introdotta con D.L. n. 179/2012; tale tipologia di impresa è fortemente orientata all’innovazione tecnologica, con significativi investimenti in spese di ricerca e sviluppo, spese per il personale altamente qualificato o per lo sfruttamento di una privativa su un brevetto.

Lo sviluppo tecnologico promosso dalla Legge in esame attraverso la promozione delle start-up intende:

  • contribuire allo sviluppo di una “cultura dell’innovazione” in tutti i cittadini e, in particolar modo, nei soggetti più giovani;
  • creare per la prima volta nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento nazionale in materia di start-up.

In linea generale, la start-up innovativa è un’impresa che:

  • ha la propria sede e i propri interessi in Italia;
  • è costituita sotto forma di società di capitali;
  • è attiva da massimo 48 mesi;
  • non distribuisce utili e ha ricavi annui inferiori a 5 milioni di euro;
  • offre un prodotto o un servizio ad alto contenuto tecnologico, anche se non necessariamente tutelato da brevetto o marchio;
  • l’oggetto sociale esclusivo o prevalente è lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda/ramo di azienda.

L’ambito di applicazione della normativa non si limita alle società residenti in Italia, ma si estende anche alle società residenti in uno Stato membro dell’UE o SEE, a condizione che abbia una sede produttiva o una filiale in Italia.
Tali società hanno l’obbligo dei seguenti adempimenti:

  • richiesta di iscrizione alla sezione speciale start-up tenuta dal Registro imprese;
  • dalla data di iscrizione alla sezione speciale debbono inviare aggiornamenti almeno semestrali sull’attività dell’impresa;
  • hanno l’obbligo di depositare annualmente l’attestazione di mantenimento dei requisiti richiesti dalla legge per le start-up.

La start-up innovativa che non ha più i requisiti necessari per l’iscrizione nella sezione speciale, ma mantiene i requisiti per accedere alla sezione speciale delle PMI innovative, può richiedere la cancellazione dalla sezione speciale e contestualmente presentare istanza di iscrizione nella sezione speciale riservata alle PMI innovative, affinché il passaggio avvenga senza soluzione di continuità.

PMI innovativa
La PMI innovativa generalmente non deve essere quotata in Borsa, deve avere l’ultimo bilancio certificato e possedere almeno due dei seguenti requisiti:

  • sostenere spese in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione, escludendo le spese per immobili;
  • impiegare personale altamente qualificato in misura almeno pari a un quinto della forza lavoro complessiva;
  • essere detentrice, licenziataria o depositaria di un brevetto o di un software registrato in campo industriale o biotecnologico.

Ovviamente ci sono dei benefici per entrambe le tipologie di impresa; ma quali sono le differenze?

Per le start-up innovative sono previsti:

  • esonero dal pagamento annuale alla Camera di Commercio;
  • credito d’imposta per assunzione di personale altamente qualificato;
  • deroghe alla disciplina sul diritto del lavoro;
  • incentivi agli investimenti per imprese dei settori sociale ed energia;
  • disciplina speciale in caso di fallimento.

Per le PMI innovative:

  • disciplina ordinaria per l’assunzione di personale altamente qualificato;
  • disciplina ordinaria per fallimento;
  • disciplina ordinaria in tema di disciplina del lavoro.

Esistono inoltre alcune agevolazioni comuni che consistono in:
• esonero dall’imposta di bollo e diritti di segreteria all’avvio dell’attività d’impresa;
• incentivazione e remunerazione di personale in equity (pagare dipendenti e consulenti con una quota del capitale);
• incentivi fiscali agli investimenti;
• accesso semplificato a Fondo Garanzia PMI.
Rita Martin – Centro Studi CGN

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