Confermati e rinnovati i buoni fino a 250 euro per chi aderisce all’iniziativa “Bike to work”. La prima edizione è stata un successo e questo ha permesso a diversi comuni italiani di riproporre lo stesso formato: fino al 30 ottobre 2026 è possibile accumulare voucher e buoni spesa da spendere nei negozi del territorio.
“Bike to work” permette a chi già usa la bicicletta, o vuole iniziare a farlo, di accumulare i chilometri percorsi e trasformarli in buoni spesa. L’iniziativa permette di raggiungere un tetto massimo di 2,5 euro al giorno, per un buono di massimo 250 euro all’anno e fino a esaurimento del fondo.
Indice
Che cos’è il “Bike to work”
L’iniziativa “Bike to work” parte il 19 settembre, per celebrare la giornata europea dell’uso della bici negli spostamenti casa-lavoro. Anche in Italia il fenomeno sta crescendo e progetti come “Bike to work” sono parte di questo motore.
Nella pratica “Bike to work” indica l’incentivo per chi sceglie di recarsi al lavoro con la bicicletta. È composto da compensi economici, con un tetto massimo annuale, legati al numero di chilometri che si percorrono al giorno.
Come funziona?
I comuni che hanno riconfermato l’iniziativa hanno messo a disposizione dei fondi per premiare chi usa la bicicletta per muoversi da casa al lavoro e viceversa.
Funziona tramite un’app: si chiama “Ecoattivi” e tiene traccia dei chilometri percorsi. Questa offre un bonus cumulabile di pochi centesimi per ogni chilometro effettuato. Nello specifico, per ogni chilometro si accumulano 20 ecopunti, ovvero 0,25 euro, per un tetto massimo di 2,50 euro al giorno.
Ogni 800 ecopunti si genera un buono spesa da 10 euro che può essere utilizzato nei negozi aderenti al progetto.
In un anno si possono richiedere fino a 250 euro di buoni spesa, almeno fino a esaurimento fondi. Alla fine dell’anno è prevista anche una serata di premiazione, nella quale viene estratto il vincitore del maxi concorso nazionale. In palio un premio come una mini car elettrica o simili.
Per percorrere i chilometri casa-lavoro possono essere utilizzati mezzi come:
- biciclette;
- e-bike;
- monopattino;
- spostamento a piedi.
Quali sono i comuni aderenti
Al momento “Bike to work” non è disponibile in tutti i comuni d’Italia. La seconda edizione è stata confermata in svariati comuni vicentini, in alcuni comuni di Treviso come Ponzano Veneto, Quinto di Treviso e Silea e in Emilia-Romagna, dove è attivo nei comuni con più di 30mila abitanti.
È la provincia di Vicenza quella più attiva, con 51 comuni dove torna l’iniziativa. Sono:
Arcugnano, Arzignano, Bolzano Vicentino, Breganze, Bressanvido, Brogliano, Caldogno, Calvene, Carrè, Cassola, Castelgomberto, Chiampo, Chiuppano, Costabissara, Creazzo, Crespadoro, Dueville, Gambellara, Isola Vicentina, Longare, Lonigo, Lugo di Vicenza, Malo, Marano Vicentino, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montecchio Precalcino, Monte di Malo, Montegalda, Monteviale, Monticello Conte Otto, Montorso Vicentino, Nove, Piovene Rocchette, Pozzoleone, Quinto Vicentino, Sandrigo, San Pietro Mussolino, Santorso, Sarcedo, San Vito di Leguzzano, Schio, Sovizzo-Gambugliano, Tezze sul Brenta, Thiene, Torrebelvicino, Torri di Quartesolo, Trissino, Vicenza, Zanè, Zermeghedo, Zugliano.