Dichiarazione precompilata Iva al via: a chi verrà inviata

Febbraio sarà il mese del grande debutto della dichiarazione precompilata che l'Agenzia delle Entrate è pronta a inviare a una vasta platea

Il 2023 sarà l’anno dei grandi esordi in campo fiscale. Dopo avervi presentato la nuova tassa piatta, la flat tax con il tetto innalzato agli 85.000 per le partite Iva, misura che ha portato a non poche critiche (e precisazioni, come vi abbiamo raccontato qui), è ora tempo di parlare della dichiarazione precompilata che nei primi mesi del nuovo verrà inviata ad alcune partite Iva.

Ma di cosa si tratta e, soprattutto, chi riguarderà nell’immediato? Partiamo dalle basi, cercando di capire insieme cos’è e cosa cambia per i lavoratori autonomi.

Dichiarazione precompilata, cos’è

La dichiarazione precompilata Iva è una novità che è prevista nel Pnrr che tra le voci del 2023 segnala entro giugno la necessità per lo Stato di assolvere a questa scadenza, se desidera ricevere la quarta rata da 16 miliardi. Il target è alla voce “M1C1-109 – Riforma dell’amministrazione fiscale”, e prevede l’invio sperimentale delle precompilate Iva ad almeno 2,3 milioni di professionisti che, come vedremo in seguito, è una platea ben specifica.

Per vedere esordire questa dichiarazione bisognerà aspettare, con ogni condizionale del caso, il mese di febbraio quando l’Agenzia dell’Entrate comincerà a inviarla agli autonomi interessati. Nello specifico si tratta di una dichiarazione che verrà predisposta utilizzando la mole di dati già in possesso delle Entrate. Queste informazioni sono state recuperate dai registri Iva precompilati dei dati dei corrispettivi giornalieri telematici per le operazioni con i consumatori, delle liquidazioni periodiche e dei dati dell’anagrafe tributaria

Con il meccanismo ormai collaudato nella precompilata per le dichiarazioni dei redditi e dei 730, con l’applicativo predisposto dalle Entrate i contribuenti Iva potranno quindi visualizzare, modificare, integrare, stampare e trasmettere la dichiarazione e versare l’eventuale imposta che risulta dovuta all’Erario.

Il via, come detto, dovrebbe arrivare a febbraio, con ben quattro mesi di anticipo sulla tabella di marcia in modo tale da non stravolgere il calendario degli adempimenti delle partite Iva. Nei prossimi giorni arriverà il provvedimento con la data esatta di partenza (qui vi abbiamo parlato della dichiarazione e di chi dovrà presentare 730 o redditi).

Dichiarazione precompilata, a chi arriverà

Ora la domanda che si fanno tutti è: a chi arriverà questa precompilata? Secondo quanto sottolineato dall’Agenzia delle Entrate la platea è di 2,3 milioni di partite Iva, tra i quali figurano anche gli agricoltori, inizialmente esclusi dal computo. Inoltre, nelle intenzioni dell’amministrazione, c’è anche la volontà di sottoporre il modello “fai da te” a tutti i soggetti Iva di cui il Fisco ha già i dati.

La platea dei soggetti che riceverà la precompilata è stata individuata prima di tutto nelle partite Iva che liquidano l’imposta trimestralmente e, oltre ai citati agricoltori, riguarderà anche i soggetti attivi in particolari settori per i quali sono previsti regimi speciali o che applicano l’Iva separatamente, per legge o per opzione, oppure aderiscono alla liquidazione dell’Iva di gruppo, partecipano a un gruppo Iva o per i quali nell’anno di riferimento è stato dichiarato il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa

Sono inclusi anche la Pubblica amministrazione e gli altri enti e società indicati dalle Finanze, i commercianti al minuto che trasmettono i corrispettivi senza distinzione per aliquote e ripartiscono l’ammontare e gli operatori che trasmettono i corrispettivi per le cessioni di benzina o gasolio e per le cessioni di beni o prestazioni con distributori automatici. Compresi in questa platea ci sono anche i contribuenti Iva che erogano prestazioni sanitarie e, per l’anno d’imposta 2022, quelli che liquidano la contabilità Iva per cassa.