Carne sintetica in Italia nel 2023? La scelta del governo Meloni

La decisione della Food and Drug Administration apre nuovi fronti per la coltivazione degli hamburger in laboratorio: le parole del ministro Lollobrigida

Lo scorso 22 ottobre, giorno dell’insediamento del governo presieduto da Giorgia Meloni, i fari della stampa e di tutta l’opinione pubblica erano puntati sulla premier e sui ministri che avrebbero formato il nuovo esecutivo. Se i volti dei rappresentanti del centrodestra erano più o meno noti già in precedenza, una curiosità più spiccata ha riguardato le loro prime dichiarazioni a margine del giuramento che si è svolto nelle sale del Quirinale alla presenza del Capo dello Stato.

In particolare, grande scalpore avevano fatto – meno di 24 ore prima – le scelte annunciate dalla premier in conferenza stampa in merito ai nuovi nomi dati ad alcuni dicasteri. Tra questi, a sollevare aspre polemiche è stato quello assegnato a Francesco Lollobrigida, storico esponente e deputato di Fratelli d’Italia, nonché cognato della stessa leader (ha sposato la sorella). Per lui la presidente del Consiglio aveva pensato al ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare: una dicitura che, fin dalle prime reazioni, è stata presa di mira sia dai partiti di opposizione che da molti commentatori di giornali e talk show.

Carne sintetica, il dossier sul tavolo del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare

In questi primi due mesi di attività governativa, Francesco Lollobrigida è rimasto maggiormente nell’ombra rispetto ad alcuni suoi colleghi di governo, decisamente più impegnati fin dalle settimane iniziali: uno su tutti Matteo Piantedosi, titolare del ministero degli Interni, che ha scritto il tanto contestato decreto rave e negli ultimi giorni dell’anno ha diramato il nuovo regolamento per i salvataggi dei migranti da parte delle Ong.

Eppure, aldilà di qualche fugace intervista apparsa sui quotidiani nazionali e sui siti delle agenzie, anche il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare si è dato da fare per mostrare ai cittadini quale sarà l’impostazione che verrà data ai dossier di sua competenza. In particolare, a finire nel mirino delle critiche è stata la sua dichiarazione – rilasciata a metà novembre – riguardante la cosiddetta carne sintetica, conosciuta anche con l’appellativo di carne coltivata.

Carne sintetica, la decisione della Food and Drug Administration e le parole del ministro Lollobrigida

“Garantisco che, finché noi saremo al governo del Paese, sulle tavole degli italiani non arriveranno mai cibi creati in maniera artificiale in laboratorio“. Le sue parole venivano divulgate in conseguenza ad una decisione in materia arrivata direttamente dagli Stati Uniti, un provvedimento che aveva provocato reazioni assai contrastanti a tutte le latitudini del globo.

Infatti, pochi istanti prima, la Food and Drug Administration (Fda) – l’ente che si occupa di validare i cibi e i farmaci sul suolo americano, l’equivalente della nostra Agenzia europea del farmaco – aveva appena annunciato la decisione di includere la carne sintetica nella lista dei prodotti alimentari considerati sicuri per il consumo umano.

Grazie alla svolta apportata dalla Fda, l’azienda Upside Foods, con sede nello Stato della California, ora potrà prelevare cellule viventi dai polli e utilizzarle in un laboratorio controllato. Lo scopo è quello di farle crescere nel tempo per arrivare alla creazione di un prodotto a base di carne che non comporti l’effettiva macellazione di alcun animale. Un cambiamento che potrebbe contribuire come mai prima a soddisfare la crescente domanda globale di carne, riducendo in maniera drastica l’impatto ambientale provocato dagli allevamenti intensivi.

Carne sintetica, svolta per ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi: ecco quanto consumano in Italia

Per questo le parole del ministro Lollobrigida, arrivate in modo tempestivo nelle ore direttamente successive alla notizia, a molti sono parse come avventate e prive di un approfondimento preliminare da parte del ministro. Infatti, se si andasse ad osservare gli ultimi dati diffusi da Greenpeace in merito al nostro Paese, si verrebbe a conoscenza di come la produzione di carne su scala nazionale rappresenti la seconda causa di inquinamento in Italia. Un impatto sull’ambiente di gran lunga superiore a quello causato dalle automobili e dalle industrie e inferiore solo agli effetti del riscaldamento delle abitazioni tramite l’utilizzo di combustibili fossili, legna e pellet.

Nello specifico, l’ente che si occupa di promuovere iniziative per la salvaguardia del clima ha realizzato uno studio – divulgato all’inizio di dicembre del 2019 – in cui viene evidenziato come lo stoccaggio degli animali nelle stalle e la gestione dei relativi reflui contribuisca per oltre il 15% al computo complessivo delle nostre emissioni inquinanti. Di seguito la classifica completa con gli ultimi dati disponibili, risalenti al periodo precedente all’emergenza pandemica da Covid-19:

  • Riscaldamento praticato con l’utilizzo di combustibili fossili, legnatico e pellet – 38%;
  • Allevamenti intensivi – 15,1%;
  • Industria e attività aziendale – 11,1%;
  • Veicoli leggeri quali auto e moto – 9%;
  • Merci trasportate su strada – 7%;
  • Agricoltura – 6,7%;
  • Altre tipologie di trasporto – 5%;
  • Produzione energetica – 4,3%;
  • Attività secondarie, tra cui la pesca e lo smaltimento dei rifiuti – 3,2%;
  • Altre voci di portata residuale – 0,6%.

Carne sintetica, il primo hamburger vegetale prodotto in Europa e gli Stati in cui viene venduta legalmente

Dunque, stando alle parole del rappresentante del governo, la pratica per la produzione della carne sintetica non verrà messa in atto, almeno per il periodo in cui la maggioranza attuale rimarrà alla guida del Paese. Un concetto ribadito anche dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che in una recente iniziativa di piazza realizzata con Coldiretti ha escluso categoricamente l’utilizzo di questo alimento. Il segretario della Lega ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Per quello che mi riguarda, voglio che i nostri figli mangino solo ciò che nasce dalle nostre terre e proviene dai nostri animali. Quindi niente latte artificiale o carne sintetica“.

Eppure, anche in Europa, gli studi di questo genere non sono affatto nuovi. Addirittura la realizzazione del primo “hamburger coltivato” risale a ben dieci anni fa, quando un team di ricerca dell’Università di Maastricht lo ha realizzato in laboratorio durante l’agosto del 2013. E, ad oggi, si moltiplicano i governi interessati ad approfondire questo aspetto, proprio sulla scia di una maggiore sensibilità collettiva nei confronti della lotta al surriscaldamento climatico. Al momento l’unico Stato del mondo in cui la carne vegetale viene commercializzata in maniera legale è Singapore, ma il via libera degli Usa potrebbe spingere altri Paesi a intraprendere questa strada. L’unica cosa certa è che il tanto atteso cambiamento di portata storica non partirà dall’Italia.